Enzo Rossi-Roiss

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DE FACEBOOK ET SFACEBOOK

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DEGLI ESERCIZI SCRITTORI IN FACEBOOK
DI AMICIZIATI PSEUDO(ANO)NIMATI
CON INFO RETICENTI E ICONOGRAFIA AMBIGUANTE

Vulvofora trascurata o falloforo disattivato, una facebookamiciziata momata Manuela Bergamasco, si è attivata in Facebook come scrittrice ombra o machera di uno scrittore corvo, meritandosi una denuncia per diffamazione a mezzo internet, e per aver indirizzato una mail diffamatrice a persona mia parente, associandosi per delinquere a chi ho denunciato in precedenza. Ciò significa che tale Manuela Bargamasco sarà identificata, smascherata e perseguita da me giudiziariamente, predestinando ogni eventuale risarcimento monetario all’anzianità penalizzata da disagi che mi risultano sconosciuti, poichè sperimento e mi godo, quotidianamente, una eccezionale anzianità diversa, vigorosa e agiata.
Presupponendo tale Manuela Bergamasco “in carriera”, la mia azione giudiziaria si rivelerà, così, portatrice di conseguenze (sconvenienze) che la penalizzeranno, dossierandola a futura memoria con i suoi comportamenti pusillanimi e con i suoi esercizi scrittòri mediocri in Facebook e nel web: variamente firmati o pseudo(ano)nimati.

ADDENDA – Letta questo testo postato in blog e come nota in Facebok, la Bergamasco mi ha indirizzato un ultimo messaggio, poi si è cancellata in Facebook.
Riproduco il testo del suo ultimo messaggio: “Non vedo l’ora! Spero non finisca come le altre querele che hai millantato, finite nel nulla più totale. Dovresti sapere che le comunicazioni personali non costituiscono reato (mio marito è giudice in Cassazione). Così finalmente racconteremo al giudice di turno che razza di galantuomo sei!”.
Le imperdonabili e imprudenti “comunicazioni” che mi hanno motivato nella decisione di denunciarla sono costituite da una mail “corvina” indirizzata a mia figlia Rebecca, per la quale sono un “modello di forza spirituale” incomparabile.
La Bergamasco si faccia giudicare dal marito magistrato, in attesa di altro giudizio tribunalizio.

P.S.- Chiunque sia Manuela Bergamasco, vulvofora trascurata o falloforo disattivato, scrittrice ombra o machera di uno scrittore corvo omofilo, risulta denunciata per la mail indirizzata a mia figlia Rebecca e per esserti associata (delinquendo) a chi ho denunciato in precedenza. Ciò significa che sarà identificata, smascherata e perseguita da me giudiziariamente (anche da mia figlia Rebecca) con ogni eventuale risarcimento monetario predestinato all’anzianità penalizzata da disagi sconosciuti da chi sperimenta e si gode come me, quotidianamente, una eccezionale anzianità diversa e agiata (come ho già scritto). Presupponendola “in carriera”, le consiglio di valutare le conseguenze (sconvenienze) della mia azione giudiziaria, destinata ad essere dossierata a futura memoria dei suoi comportamenti pusillanimi ed esercizi scrittòri mediocri in Facebook e nel web: variamente firmati o pseudo(ano)nimati.

UNA “LAMPISTERIA” MIRATA A COLPIRE NUMEROSI FACEBOOKAMICIZIATI D’AMBO I SESSI E DI OGNI ETA’
Le personalità fragili (perchè sprovviste di almeno una ecellenza prevalente meritevole di apprezzamenti) si autoconnotano con stereotipi propagandando luoghi comuni, e si omologano ai più divulgando conformismi di gruppo: interloquendo con comunità di riferimento compaesane, corregionali, connazionali, refrattarie alla caratterialità scomoda e indisponente di chi si autoconnota compiendo singolarmente gesta audaci ed esprimendo opinioni spregiudicate.

DE FACEBOOK ET SFACEBOOK
copyright: Enzo Rossi-Ròiss

Diritti di traduzione e adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo, riservati per tutti i Paesi. E’ vietata la riproduzione di testi e immagini con qualsiasi mezzo effettuata, anche parzialmente, non autorizzata, compresa la fotocopia, anche a uso interno o didattico. L’illecito sarà penalmente perseguibilea norma dell’art. 171 delle legge n.633 del 22.04.1941

PROLOGO

Mi sono attivato in  Facebook cominciando con lo sproverbiare:  fino a dare consistenza a questo progetto libresco zibaldoneggiante.Ho sproverbiato una volta al giorno per molti giorni di seguito, fino a sproverbiare scrivendo:  Facciamo attenzione nell’auspicare accadimenti che potrebbero nuocerci… accadendo: con l’intenzione di significare “…che potrebbero nuocermi”.Poi ho strumentalizzato Facebook per dare ulteriore comunicazione e visibilità web alle mie iniziative di organizzatore e promotore culturale: scrivendo NOTE per consigliare come usare facebook e con chi facebookamiciziare,  come illustrare la  propria creatività a chi ci è simbiotico.Fino al giorno in cui non mi sono reso conto, come suol dirsi, d’avere scritto estemporaneamente abbastanza NOTE meritevoli di essere zibaldonizzate e riproposte nel mio sito personale come progetto libresco in progress: a futura memoria della mia presenza in Facebook.
Buona lettura!

DELLA VACUITA’ DI OGNI APPELLO O NOTA ET SIMILIA
NELLA HOME COLLETTIVA DI FACEBOOK

Ogni post si sovrappone nella Home collettiva di Facebook al post che lo precede retrocedendolo: sempre più occultato e sprofondato dai post eseguiti in gran quantità da facebookdipendenti soltanto per dare visibilità a paturnie narcise, chattericci buongiornanti, comunicazioni autoreferenziali, solipsisismi videoverbovisuali non condivisibili, fan-adesioni, esercizi scrittòrii aforismanti.

Poichè la Home collettiva di Facebook è soltanto e nient’altro che un nastro che si arrotola, avvolgendo e occultando il già postato sulla sua superficie, in modo tale da impedire la sua visione e lettura: arrotolandosi  soltanto in avanti, continuamente di secondo in secondo, di minuto in minuto, di ora in ora, senza possibilità di retroazione, come certi giochi surrealisti di scrittura o grafia automatica (cadavre esquis).
La sovrapposizione di ogni post, conseguentemente, determina la retrocessione progressiva e inesorabile di ogni altro post fino al suo sprofondamento tra i precedenti.
Causando, così, l’occultamento di ogni post come post in eccesso nella Home, visibile soltanto dopo aver cliccato la scritta “post precedenti”, che lo sottrae alla visione o lettura immediata di chi è amico FB con diritto di accesso e tag nella Bacheca di ognuno dei propri facebookamiciziati. Impedendo ai facebookamiciziati internauti durante le ore del pomeriggio di vedere e leggere ciò che è stato postato durante le ore mattutine nella Home condivisa con i propri amici FB.
Esclusi, ovviamente, gli internatuti facebookdipendenti, meno facenti e poco intendenti, che srotolano la Home per visionare e leggere tutto ciò che quotidianamente risulta postato dai propri amici FB, per interagire cazzeggiando o chattericciando ad libitum.
DOMANDA: Cosa deve fare, allora, ognuno dei facebookamiciziati interessati a interagire (contemporaneamente ed eventualmente!) con tutti i propri amici FB, scrivendo Note e postando Foto et altro?
RISPOSTA: Può inviare a tutti gli amici FB una mail nella quale risulti linkato ( oppure copiato e incollato) ciò che di volta in volta risulta lessicovideovisualizzato nella Bacheca personale.

DELLA PROVERBIOSITA’ SPROVERBIATA
PER LA SINGLETUDINE FACEBOOKAMICIZIATA

* Chi mailizza con chi è già facebookamiciziato/a impara a facebookamiciziare
* Chi la dura, tra i facebookamicizianti, la vince…concretamente soltanto se riesce a svirtualizzare ciò che ha facebookamiciziato.
* I facebookamiciziati che chattano insonni per comunicarsi disagi personali, non pigliano pesci di gran peso né si propiziano la cattura di uccelli rari.
* La facebookamiciziazione non crea amici per i giorni no, ma placebamici per la sublimazione provvisoria della singletudine nei momenti in cui si rivela insopportabile.
* Anche l’occhio vuole la sua parte… a portata di mano, però: distante un palmo dal naso e dal corpo facebookamiciziato.
* Chi è causa del malfacebookamiciziato sterile pianga se stesso.
* Chi è causa della singletudine facebookamiciziata pianga se stesso/a.
* Facebookamicizia ambiguata non fare, facebookamici sterili non avere.
* Meglio solo/a che malfacebookamiciziato/a.
* Chi trova un amico/a trova un tesoro…se l’amico/a facebooktrovato/a non si rivela webconfinato/a.

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NOTA – Potrebbe accadere che un lettore facebookfan disapprovi il mio sproverbiare sfacebookamiciziante considerandolo irrispettoso e inopportuno, segnalandolo a chi di dovere (come suol dirsi) dello staf Facebook perché sia oscurato il mio account di facebookamiciziato eretico/erotico.

Potrebbe accadermi di leggere nella mia Home  questo messaggio evidenziato: Attenzione! Il tuo account potrebbe essere disattivato.

Potrebbe accadermi di ricevere, inviata da Facebook, una mail nella quale leggerò:

Il tuo comportamento suggerisce che potresti essere in violazione dei termini d’uso di Facebook. Il continuo abuso delle funzionalità del Facebook può portare alla disattivazione del tuo account.

Potrebbe accadere ciò, poiché non mi sono facebookamiciziato con l’intenzione di postare o chattare il Buongiorno e la Buona Notte cazzeggiati, l’autoreferenzialità narcisa, la singletudine che disagia, ogni turbamento personale lamentato percorrendo vie amicali indulgenti, il dissenso politico cabarettistico et similia di emuli/e noti/e a se stessi/e e ai parenti.
Se accadrà ciò, continuerò a sproverbiare nei miei Blog,  oppure scriverò mail eretiche/erotiche svirtualizzanti a ogni facebookamiciziato/a.

