Enzo Rossi-Roiss

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DIVERSO IN VERSI

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Foto di Daniela K. Lefosse
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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Dispongo di un tesoro personale
costituito da parole in gran numero
che aumentano, anziché diminuire,
durante ogni mio esercizio scrittòrio
compiuto per usarle ben orchestrate,
scrivendo ad libitum di accadimenti encomiabili
e… comportamenti biasimevoli.

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DELL’APPARIRE DISANAGRAFANTE TRANSITORIO

Alla donna che appare disanagrafata ingannevolmente
Simulacro di “coguare” disponibili e avventurose
Tra coetanee …xantenni con l’orizzonte poco roseo
Sia detto che rischia di macchiettare star coeve antaizzate
Condividendo passioni amorose con partner più giovani
Sia detto che “Potrei essere tua madre” è un pensiero incombente
Poiché il toy boy come status simbol non disanagrafa
Perché non basta esibire un bel corpo come biglietto da visita
Poiché i compleanni antaizzati si sommano evidenti
Perché gli anni anagrafati non è possibile diminuirli
Poiché il corpo non trova riparo dai segni che lo antaizzano
A chi cura l’apparenza ignorando che l’apparire è transitorio
Sia detto che cancellare i confini generazionali implica rischi

L’immaginazione per docere et dilectare

Purchè l’immaginazione sia sfrenata e divertita
Purchè l’immaginazione crei oppure sveli enigmi
Purchè l’immaginazione colga emozioni portatrici di accensioni
Purchè l’immaginazione susciti suggestioni ubriacanti
Purchè l’immaginazione c’insinui in interstizi per svelare segreti sotterranei
Purchè l’immaginazione ci attivi per rendere innocua la morte
Purchè l’immaginazione sia tradotta in parole per docere et dilectare

OJURDUI POETE MOI AUSSI… POUR MOI MEME

http://lampisterie.ilcannocchiale.it/post/2669412.html

Ho conosciuto un uomo che, a cominciare dal 14 settembre 2011 inizierà a vivere il suo 75° anno in buona salute, come tutti gli altri anni precedenti, mai badato da persona diversa da se stesso.

“Io ho già vinto!”, mi ha detto. “Ho già vissuto tanto quanto ho desiderato vivere e a modo mio per sopraggiunta. Ostacolato da chi mi ha invidiato e disapprovato. Fortunato, però, durante ognuno dei miei giorni no. Suscitando e sperimentando innamoramenti irreplicabili  che hanno connotato il vissuto di chi li ha condivisi e goduti in rapporto ravvicinato col mio vissuto. Ogni altro anno successivo al 75° lo vivrò considerandolo un premio per ciò che ho creato e dato scrivendo, per ciò che ho determinato in altri/e che hanno creato e dato stabilendo con la mia creatività scrittoria rapporti fertili di ogni tipo”.

Il testo che segue lo ha scritto quest’uomo, compiendo un esercizio di scrittura versificatoria omologa alla mia, a futura memoria di un giorno genetliaco trascorso in mia compagnia, con l’intenzione di omaggiare la conoscenza reciproca alla quale abbiamo dato inizio, ruolandoci esecutori testamentari l’uno dell’altro e viceversa, come specificherò scrivendo altro ad hoc.
Ad majorem scrittura poetica gloriam!

Ho una età raggiunta la quale perfino un cardinale
termina la sua carriera pubblica ed è sostituito
da un cardinale più giovane nel governo della diocesi.
Straniero a me stesso ho viaggiato esplorando in solitudine
spazi altrui ininterrottamente in buona salute
durante i 74 anni già vissuti profittevolmente.
Ho visitato luoghi e conosciuto persone diverse
suscitando innamoramenti e innamorandomi in ogni età.
Ho esaminato realtà sociali simboliche
smontando credenze e illusioni con emozioni
Ho amato donne diverse innamorato di ognuna diversamente.
Ho negato l’esistenza delle verità assolute
senza riuscire mai ad avere una visione d’insieme
alle prese con lo spazio sconnesso da realtà globalizzanti.
La difficoltà della comprensione critica dei sentimenti miei e altrui
ha alterato la mia percezione dei fatti e delle persone
la deambiguazione delle relazioni sociali e sentimentali
refrattario a ogni forma di appartenenza fisica e ideologica.
Ciò che mi sopravviverà di ciò che ho scritto e pubblicato
mi sopravviverà a prescindere dalle opinioni
di chi risulterà mio coetaneo/a o contemporaneo/a.