DUE LAMPISTERIE MIRATE

Ogni facebookamiciziata resa inquieta dalla singletudine  susciterà innamoramenti fertili soltanto snerudendosi.
Siano propiziati innamoramenti fertili a ogni facebookamiciziata single… snerudandola.


DI CHI SI BUONGIORNA CHATTANDO IMPALERMITANATA
ETEROGENEAMENTE IPERFACEBOOKAMICIZIATA

Ore 8.30 di un giorno novembrino a Palermo, una “fimminazza” single, nativa over 30 ipercrinita, avvocato di professione, bellapresenza accessoriata in ogni dove (dita, polsi, girovita, collo, orecchie), dà inizio alla sua giornata impalermitanata, come ogni giorno, chattando con altre native singles coetanee: tutte componenti un micro universo amicale impalermitanato, tutte relazionate soltanto virtualmente al macro universo spalermitanato sterile della totalità indiscriminatamente (bulicamente) facebookamiciziata da ognuna, per sommarsi in rapporto fertile con centinaia di persone d’ambo i sessi e variamente generazionate, refrattarie alla vacuità del buongiornamento chattato.

Renata Riccioli: Buongiorno a tutti:)))

Barbara Daponte: Buongiorno

Renata Riccioli: Buongiorno BB!dormito bene? io poco e male:(

Monica Marino: Buondì..anch’io dormito così così anche se mi sono addormentata bene… :)

Barbara Chianchiano: ciao bella! ^_^

Renata Riccioli: Ciao Barbarella! Come stai?
Monicù stai cominciando a usare i puntini come Tiziana! siamo apposto!!!:)

Monica Marino: puntini di sospensione..come il mio animo… :)

Renata Riccioli: …sospeso??? ehi, ci siamo noi! appena ti vedo ti abbraccio forte forte…e vediamo se devo picchiare qualcuno!!!

Monica Marino: no no..(ancora no)… sospeso tra la paura e il lasciarsi andare..tutto bene anzi troppo bene

Nadia D’Anna: Buona Giornata a tutti!!! monicuccia tesoro sù abbiamo bisogno del tuo sorriso!!

Renata Riccioli: Nadiuzza!!! come stai? che dice la Madonnina? fra poco ci rivediamo:)

Laura Chimenti: Buongiorno a tutte belle fanciulle! Che sonno però! ;)

Renata Riccioli: Buongiorno Lauretta! stamattina non potevo alzarmi. Sono rimasta a letto a leggere un’altra ora…poi…purtroppo…cominciò a squillare il telefono:(

Nadia D’Anna: Gioiaaaa non vedo l’ora di rivedervi!!qui è tutto così…sto provando ancora ad ambientarmi..bacini

Barbara Chianchiano: tutto bene grazie, spero di vederti presto!!! ^_^
baciotto buona giornata

Tiziana Caracappa: la regina che usa i miei “puntini”!!..allora danno ci fù! ;)

Ora solita di un giorno qualsiasi in ogni stagione, sopraggiunge il solito e ricorrente scoramento per la propria condizione di single disagiata in soggiorno socio-culturale-sentimentale obbligato. Renata parla con la Veggente, si concede un Biscotto della Fortuna, legge un  cartiglio dei Baci Perugina e quizzeggia ad libitum per confortarsi il presente e divinarsi il futuro, autoanilizzando il proprio status-quo emozionale e professionale.
Centinaia di foto, albumizzate in Facebook, la ritraggono aggruppata sorridente con sguardo triste, weekendata ed euforizzata dal rum alla pera bevuto nel solito pub, oppure festeggiante compleanni et altro halloweeniabile in location amicali domestiche.

DEL “SISTEMA DI SEGNI” FACEBOOKPOSTATO

Ogni Profilo in Facebook è un sistema di segni.
Ciò significa che è possibile esplorarlo e indagarlo col soccorso degli strumenti semiologici che facilitano l’analisi testuale e la visualizzazione comparata di ciò che risulta postato (sia scritto, sia illustrato): info, foto, note, video, condivisioni, adesioni a causes, commenti, risposte a quiz, esiti di test, fan-aticherie dichiarate, riquadri riassuntivi, link condivisi o segnalati, piacevolezze, iscrizioni a gruppi.
Particolarmente i Profili dei facebookamiciziati che si rapportano al social network come a un indovino, cartomante e analista no-profit e indulgente per autoconsolarsi nei momenti d’insonnia o di crisi d’identità, autogratificandosi… anche.
Ogni facebookamiciziato/a così connotabile si ruola “aruspice” casalingo/a quando
esplora il futuro personale in amore e nell’attività lavorativa intrapresa o da intraprendere, manumousando tra le viscere di Facebook… Friend hug – Super Wall – Purity test – Up gloss – Scopri chi… etc.
Chi si facebookamicizia, invece, per pubblicitare a buon mercato ideologia politica, fede religiosa, produzione artistica mercanteggiabile, imprenditoria culturale et similia, merita di essere analizzato…diversamente.

DELL’ITINERARIO MENTIS DI OGNI FACEBOOKAMICIZIATO/A

Considerando impronta caratterializzante ogni Nota, ogni Commento, ogni Foto, ogni Video, ogni diarizzazione cazzeggiata o chattericciata autobiografante, ogni Quiz eseguito per sapere e capire di sè l’oggi e il domani, ogni Video simulacro del proprio sentimentalismo, ogni Citazione letteraria portatrice di doppia significanza, mi riesce facile tracciare il percorso dell’itinerario mentis di ogni facebookamiciziato/a, contrassegnandolo con ciò che (parole e immagini) ognuno/a “posta“ di volta in volta in Facebook.
Memorizzino ciò i facebookamiciziati e le facebookamiciziate che presuntuosamente hanno pensato di potermi annoverare tra i loro accompagnatori indulgenti e complici condiscendenti sul percorso dell’ itinerario mentis tracciato nel loro Profilo…a prescindere dalle caratteristiche e dai contenuti del mio Profilo.
Sapendo che le informazioni anagrafiche e professionali taciute in Facebook mi significano frustrazione e insicurezza; che le foto esibite in Facebook mi illustrano sovente e in ogni caso vanità, infantilismi e narcisismi; che i rapporti con la creatività documentata in Facebook da riproduzioni di opere autoaccreditate mi connotano velleità in sala d’attesa nell’ambulatorio del Dottor Successo; che l’enfatizzazione in Facebook del proprio status sentimentale, come il migliore degli status possibili, mi dissimula singletudine connaturata disagievole, nei casi in cui non blasona rapporti contingenti canditati a farsi eleggere abitudinari e doverosi.
Scrivo ciò dopo aver deciso di non incamminarmi sul percorso di altri itinerari mentis facebookpostati, con l’intenzione di esplorarli e sottoporli ad esame semiologico, come già fatto quando ho percorso gli itinerari mentis di alcune facebookamiciziate over 30 “facendo la differenza“ (come suol dirsi) nel loro Profilo (divenuto conseguentemente reticente) e nella loro amicalità facebookpostata (divenuta inequivocabilmente guardinga e sospettosa).

DELL’ ITINERARIUM MENTIS PROFILATO E POSTATO IN FACEBOOK

Interagisci senza infingimenti in Facebook e ti dirò chi sei, da dove vieni, dove ti è consentito andare, a che cosa puoi aspirare…etc.
L’ itinerarium mentis di ogni facebookamiciziato/a risulta tracciato nel “Profilo” connotato dalle informazioni esplicite o reticenti (date anagrafanti e biografanti comprese) leggibili in ”Info”, dalle foto ordinate in “Album”, dai gruppi prescelti, dalle fan-aticherie dichiarate, dal quizzeggiamento praticato per autoanalizzarsi e autodefinirsi, dagli eventi segnalati, dallo chattericcio amicale mattutino per buongiornarsi (o propiziarsi) positività, da ciò che risulta postato, commentato, condiviso (eventi, video, immagini), dalle interazioni stabilite di volta in volta con la scrittura per esprimere pensiero prevalentemente verticale anziché laterale: pensiero prevalentemente nerudato anzichè snerudato, pensiero canzonettato da parolieri anziché versificato da poeti.
Percorrendo questo itinerario si acquisiscono conoscenze relative al patrimonio culturale di ogni facebookamiciziato/a, alla sua caratterialità, alle sue sicurezze e in sicurezze, alle sue vanità, ai suoi interessi primari, alle sue frequentazioni sociali e professionali (o abituali), ai suoi successi e insuccessi, alle pulsioni sentimentali e sessuali che lo/a inquietano.
Stigmatizzando l’esibizione di rapporti di coppia finalizzati a dissimulare la singletudine disagiante degli over 30 (donne) e 40 (uomini), l’interattività con i soliti (pochi e conosciuti) facebookamiciziati tra i tanti (sconosciuti) sommati bulimicamente a centinaia e (peggio) a migliaia, l’autoraffigurazione fotografica parziale finalizzata ad armonizzare il disarmonico dissimulando le misure e il peso, la documentazione di attività creative velleitarie o dopolavoristiche, ogni resoconto visivo di soggiorni turistici una tantum e stagionali, la consuetudine in location consuete condivisa vagheggiando accadimenti inconsueti, la refrattarietà a interagire stabilendo rapporti svirtualizzati e ravvicinati con persone reali dotate per “fare” la differenza nella quotidianità reciproca.
Scrivo ciò perché sia letto e commentato (contrascritto) in Facebook.

COSA PENSARE PER CONTINUARE A FACEBOOKAMICIZIARE
AUSPICANDO LA SVIRTUALIZZAZIONE DI OGNI RAPPORTO
FORIERO DI FERTILITA’ E IL NASCONDIMENTO
DI OGNI RAPPORTO PORTATORE SANO DI STERILITA’ ?

Cosa pensare degli over 30 d’ambo i sessi, variamente alfabetizzati, che si autoanalizzano, per quanto riguarda il presente, e si autodivinano il futuro surrogando santoni, fattucchiere, maghi, astrologi, indovini, medium, cartomanti, spiritisti: privilegiando come referenti oracolanti i Biscotti della Fortuna, i cartigli dei Baci Perugina e i Tarocchi che contrassegnano il loro itinerario mentis in Facebook?
Cosa pensare degli stessi over 30 d’ambo i sessi che hanno dimestichezza soltanto con la poeticità di parole scritte da parolieri per essere canzonettate: karaokizzando Neruda nei momenti in cui vagheggiano innamoramenti adeguati a soddisfare le esigenze del proprio immaginario erotico/sentimentale e a placare le pulsioni che li/le inquietano?
Cosa pensare di chi delinea in Facebook l’identikit personale con ogni artificio postato o quizzato, per caratterializzare ciò che lo/a può rappresentare…di più?
Cosa pensare di tutto ciò, predisponendosi a tradurlo in parole terapeutiche per chi le leggerà condividendole?

DELLA SFACEBOOKAMICIZIAZIONE MOTU PROPRIO

Poichè non ha senso continuare a risultare facebookamiciziato a chi (d’ambo i sessi) ha con me in comune meno della radicequadrata di meno uno, ANNUNCIO che giorno verrà in cui comincerò a diminuire, anzichè aumentare, i miei „Amici“ FB, dando inizio alla eliminazione di chi si sarà autobuongiornato/a e certificato/a esistente nella Home comune (collettiva):
- come over 30 inquieto/a e smarrito/a
- come over 40 peterfanpan intraprendente
- come over 50 desiderante velleitario/a
- come over 60 irrealizzato/a con la data di scadenza ravvicinata
- come artista ancora vivo automuseificato da Fondazione ad personam autofondata nel territorio natio
- con Profilo lacunoso e data di nascita reticente
- con Bacheca vetrinizzante autoreferenzialità- con post invasivi quotidiani e in gran numero
- con verbosità politichese prolissa e ininfluente
- con foto albumizzate a futura memoria di festosità amicali ricorrenti e replicate
- con spot pubblicitari relativi a prodotti dell’ingegnosità personale scarsamente fruita
- con vaticini dei Fondi di Caffè
- con consigli ricevuti dallo Specchio Magico e conversazioni con La Veggente
- con previsioni consolatorie di Biscotti e Salsicce della Fortuna
- con le amorosità scritte nei cartigli dei Baci Perugina
- con aforismi sapienziali copiati qua e là
- con citazioni poetiche nerudate e nerudanti
- con esercizi di autocoscienza e autoanalisi compiuti dando soluzioni a quiz eterogenei
- con richieste di aiuto a Mafia Wars
- con tant’altro postato (sia videovisivo sonorizzato, sia visualizzato o semantizzato) che non mi risulta condivisibile.

ANNUNCIO ciò perchè i più suscettibili decidano di eliminarmi come loro „amico“ FB, oppure nascondermi per evitarsi la mia presenza nella Home comune (collettiva)… anticipando ogni mia azione sfacebookamiciziante.

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Questo testo è stato anticipato, tramite mail, a tutti gli amici e le amiche FB. Il giorno dopo sono risultato eliminato da Dario Ricciardo, over 30 palermitano in odore di creatività letteraria, mescitore di rum alla pera e gestore di un pub animato e facebookinterrelazionato pro reddito personale, immediatamente rimpiazzato dalla veneziana Silvana Vianello …svirtualizzabile tra (e con) „I Antichi“ della omonima Compagnia.
Angela De Biasi, palermitana in odore di creatività pittorica nata nel 1939, invece, mi avrebbe eliminato successivamente meritando la mail privata che riproduco.

Hai letto la mia nota DELLA SFACEBOOKAMICIZIAZIONE MOTU PROPRIO e mi hai eliminato come amico FB autore (scrittore) di altra NOTA disapprovata, quasi certamente causa prima della autocancellazione nel tuo Profilo degli album fotografici, delle informazioni relative alla tua età e al luogo di residenza e lavoro, dell’iter scolastico, del curriculum artistico, del numero di amici FB et altro…deidentificandoti o deconnotandoti. Ben fatto! Complimenti!  Quando risulterò eliminato come amicoFB anche da Germana tuo promoter pro narcisismo suo, potrai esibirti come sua antesignana. Con i miei saluti e auguri.

Ho pensato: Siccome… chi ben comincia è già a metà dell’opera…, la diminuzione delle mie facebookamicizie sterili, portatrici soltanto di virtualità renitente a svirtualizzarsi, ha ben cominciato. Siano d’esempio il Ricciardo e la De Biasi, perciò: mi elimini chi considera inopportuna la nostra facebookamicizia. Sotto a chi tocca! Per quanto mi riguarda comincerò col dare inizio ai nascondimenti dei post plurimi non condivisibili e incommentabili.
Sorpresa delle sorprese, invece, cinque giorni dopo (20 ottobre)  ho ricevuto una lettera con richiesta di amicizia…a prescindere, che riproduco con al seguito testi indotti che considero meritevoli di lettori e lettrici mumerosi.

sapone, location & google (motu proprio)

Tra: Te e Carola Minincleri

Carola Minincleri 20 ottobre alle ore 20.36
Buongiorno a lei (non a me!),
se le dicessi la verità sulla ragione per cui la sto cercando non mi sarebbe poi forse facile riuscire nel mio intento, in particolare durante questa settimana di sfacebookamiciziazione motu proprio.
Spero pertanto lei possa apprezzare la sincerità nel mentirle, o meglio, occultare per ora tale verità.
Ammetto di sentirmi discretamente sotto pressione, mentre le scrivo, cerco di non commettere almeno errori di digitazione che suppongo la turberebbero, e Dio me ne scampi! (E speriamo che lei creda in Dio, così non avrà da ridire su questo autoaugurio. Ma l’autoaugurio vale quanto l’autobuongiornarsi? Eh, sì, cavolo!). Però spesso si possono incontrare sfacciati senza nulla da perdere nella fascia d’età tra 30 e 35 e non li ha inseriti nelle categorie bannate (dannate!), quindi procedo.
Non sono certa di avere in comune con lei più della radicequadrata di meno uno, se non per il fatto di essermi emozionata con la sua vis!, ma non posso star qui a fare l’elenco delle mie insicurezze, su, mi capisce?!
Cercavo una location per la mostra di un amico fotografo in Venezia (ecco svelato l’arcano! sperando sia arrivato a leggere fin qui, naturalmente…) e mi sono imbattuta in un suo intervento (dirittodellearti.it) che mi è servito, mi è piaciuto, mi ha divertito e soprattutto mi ha fatto sentire leggera, mi ha dato il piacere di quando si ha la fortuna di stringere una mano profumata di sapone, che lievissimamente poi ti profuma anche la tua.
Allora, di seguito:
- l’ho cercata su google
- l’ho trovata in un’infinita serie di pagine
- ho visitato il suo sito
- ho letto il suo blog
- ho letto le introduzioni ai suoi libri, che penso leggerò (captatio…)
- e a questo punto la sto cercando su facebook
Mi piacerebbe incontrarla, conoscerla, come una persona qualsiasi che vorrebbe parlare con lei una volta, chiederle di più a proposito della sua vita e qualche opinione (che coraggio, lo so) e consiglio.
Mi chiamo Carola, ho 35 anni, nata a Venezia, vivo a Mestre, mi occupo di “Comunicazione”, studio Teatro, e non rientro tra queste categorie:
- over 30 inquieto/a e smarrito/a
- over 40 peterfanpan intraprendente
- over 50 desiderante velleitario/a
- over 60 irrealizzato con la data di scadenza ravvicinata
- artista ancora vivo automuseificato da Fondazione ad personam autofondata nel territorio natio
- profilo lacunoso e data di nascita reticente
- post invasivi quotidiani e in gran numero
- foto albumizzate a futura memoria di festosità amicali ricorrenti e replicate
- verbosità politichese prolissa e ininflente
- vaticini dei Fondi di Caffè
- consigli ricevuti dallo Specchio Magico e conversazioni con La Veggente
- amorosità scritte nei cartigli dei Baci Perugina
- richieste di aiuto a Mafia Wars
Qualche volta ammetto di essere rientrata tra queste:
- bacheca vetrinizzante autoreferenzialità
- spot pubblicitari relativi a prodotti dell’ingegnosità personale scarsamente fruita
- previsioni consolatorie di Biscotti e Salsicce della Fortuna
- aforismi sapienziali copiati qua e là
- citazioni poetiche nerudate e nerudanti
- esercizi di autocoscienza e autoanalisi compiuti dando soluzioni a quiz eterogenei

Non posso per ora sapere se potrebbe o meno condividere il “tant’altro postato (sia videovisivo sonorizzato, sia visualizzato o semantizzato)” nel mio wall.
Se possibile mi piacerebbe poterle scrivere di tanto in tanto, e magari incontrarla: lei che ne pensa? Le lascio la libertà di richiedere l’amicizia, e resto in umile attesa conscia che questo mio stato potrebbe perdurare.
Grazie di tutto!  Buona serata, Carola

Oltre che nel tuo cognome che cosa è mini :
… nel tuo vissuto quotidiano
… nella tua capacità d’intraprendenza
… nel tuo capitale di conoscenza e conoscenze
… nel rendiconto del tuo già dato, comparato al rendiconto del tuo già ricevuto
… negli stupori suscitati e nelle stupefazioni vagheggiate
… negli arcani della tua fascinosità
… ??????????????????????????????   Ròiss

Dipende da cosa intendi per mini.
Nel mio cognome sta per “piccola” (luce) dal latino al siciliano fino a qui.
Di piccolo:
… nel mio quotidiano l’attenzione al piccolo
… nella mia capacità di intraprendenza poco
… nel mio capitale di conoscenza e conoscenze mi sembra tutto piccolo, per questo vivo per imparare
… nel rendiconto del già dato comparato al già ricevuto un angolo per la famiglia troppo grande e troppo piccolo
… negli stupori suscitati poco piccolo, molto grande, basta poco per épater les bourgeois
…nelle stupefazioni vagheggiate una piccola insicurezza che quando si fa viva rallenta i miei sogni
…negli arcani della mia fascinosità? non riesco a valutare, è grave?
??????? ….Carola