(ADDENDA a “Poemi Doping”, canzoniere 1964-2007 con disegni fuori testo di Enrico Colombotto Rosso – IAntichi Editori Venezia)


D’après senifora gidugliata

accarezzata

baciata

succhiata

erotizzata

oscenizzata

orgasmaticata

patafisicizzata

grato e riconoscente per aver ossificato e fatto eruttare

il mio fallo in più luoghi e occasioni,

fellatiosa vorace e incomparabile,

senifora rigogliosa e ficofora straordinaria,

portatrice sana di azioni, reazioni e succosità durante ogni copula,

predisposta ad assumere ogni posizione.

***

ANNOTAZIONE BIBLIOGRAFANTE

“D’aprés senifora gidugliata” è il titolo di una installazione artistica che lo scrittore e poeta Enzo Rossi-Ròiss ha realizzato per la Compagnia De Calza “I Antichi”. E’ sottotitolata “United colored breasts of Ròiss”, perché è costituita da un insieme multicolore di calchi che raffigurano seni muliebri in grandezza naturale “ideale”.
La “giduglia” (gidouille!”) che contrassegna ogni calco è il logo (simbolo) della Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie che tutto ingloba e contiene all’infinito.
Nel 1987, anno cinquantenario della propria nascita, il Rossi-Ròiss fondò e diresse ”Merdre” (antologia periodica semestrale del sapere patafisico, n.5 volumi per 892 pagine complessive).
Con l’installazione “D’aprés senifora gidugliata” intende celebrare il suo 70° compleanno – venerdi 14 settembre 2007, dalle ore 17 in poi – nella sede rinnovata della Compagnia De Calza “I Antichi” a Venezia (Campo San Maurizio 2674 – San Marco 30124).

Emulando e parafrasando Ramon Gomez De La Serna, scrivo che Enzo Rossi-Ròiss è un delicato cantore/iconizzatore di seni muliebri non siliconati, comprensivo e riconoscente per le piacevolezze che le sue mani senza età si concedono ogni volta che li accarezzano. Sono numerose le donne che glieli hanno snudati perché li sfiorasse con le dita, li lusingasse con gli sguardi, li eccitasse con toccamenti labiali, li intrattenesse fantasiosamente, ne avesse cura e traducesse in parole poetiche la goduriosità generata ad libitum, sconosciuta agli uomini che li avevano e avrebbero approcciati senza i dovuti riguardi. E’ possibile scrivere ciò, purchè non si discuta la sua capacità di toccare i seni di una donna con l’intenzione di toccarla nel profondo e d’introdurre una mano nella sua scollatura e agitarla cercando il tesoro. Poiché ogni donna ha la possibilità di sentirsi a proprio agio con i propri seni, prescindendo dalle loro misure, accompagnata a un uomo come il Rossi-Ròiss (più esatto sarebbe scrivere: accoppiata!), accarezzata come mai prima, né dopo, risulterà essere stata accarezzata da altri uomini, assaltatori di seni ciechi come talpe.
Poiché il Rossi-Ròiss tocca i seni come un musicista tocca il suo strumento durante il concerto ufficiale e li suona con mani senza età che non li derubano, ma restituiscono loro il patrimonio che meritano.
Poiché è possibile supporre il Rossi-Ròiss senifago mai brusco quando tocca i seni delle donne, né approssimativo o precipitoso quando se li gode, accarezzandoli con mani alle quali non si addice la stanchezza che ferma anzitempo altre mani.
Scrivo ciò emulando e parafrasando Ramon Gomez De La Serna nel ruolo di senilogo.

Luca Colferai, direttore de Il Ridotto ( www.ilridotto.info )

***

Sguardi cercasi

poco usati, non truccati:

giovani, perciò.

Sguardi laici

per l’oscurità dei dogmi:

abitati da verità.

Sguardi femminili

eccitati ed eccitanti,

sognatori e sognanti,

stupefatti e stupefacenti,

tristi e allegri,

malinconici e languidi,

sedotti e seducenti,

consenzienti e dissenzienti,

attraenti e attratti,

brillanti mai opachi.

Sguardi esploratori

in cerca di trampolini,

per tuffi nella stupefazione

di ogni innamoramento.

Cercasi sguardi!

Written by rossiroiss

novembre 3rd, 2011 at 12:45 pm

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