FACEBOOK: l’illusione di avere mille e più mille amici online

Su Facebook se ne trovano un tanto al chilo. „Mario Rossi ti ha aggiunto come amico“ ormai rivaleggia con le offerte di Viagra scontato nelle caselle di elettronica. In entrambi i casi la distanza dall’originale può essere notevole. Si tratta spesso di relazioni annacquate, con poco o punto principio attivo: simpatizzanti, aspiranti corteggiatori, semplici conoscenti. Non costa niente dire si. Anzi, nella peculiare inversione dell’onere della prova nella socializzazione online il contrario è faceslapping, prendere uno/a che vuole essere gentile con te a pesci in faccia. Cafonaggine digitale. Alla fine, però, in questa inflazione di facile cordialità e qualifiche abusive, gli amici veri restano tesori anche ai tempi dei saldi web. E’ la morfologia del nostro stesso cervello a impedirci di legare in profondità con troppe persone. E Fra le legioni di friend virtuali gli scambi veri si fanno veri si e no con un manipolo, i soliti quattro gatti.
(…………………………………………………………)
I totali gonfiati dei social network si spiegano con un buon numero di conoscenti ai quali ci limitiamo a trasmettere aggiornamenti sulle nostre vite. Altra cosa rispetto alle vere relazioni. Che restano poche come aveva capito, già ai tempi dell’agorà originaria, Omero. „Non è tanto difficile morire per un amico, ma trovare un amico per cui valga la pena farlo“. L’apparente moltiplicazione dei pani e dei pesci in Facebook non è, da questo punto di vista, ancora un miracolo.

AAA…. A TUTTI I MIEI FACEBOOKAMICIZIATI/E

Mi gratificherebbe leggere, in qualcuna delle bacheche FB, scritto il testo che segue. Scritto dai tanti peterpanfan, dalle innumerevoli piccole donne over 30, dalle svariate e insoddisfatte Madames Bovary fantasticanti in soggiorno obbligato disagiante.
Sono incompleto/a. Vado in cerca di me stesso/a e mi inseguo anche in FB senza posa. Non sono mai chi sono, nè chi voglio essere. Se mi raggiungo, nel momento in cui mi convinco d’essermi raggiunto/a mi separo nuovamente da me stesso/a e arretro, oppure mi supero per continuare a inseguirmi…E

COS’E’ L’AMICIZIA IN FACEBOOK ?

Questa domanda è stata postata dal pittore e scultore autodidatta fiorentino Giampiero Poggiali (nato nel 1936), intestatario di una costituenda (in loco toscano) “Fondazione” ad majorem sua gloriam… in vita.
Considero opportuno antologizzare le risposte webizzate, proponendole come lettura alternativa allo sterile cazzeggio self-buongiornante webizzato frequentemente e vicendevolmente.

MARILENA STREGAVIOLA
..per alcuni un numero…per altri un contatto…per altri ancora, un sentimento….come nella vita di tutti i giorni…
ALFONSO FONTANA
…è un modo come uno altro..
GEORGE RODART
Una comunità di artisti … per conoscere il lavoro di un amico …( il mio italiano tramite Google)
Giampiero Poggiali Berlinghieri
…ottima risposta :-)
ENZO ROSSI-ROISS
L’amicizia in FB non è: perchè i più postano i disagi personali, affetti da sigletudine connaturata o irreversibile.
CRISTIANE FIGUE’
Artisti che ti chiedono amicizia…visitati tuoi opere spariscono…per altri la curiosità visto che te sei amico di tanti dunque qualcuno…per alcuni passatempo : per me niente di questo e quando vedo che il filo non regge ,sono io gentilmente a dire che non “serve più “, perche mai e mai ne voglio fare questione di numeri! Al contrario pochi ma bene!
RANJITA SAMPAOLESI
L’amicizia come nella vita, vive di colpi di fulmine, colpi di scena…delusioni…di amicizie che crescono, e di amicizie che muoiono…insomma,una scuola di vita…
CARLA LUCHI
A volte curiosità, ma spesso si ritrovano persone che per varie cause si erano perse di vista. Personalmente quando vedo che una persona non m’interessa la cancello. Poi vuoi mettere vedere le novità in tempo reale di “qualche” artista? Oppure leggere pillole di saggezza facendosi largo fra le banalità quotidiane?
GIAMPIERO POGGIALI BERLINGHERI
Bella definizione…mi piace.
ANGELA SEPE NOVARA
L’Amicizia VERA è un diamante, anche su FB
FRANCA GREY
Amicizia…sentimento troppo importante … per poter dire “amicizia su FB”…in questo sito si “conoscono” persone con le quali hai… più o meno… affinità! Poi ci sono gli amici… quelli che frequenti spesso od ogni tanto… e che hai ritrovato quì… e con i quali hai degli scambi di idee , a volte serie ed altre scherzose ! Comunque FB è un mezzo per… conoscere… e conoscere è sempre costruttivo! Un abbraccio
GIAMPIERO POGGIALI BERLINGHERI
Giusto… :-)
GIORGIO BASSI
Questa e’ una bella domanda? Spero che tutti siano ancora in grado di riconoscere una vera amicizia. Penso che nessuno possa sentirsi veramente vicino ad un amico tramite l’esperienza facebook. Sicuramente sarebbe più adatto a scambiarsi interessi comuni al fine di migliorare. Ma dato che rispecchia un po’ il mondo comune non sempre è così. Comunque questa si che è una domanda interessante.
ANGELA SEPE NOVARO
….è un diamante anche su FB, perchè puoi trovare persone, che mai avresti incontrato altrimenti….magari a due passi da te…..o geograficamente lontane…..e allora l’amicizia diventa esattamente come quella che apprezzi fuori dalla “realtà” virtuale….da seguire e approfondire…
ENZO ROSSI-ROISS
L’amicizia in FB di un pittore e scultore, sprovvisto di sponsor e promoter noti e influenti oltre i confini territoriali in cui abita e crea, è mirata a dare visibilità alle proprie opere e una location espositiva virtuale, difettando di location reali, in attesa della costituzione di una Fondazione personale.
GABRIELLA FERLITO
Autopromozione… Poco fa ho ricevuto una critica piuttosto offensiva sull’autopromozione della mia pagina fan… che secondo me non va interpretata come divismo, ma come ricerca della condivisione di uno stesso pensiero… Allora mi chiedo, quando normalmente un artista richiede l’amicizia ad una galleria d’arte… non si chiama forse autopromozione????..e sconvolge così tanto il termine “fan”? …quando si richiede l’amicizia ad una persona sconosciuta, non è forse “autopromozione” della nostra persona???. La pittura non merita forse una pagina a parte per la sua grande forza, per la sua capacità di guardare meglio alla vita? …l’amicizia nel suo vero significato è tutta un’altra storia, che certo non si trova su FB!!!

ANNUNCIO SFACEBOOKAMICIZIANTE

AAA CERCASI il plus-valore derivato dal capitale di conoscenza e conoscenze acquisito, soggiornando per 60 giorni in territorio USA, da una fanamericanofila palermitana iperfacebookamiciziata.Tale fanamericanofila si è facebookpostata newyorkata autoproklamandosi newyorkautoadeptata per la promozione culturale e sociale personale, oltre che del Centro Feldenkrais, di Torre Artale a Trabia location espositiva, dei famigli e dei conoscenti corregionali in sintonia.
Chiunque risieda in territorio USA può contribuire alla realizzazione dei suoi progetti acquisisendola come promoter facebookamiciziandosi.
Tra i suoi  facebookamiciziati (alcune centinaia!) annovera già 8 residenti in territorio straniero: un organismo associativo sicilianofilo (Centro Raccontami.Org), i due gestori di tale organismo associativo in rapporto di coppia coniugata… più 5 (quattro dei quali connazionali).

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Commento di   Germana Riccioli germanariccioli@gmail.com – lasciato il 16/11/2009 alle 23:8 ,151.56.171.11

Germana Riccioli, facebookamiciziata più che mai! A quota 542 amici!
A New York ho trascorso ben 8 mesi e speriamo altri a venire! Ho lavorato a Torre Artale a TRABIA  come critico e curatore del catalogo di un ciclo di estemporanee di pittura e pittura murale (2008/9).
Amo l’arte e la studio, per conoscerla e capirla sempre meglio, a dispetto del disgusto e delle critiche di chi ne sa o crede di saperne più degli altri! Self-Promotion, bella invenzione! Grazie di curarti di me!
Facebookamiciziamoci, Germana.

FAUSTO DESTINO CERCASI PRO FACEBOOKAMICIZIATA

Fausto destino cercasi, possibilmente ludico e terapeutico, sublimante oppure appagante, comunque soddisfacente, occasionalmente orgasmaticante (possibilmente!), pro ficoforamazzone inequivocabilmente animula, vagula, sula-sula con-veniente, portatrice sana di eccellenza scrittoria in dimestichezza con le arti visuali, non ancora antaizzata e plurimulticonizzata sorridente da numerose foto,  sognatrice iperfacebookamiciziata di una sua New York & America. Ha scritto in un post che è possibile espugnare il suo cuore, soltanto se il nostro non risulta sprangato a doppia mandata. Rivelandosi idonea per la comunicazione di pensieri siamesi relativi a desideri siamesi durante gli stessi due minuti di un collegamento telepatico sponderato.

Ha anche scritto in un altro post: LIFE HELPS ME !!.
Chi ha filo cominci a tessere.

PAROLE DI UN FACEBOOKAMICIZIATO AVVENTIZIO SCRITTE A VENEZIA

Il mio soggiorno veneziano pre Biennale d’Arte ha avuto inizio il 29 maggio, determinando una progressiva full- immersion in interazioni con la realtà che mi hanno estraniato a ogni interazione con la virtualità. Tanto che alcuni facebookamiciziati/e mi hanno indirizzato mail nella quali risulta disapprovata l’assenza prolungata in Facebook dei miei esercizi scrittòrii differenti e differenzianti.
Agli autori di tali mail scrivo che non mi si addice intrattenere rapporti webizzati con la virtualità sterile, potendo intrattenere e privilegiare rapporti fisici con la realtà fertile. Poiché non mi si addice condividere baci, abbracci e affettuosità cicisbee o civettuole soltanto virtuali: buongiornanti in location che non condivido come residenze e nelle quali non interagisco impegnato a generare e allevare affinità elettive.
I rapporti virtuali, cari/e facebookamiciziati/e, mi si addicono soltanto nei casi in cui si rivelano forieri di svirtualizzazione possibile per la realizzazione e il godimento reciproco di rapporti connotati dalla interattività eccellente (sia fisica che intellettuale) refrattaria alla mediocrizia.
Ho cominciato a webizzare in Facebook, perciò, la mia presenza nella città lagunare illustrandola con foto albumizzate, prebendisposto ad attivarmi per favorire la sperimentazione d’incontri svirtualizzati e sfacebookamicizianti a Venezia, macrobacino di utenza internazionale per la libera espressione e il pieno godimento di ogni modalità esistenziale: macropalestra dove è possibile compiere qualunque esercizio di esame comparato con i pensieri e le azioni che connotano l’ortodossia comportamentale di chi è costretto a esprimersi e attivarsi (anche nelle circostanze in cui fantastica) rapportandosi alla microutenza locale, amicale, parentelale (sia essa strapaesana, sia stracittadina).
Ad majorem soggiorni veneziani sfacebookamicizianti gloriam!

DELLA PAROLA CAZZO LESSICALIZZATA IN FACEBOOK
DA UNA GIOVANE DONNA SICILIANA INCAZZATA

Meritano di essere campionariati i rapporti “lessicali” che Angela Di Blasi intrattiene col “cazzo”, facebookpostandoli nel suo Profilo: disangelicati dall’uso disinvolto anche di mavaffanculo, rompicoglioni, minkia, trombare, palle e stronzo; analizzando con risposte a quiz la propria inquietudine, particolarmente quando le risulta generata da rapporti “cazzuali” con cazzofori inadeguati o casuali. Diversamente alta, tipica ”tuttatana”, nei momenti in cui manda “…a cagare” tutti quelli ai quali risulta bassa. Diversamente snella con quanto basta di morbidezze per suscitare desiderio e farsi godere abbracciata. Diversamente decorativa anche nel ruolo di pittrice ambiziosa nerudafan. Diversamente umana nell’errare, cadere e rialzarsi. Pronta a facebookamicizziare con gli adepti della L.I.C.R.C (Lega Italiana Contro i Rompi Coglioni), fondata per centrare un obiettivo unico: “…eliminare i rompicazzo dalla faccia della terra”. Solidale con quelli che pensano che l’Uccellino non si fa mai i cazzi suoi, e che se per ogni coglione ci fosse un lampione…cazzo che illuminazione! Permanentemente pronta a stigmatizzare tutti quelli che rompono i coglioni proponendo adesioni a gruppi del cazzo. Esigendo per ogni volta che dice “Non ho niente”, che non le rompano i coglioni, per non costringerla a dire “Amici,… amici il cazzo !”, oppure “Oggi non mi va di fare un cazzo”, oppure ancora “…i cazzi tuoi, mai eh?”. E che la si deve lasciare in pace quando torna a casa stanca e incazzata, rinunciando a farle 100 domande: comprese quelle relative al suo facebookattivismo autoreferenziale, narciso, forsennato e bulimico.
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Angela Di Blasi è una giovane creativa nata nel 1979 a Palermo, città nella quale abita stabilmente e dove ha allestito nel gennaio 2009 una esposizione personale su alcune pareti del Centro Feldenkrais, location surrogante estranea al cosiddetto Sistema Dell’arte, approvata e applaudita soltanto dall’amicalità convenuta, irreplicabile in location blasonante dotata di pertinenze estetiche e entourage artistico. Le sue opere sono visibili in un album facebookpostato, tutte eccellenti e idonee per la decorazione parietale d’interni domestici perbenisti con piatti, bicchieri et regali di nozze vetrinizzati in credenze, tra tante foto (personali e non) in cornici d’argento. Ha partecipato, inoltre, a una esposizione collettiva estemporanea allestita negli spazi esterni della Torre Artale a Trabbia ed ha esposto nella Civica Galleria d’arte di Monreale, e nella Libreria Universitaria di Palermo.

DI UN DIVERSAMENTE INTELLETTUALE A PALERMO
FACEBOOKAMICIZIATO E REDDITATO DALLA MESCITA DI RUM & PERA

Ha refusi dentro bisognosi di correzioni e parole conficcate in gola da inghiottire, oppure espellere. Ha i suoi pensieri, come ognuno ha i propri. Si reddita mescendo rum miscellato con succo di pera, sospeso tra silenzio e frastuono, chiedendosi che fine abbia fatto Godot, stremato spesso dalla stupidità altrui e da se stesso, in una location palermitana, decorata con bottiglie parietate in fila indiana orizzontalmente, pochi libri scaffalati d’autori editi dalla piccola editoria indipendente, tra i quali suppongo assenti Francois Rabelais, Laurence Sterne, Charles Cros, Alfred Jarry, E.E.Cummings e Jean Tardieu (per es.). Una location autoreferenziale, punto d’incontro e confronto, dove si aggruppano svariate inadeguatezze esistenziali di siciliani/e nati/e durante gli anni 70 desideranti protagonismi stupefacenti, coinvolgendolo a dare audience a conversazioni, apparentemente brillanti, che non lo interessano granchè talvolta, annoiandolo perfino. Facebookiconizzato dalle fotocamere di creativi/e con pretese artistiche, documentaristi/e di un microcosmo amicale agguanciato, accosciato, ammiccante e sorridente con sguardi ebbri che si ammucchiano ristretti negli obiettivi che li circoscrivono come al di là della superficie trasparente di un oblò.
E’ nato nel 1973 a Palermo, nomato Dario e cognomato Ricciardo, somaticato come un nordeuropeo, col vizio assurdo della scrittura e della lettura che lo inquietano full-time ,già ruolato autore di una prima antologia di racconti brevi editati recentemente col titolo “Ragioniamo per assurdo” (Giulio Perrone Editore), facebookrieditati come “Note”. Nella sua città natale si è formato come businessman compiendo studi relativi all’intraprenditoria e alla direzione aziendale griffata ISIDA. Destinandosi, così, a fondare e gestire una “boite de nuit”, nomata “Cavù” (termine aeronautico che significa “visibilità illimitata”), dove si aggruppano habitues d’ambo i sessi per darsi ebbrezza disinibitoria bevendo rum mescolato al succo di pera, con altri drinks. Tutti in età posizionata al di qua e al di là del ”mezzo del cammin” poetato da Dante, diversamente alti/e, diversamente snelli/e & belli/e, diversamente cromocriniti/e, diversamente attraenti/e, diversamente affetti/e da singletudine (in alcuni/e conclamata), diversamente disagiati/e dal conto alla rovescia degli anni che li/e separano dal festeggiamento del primo genetliaco antaizzato, il cui profilo è già distinguibile sulla linea di un orizzonte che si appropinqua anzichè allontanarsi.

ALL ENZO ROSSI’S TOGETHER !

Tutti gli Enzo Rossi insieme (censiti) in Facebook, su iniziativa di due Enzo Rossi  residenti uno a Toronto l’altro nel Venezuela. E’, perciò, possibile scrivere: Nomen est facebookomen, nomen atque facebookomen, cognomina sunt consequentia facebookamiciziazionem.
Potranno radunarsi annualmente in un luogo ameno esotico diverso, vacanzieri con mogli, compagne e figliolanza al seguito, sponsorizzati da chi li abbiglierà griffati come testimonials per la vendita di prodotti vari: eventualmente ideologizzati ad hoc per la diffusione di credenze e credulità massificabili.

AAA CERCASI PORTATORI SANI DI COPULATIO ORGASMICACONDIVISIBILE PER  LA SODDISFAZIONE DELLA SESSUALITA
FACEBOOKESIBITA E PROCLAMATA DA OVER 30
AMORFALLOSAMENTE FACEBOOKAMICIZIATE

Alcune donne nate durante il decennio 1971-1980, hanno dato inizio in facebook alla promozione di un censimento mirato a verificare se sono più o meno numerose le donne  nate durante il decennio 1981-1990.
In corso d’opera (come suol dirsi) si testano giornalmente sulla identità personale con domande simili a quelle che seguono. Di cosa hai veramente bisogno? -  Ci fai o ci sei ? – Come appari agli altri? -  Quale opera d’arte sei? – Quanto sei  sex ? -  Qual è la tua vera identità ? – Come stai messo a sentimenti? –
Quasi tutte sono trentenni (alcune ultra) rese inquiete (insoddisfatte, insonni, intrattabili) da pulsioni sessuali irreprimibili, illustrate da foto facebookpostate che ce le propongono protagoniste di maldestri giocacchiamenti aretineschi con peterbatmanpanfan anorgasmanti (anche peterfootballpanfan bamboccianti). Tutte concordi nel domandarsi: Qual è l’uomo che ti renderebbe felice ? – Scopri chi è il tuo Principe Azzurro tra i tuoi contatti di facebbok ! – Chi è l’uomo della tua vita ?
Alcuni uomini, facebookesploratori con all’attivo esistenziale un vissuto sufficientemente straordinario, rebus sic stantibus, domandano : Il similerotismo di queste donne non più trentenni, facebookamiciziate con uomini mediamente coetanei inadeguati, dissimula ansietà per l’appropinquarsi della antaizzazione di tutti i compleanni successivi al 39°, disturbati dagli annessi e connessi relativi alla diminuzione delle attrattive e delle opportunità copulatorie ?
Dimmi come mangi e ti dirò come fai sesso,
ha scritto una facebookamiciziata nata nel 1976 a Palermo. Diteglielo in tanti tramite l’autore di questi testi.

DELLA SINGLETUDINE ACCOPPIABILE IN FACEBOOK

Nel Profilo e nella Bacheca (come nella Home) di ogni facebookamiciziato/a risultano incolonnate a destra inserzoni pubblicitarie come queste elencate qui di seguito: Bella Putana e Putana Italiano (sic! con una “p”) – Ragazza Molto Bella – Chiavata – Incontra le donne ? – Baciami tutta- Notte glamour – Curiosare le immagini calde –  Trova la tua Lei online  (http//passion.com/search – Persone Vere / Sesso Vero). Cliccandole è possibile leggere: Love rise in the east – Ragazza Facile – Gent any Girl you want – Milioni di single online – Cerchi l’amore a Milano? – Sfoglia le Immagini Girl – Incontri con Zoosk – Curiosare le immagini calde – VIGOR aiuta l’AMORE . Leggendo anche: Iscriviti gratis e ricevi immediatamente una lista di 20 single della tua zona su Meetc.it – Chatta con singles di tutta Italia.
Sproverbiando, scrivo: SOTTO A CHI TOCCA… SAPENDO CHI SI POSIZIONERA’ SOPRA!

NOTIFICO… CUM BENEVOLENTIA

Notifico che una iperfacebooamiciziata non privilegia come referente alcun interlocutore sperimentato e sperimentabile…  nei momenti in cui risulta disturbata dalla inquietudine sentimentale e sexuale che disagia molte sue coetanee over 30, ficofore portatrici sane di singletudine psicofisica connaturata, in rapporto gregario di coppia o affettuosa amicizia con peterpanmanfan precari coetanei inadeguati.
Notificando anche che tale iperfacebookamiciziata interroga Facebook, ruolandosi piccola donna in difficoltà, per sapere qual’è il suo tallone d’Achille, quanto ama, che tipo di uomo attira, quanto lo ama dopo averlo attirato, chi è il suo Principe Azzurro,  cosa desidera il suo inconscio, che segno zodiacale sposerà, qual’è la parte di sè che fa impazzire gli uomini, quali sono i suoi difetti, qual’è la sua paura più grande, che tipo di bacio sa dare meglio, quanto è inequivocabilmente innamorata dell’uomo al quale si accompagna da alcuni mesi, qual’è il gesto d’affetto che fa per lei.
Per notificare urbi et orbi che la iperfacebookamiciziata in questione è tale, perchè si è ruolata velleitariamente amazzone, fantina vigorosa di cavalli campioni… refrattaria alla sperimentazione della sfacebookamiciziazione di eventuali rapporti ravvicinati simbiotici, idonei alla svirtualizzazione dei suoi desideri più audaci, concretizzandoli in un vissuto orgasmico condiviso quotidiano.

SIC! IN FACEBOOK

Anita Tania Giuga – La terra la si percorre come un sesso, la si trivella e bombarda, la si circoscrive con frontiere e linee e pieghe. Come il sesso di una femmina.
Di Pietro Nicolò
– u.. minchia …ma la terra gradisce …?? noo..!! ma forse …! si un pò …! basta ararla nel modo giusto …?
Salvo Sten Iraci
– Quale grado di parentela o affinità è più appropriato?
Marco Neri
– … si bombarda anche?
Di Pietro Nicolò
– Cosa c’entra la madre col sesso arato???
Salvo Sten Iraci
– Quale grado di parentela o affinità è più appropriato?
Enzo Rossi- Ròiss
– Cliccare: http://www.vulvario.it/blog/sic-in-facebook.html

MESSAGGIO AD PERSONAM

Tutto ha avuto inizio facebookamiciziando. Auspico la sfacebookamiciziazione in progress del nostro rapporto, anelando facebookabbracciamenti forieri di facebookopulazioni totali e straordinarie. Intendo condurre il mio “kuen-tou” a caccia delle farfalle che lo guideranno fin dentro la tua “yu-kuan”:… il tuo meato adornato di gioielli facebookorgasmanti.

A CHI POSTA IN FACEBOOK SOLTANTO I PRODOTTI
DELLA CREATIVITA’ PERSONALE

A uno dei miei giovanissimi facebookamici veneziani ho scritto: “Comincia a interagire con gli Eventi, le Note, le Foto et altro postato nel mio Profilo, condividendo il condivisibile e commentando ciò che ti intrigherà al di là della eventuale autoreferenzialità espressa da me, oppure percepita da te”. Gliel’ho scritto immediatamente dopo aver dato inizio alla nostra virtuale facebookamicizia, successiva alle nostra conoscenza reale.
“Consideralo già fatto e con smisurato piacere”, mi ha scritto quasi subito, postando i testi di alcune sue poesie con la richiesta di un mio giudizio.

LA CREATIVITA’ PERSONALE COME PRETESTO
EVENTATA IN FACEBOOK

… come pretesto per parlare e scrivere dell’arte, degli artisti e dell’artisticità, autoruolandosi critici d’arte.
… come pretesto per produrre, esporre, catalogare e mercanteggiare “oggetti materiali” presuntuosamente dotati motu-proprio di pertinenze estetiche del tipo “artistiche”.
… come pretesto per scrivere testi andando a capo spesso, destinandoli ad essere letti ed, eventualmente pubblicati, come poesie.
… come pretesto per non attivarsi diversamente come produttore di reddito reale.
… come pretesto per continuare a permanere in una sfera esistenziale adolescenziale, vagheggiando notorietà e benessere utopici.
… come pretesto per azioni sublimanti le inadeguatezza personali che disagiano la quotidianità, vita natural durante, maggiormente a cominciare dal 40° genetliaco, primo dei numerosi genetliaci antaizzati.
… etc. etc. etc.
Il 4 e l’11 aprile al Centro Congressi Marconi di Alcamo, per l’organizzazione dell’Associazione RicercArte di Palermo (www.ricercarte.com), amministrata dalla creativa Angela Di Blasi.

DELLO CHATTERICCIO BUONGIORNANTE SINGLETUDINARIO

E’ stato definito “friendship addiction” (dipendenza da amicizia) il disturbo causato dall’eccessivo e routinario chattericcio vacuo quotidiano buongiornante in Facebook o dalla postazione di chatterume ad libitum e in abbondanza per dare visibilità al proprio narcisismo e alla propria singletudine. Si può curare presso ambulatori predisposti apositamente all’interno degli ospedali: dove è possibile intraprendere un percorso di sedute di gruppo e, se necessario, assumere alcuni farmaci.

BARZELLETTA SU FACEBOOKDottore dottore, ho letto che sta cosa di facebook è una malattia… io in effetti mi sveglio al mattino e scrivo “mi sono svegliato”, vado in bagno e scrivo “ora vado al cesso”… la mia vita gira tutta intorno al noto social network… la mia vita è ormai un Evento Facebook… è davvero grave? come posso guarire? … dottore? mi sta ascoltando? Il dottore distrattamente… e sembra anche scocciato…si volta ed esclama: ho fatto “qual’è la tua posizione del kamasutra preferita?” e dice “quella del frate”…sti quiz sul facebook mica sempre ci prendono!  (Sic)

DELLA SATURAZIONE FACEBOOKAMICIZIATA

Siamo ormai alla saturazione, quando saremo tutti amici di tutti, non ne potremo più.
Ore 21,37 di giovedì 18 marzo 2010, una iperfacebookamiciziata over30 palermitana, single di professione avvocato, ha postato nel suo profilo questo testo: “Vediamo chi presta attenzione….ognuno di voi , è sulla mia lista di contatti ; risultato di una decisione cosciente. Non solo sono felice di averti come amico, ma come uno di famiglia! Ora vediamo chi dei miei contatti presta attenzione. Fate copia e incolla nel vostro profilo. Pronti….Via ! io sto prestando attenzione. Ho prestato attenzione“.
Nessuno dei suoi 414 contatti le ha prestato attenzione copiando e incollando immeditamente come nei desiderata EsseOesSizzati.
Soltanto alle ore 3,40 di venerdì le è stata prestata attenzione da un unico contatto insonne. Altra attenzione le è stata prestata alle ore 20 di sabato. DOMANDA: Ha senso continuare a considerare amico di famiglia chi non ti presta attenzione nel momento del bisogno di attenzioni?

DELLE CONDIZIONI D’USO ET ALTRO ATTINENTE
(addenda n.1)

Considero opportuno (anche utile) informare il Popolo dei Facebookamiciziati che la Compagnia Facebook Inc. & Società Collegate si sono preventivamente autoattribuito ogni diritto vantaggioso (profit!), autoesonerandosi da ogni obbligo svantaggioso (oneroso!), per governare ad libitum  il Popolo dei Facebookamiciziati, come nelle “condizioni d’uso” che regolano “l’utilizzo di Facebook”  webizzato aggiornato in data 23 settembre 2008, campionariato dagli “stralci” che trascrivo qui di seguito.

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Comportamento dell’utente – (…) Lei dichiara, garantisce e concorda che nessun materiale di alcun tipo presentato nel suo account o altrimenti pubblicato, trasmesso, o da lei condiviso sul o tramite il Servizio violi o interferisca con i diritti di nessuna delle parti terze, inclusi diritti d’autore, marchi di fabbrica, privacy, pubblicità o altri diritti personali o di proprietà; oppure contenga materiale diffamatorio, calunnioso o altresì illegale.
Inoltre, accetti di non usare il servizio o il sito per: (…) contenuti caricati, postati, trasmessi, condivisi o altro posso essere da noi ritenuti pericolosi, minacciosi, illegali, diffamatori, trasgressivi, molesti, volgari, osceni, fraudolenti, invasivi dei diritti di privacy o pubblicitari, odiosi o obbiettabili per motivi etnici o razziali; (…) pubblicità non richiesta o non autorizzata (…) qualsiasi altra forma di sollecitazione; (…) contenuti che cosa costituire, incoraggiare o fornire istruzioni a carattere criminale (…)

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I contenuti dell’utente postati sul sito – (…) Sia conoscenza ed acconsenti che la Società possa, ma non sia obbligata a farlo, controllare il Sito e cancellare o rimuovere (senza avviso) qualunque Contenuto del Sito o Contenuto Utente che secondo il giudizio della Società stessa violi questo Contratto o il Deontologia di Facebook (…) Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicenze) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l’estratto (nell’intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la pubblicità, o altrimenti, su In connessione col Luogo o il thereof di promozione (…) Se lei sceglier di togliere oòsip Contenuto di Operatore , la licenza concessa al di sopra di scaderà automaticamente, comunque lei riconosce che la Società potrebbe tranne re le copie di archived del suo Contenuto di Operatore.

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Risoluzione – La Compagnia può annullare la tua iscrizione, cancellare il tuo profilo e ogni contenuto o informazioni da te inseriti nel sito o attraverso qualsiasi applicazione e/o proibirti di usare o di accedere al servizio, al sito o a qualsiasi applicazione….(…)

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(La traduzione dell’intero documento in italiano – conseguentemente anche degli stralci dello stesso – è fornita (webizzata) da Facebook solo a scopo informativo. In caso di discrepanze, l’unica versione legalmente valida che regola l’utilizzo di Facebook è la versione inglese dell’intero documento)

ECCO COME NE SONO USCITO
di Roberto Casati (in DOMENICA, Sole 24 ore, 23 novembre 2008, n.324)
(addenda n.2)

A ciascuno il suo turno; con Bajani potremmo aprire un Circolo di Facebooker Anonimi, che raccoglie non tanto quelli che vogliono smettere e non ci riescono, quanto quelli che hanno smesso da tempo e non possono più liberarsi del loro abbonamento.
E per di più, gli aderenti del circolo non sarebbero nemmeno tanto anonimi. In effetti dopo un anno di uso sporadico ho provato a sospendere il mio abbonamento a Facebook. Avevo una settantina di amici, alcuni dei quali più di nome che di fatto, ho ricevuto alcuni messaggi di buon compleanno grazie a un piccolo gadget che segnala le date da ricordare, ogni tanto ho guardato le conversazioni e i walls che mi capitavano a tiro. Negli ultimi mesi ho respinto richieste di diventare amico da parte di sconosciuti, a volte probabili amici di conoscenti, a volte di ulteriori sconosciuti. Ho attivato un paio di applicazioni divertenti, ma poi le ho lasciate stare. Ho caricato una mezza dozzina di foto di un viaggio recente. Eccetera. II rapporto tra costi e benefici dello strumento non mi è sembrato vantaggioso. Da notare che sono un amico delle novità internettistiche. Facebook era promettente. Disabbonarsi non è stato facile, e non penso di esserci riuscito. Facebook conserva i nostri dati per un tempo indefinito, al fine di “permettersi di riabbonarsi” facilmente se si cambia idea. Quindi seguendo un suggerimento cautelativo ho cominciato col cancellare uno a uno (non c’è altro modo) gli amici dalla lista. Ricevendo mail tra il sorpreso e l’offeso, nonché tentativi di riannodare l’amicizia (le «friend requests»). Dopo aver cancellato la lista dei miei amici, Facebook ha continuato a propormi altri amici che avrei potuto contattare in base alle liste di amici dei miei amici. Dopo circa duecento click (non è una metafora: l’intero processo ha preso più di mezz’ora) ho lasciato un solo amico, giusto per fare un test dalla sua pagina, ovvero vedere quello che lui vedeva della mia. In effetti compariva solo il mio nome. Sono poi andato a disabbonarmi per davvero, dando una ragione a caso tra quelle proposte dal programma. È comparso un messaggio che mi invita implicitamente a ripensarci. Lascio perdere, tengo duro, clicco sul « disabbonarsi» che ritengo definitivo, e mi vien detto che «usando il tuo email e password, potrai riabbonarti quando vuoi in seguito».
Come è possible? In che senso il mio email e password mi permettono di riabbonarmi? A me questa non pare esattamente una «buona pratica». Se voglio disabbonarmi, intendo che il mio nome, il mio email e tutto quanto non possano più essere utilizzabili (in particolare, potrebbero venir utilizzati da qualcuno che se ne imposessasse e riaprisse il conto facebook al mio posto). Alcune legislazioni (quella francese, per esempio) danno un diritto di accesso, rettifica e cancellazione dei miei dati personali, sotto qualsiasi forma questi siano custoditi. Sulla rete si trovano descrizioni di procedure complicate (raccomandata con ricevuta di ritorno) per richiedere di essere eliminati dal database di Facebook, ma si tratta di casi estremi che hanno dato luogo anche a litigi legali. La difesa standard di Facebook è che gli utenti scelgono di condividere i dati personali. Le persone «liberamente» condividono informazioni su se stesse. Se uno vuol mettere tutte le informazioni che lo riguardano a disposizione di tutti, non sono certo loro a impedirglielo: mal gliene incolga se altri ne fanno un uso improprio. Non è difficile immaginare usi impropri. Mettere a disposizione la lista dei propri amici offre a chi è in grado di analizzare grandi masse di dati una straordinaria miniera di informazioni, dimmi chi frequenti, e saprò che cosa fai, che cosa compri, e che partito voti. Un’applicazione di Facebook vi permette di situarvi su una mappa politica in base, per l’appunto, agli amici dichiarati su Facebook. Non mancano certo, qui come altrove, le rassicuranti ma evasive informative sulla privacy. Tuttavia, come in molti altri casi in cui la tecnologia tratta informazioni potenzialmente sensibili usando sistemi proprietari, non aperti, non c’è alcun modo, da parte dell’utente, di controllare il processo che si svolge dietro a un click apparentemente innocente. I sistemi di voto elettronico che ci verranno riproposti a ogni pié sospinto negli anni a venire soffrono tutti di un problema analogo: la fiducia non è garantita dalla trasparenza del processo; fidarsi del sistema significa sostanzialmente accettare senza troppo pensarci su un cartellino con scritto «fidati di me! ». Potete mettere alla prova il vostro grado di fiducia cieca riesaminando la storia del vostro primo incontro con Facebook. Avrete notato che se vi siete appena abbonati, come prima cosa vi viene proposta una “semplificazione”: date a Facebook accesso al vostro conto di posta elettronica, e il programma invierà automaticamente ai vostri contatti un invito a diventare vostri amici (una «friend request»). Di fatto state dando a Facebook il nome di utilizzatore e la vostra parola chiave di tutta la vostra posta. Non avete alcuna idea del destino finale di questa transazione. Avete usato questo servizio? Facebook è un esperimento di psicologia sociale a scala planetaria. Si tratta di vedere quanto gli umani siano disposti a fidarsi in bianco di un sistema che è completamente impenetrabile. I risultati, per il momento, non sono particolarmente incoraggianti. La riflessione politca e civile non sembra aver registrato il problema. (Il filosofo fuori dalla caverna: posted by RG, in ETEMPODISCRIVERE… review/blog di sopravvivenza mentale)

NOTA -  Renzo Samaritani ha scritto in una mail, datata mercoledì 3 novembre 2008):
Nessuno ti obbliga con la forza a esserci e di fatto le facebookamicizie possono spesso trasformarsi in amicizie vere in carne e ossa. Cmq sia è uno strumento, più o meno condivisibile ke mette in contatto persone vekkie, attuali, nuove nel mondo, ex compagni di scuola, colleghi etc etc etc, nulla di male penso e come tutte le cose dipende da noi, dalla ns volontà e capacità decidere cosa, ki, qnt, dove, qnd etc e stabilirne cmq i paletti. Si, è vero, spesso ti prende x tanti motivi ma ti fa scoprire nn tanto i fatti privati altrui ma anke le tendenze in generale dll masse, di pensiero, opinione, religione, tipi di problematike o comportamenti sociali, ti da un’idea maggiore di come pensano mlt categorie di persone. Insomma x me una fonte di informazioni importanti anke x ki fa business ma mi pare tutto pacifico ed etico!

OGGI DENUNCIO FACEBOOK
(in “Scene Digitali“ di Vittorio Zambardino – 4 maggio 2009)

(addenda n.3)

Oggi presenterò una denuncia contro Facebook al presidente dell’Autorità garante dei dati personali, il professor Francesco Pizzetti. Con il mio legale sto valutando di ripetere l’iniziativa con l’autorità per le Comunicazioni. Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo, non sono che uno dei tanti cui Facebook ha cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: centinaia di messaggi personali, decine di testi e foto, 859 contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dirmi il motivo del provvedimento. Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.
E’ una questione di trasparenza e di legalità negate.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo i fatti nel dettaglio. Poi faremo qualche ragionamento.

“Il tuo account è stato disabilitato” e non ti diciamo perché - Alle 7,02 del mattino di venerdì primo maggio ho aperto dal mio iPhone il programma di consultazione di Facebook. Non riuscivo ad entrare: login o password non corretta, era la risposta del sistema. Mi sono insospettito: le password erano memorizzate, non potevano esser cambiate da sole. Allora ho acceso il computer ed ho visto il messaggio di condanna: “la tua password è stata disabilitata”. Mi dicono che posso contattare il team che si occupa dei rapporti con i clienti.

“Leggi i terms of service, paisà” – Ovviamente scrivo subito all’indirizzo che mi è stato dato, in italiano e, poiché conosco i miei polli, anche in inglese. Pochi minuti e mi arriva una mail (in inglese). Evidentemente automatica. Dice che hanno ricevuto la mia segnalazione, ma che nel frattempo mi consigliano di leggere i termini d’uso – come per dire: hai la coscienza sporca, guardati dentro. E io li rileggo – l’avevo già fatto, perché mi occupo di questo campo da 17 anni – e ho la conferma di ciò che già so: non ho violato nessuna delle regole d’uso di Facebook.
Ma non posso fare a meno di notare la follia di un documento scritto in parte in italiano ed in parte in inglese. I passi nella nostra lingua non sono stati nemmeno rivisti da un correttore: ci sono parentesi che non si chiudono, errori di lessico e qualche passaggio in puro italiano “broccolino”. Sembra di stare nel Padrino con Marlon Brando.
Ma non siamo qui per fare colore: un testo come questo, che equivale a un contratto, è nullo perché non scritto in modo consono. Ma intanto – mi dico – mi risponderanno e mi daranno la possibilità di spiegargli che si sono sbagliati…”. Amenoché…

“A pensar male, con tutto ciò che segue…” -  A pensar male e a far peccato, ci sarebbero due o tre “stati”, i pensierini di Facebook, in cui ho ironizzato su fatti di cronaca. In uno ho scritto che si attendeva un pronunciamento del papa contro i wurstel (una battuta abbastanza tiepida sull’onnipresenza delle dichiarazioni pontificie, pubblicata mentre imperversava la paura dell’influenza suina).
E poi ci sono vari articoli in questo post/rubrica in cui ho criticato Facebook, proprio a proposito di ciò di cui mi sto occupando adesso: il fatto che se succede il sia pur minimo incidente con il social network non hai a chi rivolgerti perché l’azienda di Mark Zuckerberg si rifiuta ostinatamente di aprire una rappresentanza italiana e il quartiere operativo europeo, che è a Dublino, resta un’entità lontana, irraggiungibile. Ma dai, mi son detto, stai a vedere che con 7 milioni di utenti in Italia se la prendono proprio con te.
Intanto erano passate 24 ore e dal “team” ancora nessuna risposta.

I robot di Facebook e la paranoia -  Per la verità ho anche scritto più volte che Facebook è un grande fenomeno da prendere in seria considerazione. E l’ho onorato con la mia presenza e con i miei pensieri, come altri milioni di italiani fanno ogni giorno. L’ho fatto perché di cultura digitale scrivi se sei con le mani in pasta nelle diverse applicazioni, oppure fai solo elzevirismo inutile (e poi mi piace, ciò che posso dire di tutto il mio lavoro).
In marzo, dopo che avevo riferito dell’account disabilitato (e poi riattivato) a Nino Randisi, giornalista siciliano antimafia, ero stato contattato in modo riservato da un professionista italiano. Era latore di un messaggio da parte di una dirigente americana di Facebook. Mi spiegavano che si era trattato di uno spiacevole incidente frutto dell’errore dei “bot”, cioè di programmi che lavorano in automatico e controllano l’attività degli utenti. Mi dicevano che può avvenire quando magari uno “si muove troppo”, mette tanti video, pubblica troppe foto, manda migliaia di mail e ha troppi commenti. Un errore della “macchina” insomma. Avevo preso nota della rettifica, l’avevo pubblicata, avevo ripetuto che mi sembrava un  modo non rispettoso delle persone e degli utenti italiani di gestire le cose solo in automatico e senza un minimo di saggezza umana.
(Io per la verita mi “muovo” poco. Mando sì molte mail – siamo però nell’ordine delle decine al giorno – ma tutte alle stesse persone, perché Facebook fa presto a diventare una chat in differita. Certo,  c’è chi mi ha suggerito che si potrebbe ipotizzare che alla parola “papa” sia associato un certo grado di vigilanza da parte dei medesimi robot… ma Fb è piena di satira sul papa e le posizioni del Vaticano, dovevano beccare proprio me?)

L’accusa non detta e il “sentirsi sporchi” - Più di uno mi ha prospettato l’idea che qualcuno che conta si sia voluto liberare del mio account: si può fare, si può segnalare all’azienda che i contenuti di un certo utente sono “inappropriati”, poi però ci sarebbe da vedere chi è che valuta la segnalazione. Ma insomma, non sono paranoico fino a questo punto e comunque vado anche oltre: riconosco il diritto di Facebook di liberarsi di chiunque, ma solo dopo aver detto con chiarezza quale infrazione è stata commessa.
L’aspetto “culturalmente” inquietante di tutto ciò è che essere buttati fuori da un giorno all’altro e senza spiegazioni ti mette in uno stato di anomia. Ti fa sentire già colpevole anche se non conosci l’accusa. Ricordate Kafka? : Qualcuno doveva aver calunniato Josef K, perché senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato…“.
E’ un meccanismo emotivo potente. Ho parlato con almeno cinque amici che hanno insistito per interi quarti d’ora sul tema: “Riflettici, qualcosa hai fatto, non possono averti buttato fuori per niente”. Istintivamente, le persone tendono a ritenere colpevole chi è l’oggetto di una pena “preventiva”.
E a proposito: a questo punto erano passate 48 ore dalla mia mail a Facebook: nessuna risposta al mio messaggio…

Un problema di diritto – Ora, se permettete, qui il problema non è personale. Non sono i miei contatti, cui pure tenevo molto. E non è nemmeno problema di cosa abbia fatto io, per quanto io non abbia fatto nulla di irregolare. 
Qui il problema che abbiamo di fronte è quello dei diritti degli utenti di Facebook e delle regole della piattaforma, che non possono andare contro i principi che regolano lo stato italiano, oltre ad essere contrari ad ogni buon senso. Del resto queste grandi aziende sono molto “ragionevoli” quando sbarcano in paesi come la Cina: dicono che le leggi locali vanno rispettate.
Quelle di un paese democratico possono essere ignorate?
E’ ora che questa  assurdità venga corretta. Posso anche accettare di essere espulso, se mi si spiega il motivo del provvedimento e mi si dà la possibilità di argomentare in mio favore.
Ogni altro comportamento da parte dei gestori del sistema è illegale.

Habeas data: signori legislatori, ci sentite? -  Ho difeso Facebook contro l’emendamento repressivo del senatore D’Alia e lo rifarei mille altre volte. Penso che ci sia un’oscena tendenza dell’establishment a pensare in termini di “normalizzazione” repressiva di internet. Non è questo il caso, non il mio almeno. Non sto chiedendo nessuna legge ammazzafacebook e meno che mai misure a pioggia che danneggino le aziende americane che in Italia hanno rappresentanza e reperibilità. Solo il rispetto dei diritti degli utenti di Facebook e di qualsiasi altra azienda che attui policy simili.
Signori deputati e senatori, signori deputati europei vecchi e nuovi: occupatevi in modo positivo della vita digitale, invece di provare a stroncarla, filtrarla, censurarla, e magari regalarla ai padroni del vapore, oh scusate, di cavi e “cellule”… E quindi.
Quindi l’espressione Habeas data non è mia, ma si pone ormai come un tema della società contemporanea. Non solo per le mie foto su Facebook (che a proposito continuano ad essere a disposizione della piattaforma e possono essere, in teoria, riusate da loro mentre io sono disabilitato come utente) ma per tutti noi.

Non ci sono servizi gratuiti - C’è chi argomenta dicendo che la gratuità del servizio “sospenda” ogni diritto agli utenti. Di solito si tratta delle stesse persone che si inviperiscono contro i giornali on line se solo gli si chiede di lasciare un mail per inserire un commento sotto un articolo.
A parte che dovremmo riflettere se per caso non stiamo avallando, con un click messo distrattamente sotto scassati “terms of service”, una morte lenta di ogni garanzia, vorrei dire con tutte le mie forze: vi sbagliate!
Io-utente pago Facebook e qualsiasi servizio “gratuito”: con i miei dati, il mio tempo, i miei contenuti. E lo pago con l’uso che ne faccio, perché contribuisco a migliorarlo e perfezionarlo. E’ questo il patto su cui regge l’economia digitale.
Non c’è niente di scandaloso in questo, se non la pretesa di definire gratuito il servizio, che invece tesaurizza in pubblicità, come fanno anche i giornali on line del resto, il tempo di vita dell’utente.
Tutto chiaro: lo scandalo sta semmai nel volersi comportare come principi di secoli antichi. Però Don Giovanni è finito all’inferno, e Josef  K. non abita più qui. O sì, invece?
Ridatemi i miei contatti: e che me li ridiate o meno, da oggi in poi su questo tema è battaglia.
(Nel momento in cui questo post viene pubblicato sono passate 76 ore dall’invio del messaggio di segnalazione: non ho ricevuto alcuna risposta).
Pubblicato in: Facebook, privacy con 177 commenti

SUPPORTI BIBLIOGRAFICI

* Facebookmania fra i 30-40enni – (Corriere della Sera, 8 ottobre 2009)
* Prigioniero di Facebook – (Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2008)
* Dalle foto di famiglia alle proposte osè la febre di Facebook contagia i politici – (la Repubblica, 17 novembre 2008, ed. nazionale)
* Le aziende in guerra con Facebook “Dipendenti distratti, lo oscuriamo” -  (la Repubblica, 18 novembre ed.nazionale)
* La Regione oscura Facebook ma non dai pc dei politici – (la Repubblica, 22 novembre 2008 ed. Bologna)
* Facebook considera pornografia la sessualità versificata, letteratureggiata e illustrata con foto et altro dai facebookamiciziati  – (in corso di stampa)

INDICE

- Della vacuità di ogni appello

- Della proverbiosità sproverbiata

– Due lampisterie mirate

– Di chi si buongiorna chattando

– Del “Sistema di Segni“ facebookamiciziato

Dell’itinerario mentis di ogni facebookamiciziato/a

Dell’itinerario mentis profilato in Facebook

– Cosa pensare per continuare a facebookamiciziare

– Della sfacebookamiciziazione motu proprio

- FACEBOOK: l’illusione di avere mille amici online

- AAA…. a tutti i miei facebookamiciziati

Cos’è l’amicizia in Facebook ?

ANNUNCIO sfacebookamiciziante

– Fausto destino cercasi pro facebookamiciziata

Parole di un facebookamiciziato avventizio scritte a Venezia

Della parola cazzo lessicalizzata in Facebook

Di un diversamente intellettuale a Palermo facebookamiciziato

– All Enzo Rossi’s together!

-AA CERCASI portatori sani di copulatio orgasmica

– Della singletudine accoppiabile in Facebook

- NOTIFICO… cum benevolentia

– Sic! In Facebook

– MESSAGGIO ad personam

- A chi posta in Facebook soltanto i prodotti e le iniiziative personali

– La creatività personale come pretesto eventata in Facebook

– Dello chattericcio buongiornante

27 – Barzelletta su Facebook

28 – VULVAEPISTOLAE SFACEBOOKAMICIZIANTI

- ADDENDA

- Delle condizioni d’uso et altro attinente

– Ecco come ne sono uscito

-Oggi denuncio Facebook

Written by rossiroiss

novembre 1st, 2011 at 6:28 pm

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