Enzo Rossi-Roiss

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EPIGRAMMATICAMENTE…A FUTURA MEMORIA

(pp. 159/161,  in !”Poemi Doping” I Antichi Editori Veneza 2008)

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I

A un Mago napoletano

Autonomatosi Sorcino

Autore di uno spettacolino

Meritevole di applausino

È necessario il bambino

Accompagnato da paparino

Provvisto del soldino

Provvidenziale aiutino

Per un precario teatrino

Che incassa pochino

Sipariato in un clubino

II

Achille Bonito Oliva

di Tristan Tzara ha la statura

ma non la struttura

né l’idea duratura

che fa divenir storica l’avventura

III

DiPintori ce ne son tanti

son nessuno tutti quanti

DiPintori ce n’è più d’uno

sarà dura diventar qualcuno

DiPintori si può nascere

il problema è come crescere

Fra tant’anni a fortiori

sarem tutti diPintori

IV

Fra la giovane critica

volan gli stracci

s’illividiscon le pelli

quando s’incazza

il critico Cerritelli

V

Il Circolo Artistico

tutto ospita ed espone

come prodotto e attrazione

sia del brocco o del campione

purchè la manifestazione

dia moneta all’Associazione

che non vive di sola riunione

VI

Dirige la Galleria d’Arte Moderna

colà impiegato

a far qualcosa obbligato

per mantenere il posto e… l’allegato

VII

Il plebeo manipolatore terragno

Martani che tras-forma

L’aulico calligrafico copista

Wolfango che de-forma

Il senza fissa dimora poetica

Pozzati picaro che in-forma

Maitres municipali del pret-à-pendre

A Bologna città che con-forma

VIII

Galeotto fu il nome Lolita e la piacevolezza
Portata disinibita da una giovane russofona

Al sommo poeta Mario Luzi maliziosamente
Venerato alla fine della sua ultima età
In tempo utile per suscitargli emozioni
Da gran tempo braci divenute cenere

IX

Sono l’equivalente di un taxi col quale

è possibile raggiungere alcuni luoghi

della comunicazione e promozione artistica.

Le alternative sono l’auto personale

un automezzo pubblico collettivo

l’asino di San Francesco.

X

Se quel bricoleur io fossi

inviso a porci e fanti

e il ver ognor non dicessi

di tutto menando vanti

…..….autoritraendomi

XI

Dal Manzanarre al Reno

Laddove l’arte si espande

Bella o brutta più o meno

D’artista piccolo o grande

Rossi-Ròiss poeta ameno

Sia festeggiato con bande

Scrittore ironico e terreno

Profeta dotato di glande

Turgido sempre e ripieno

Che dà risposte a domande

Ogni volta pollando appieno

Published by rossiroiss, on ottobre 29th, 2016 at 8:12 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

UNA ASSOCIAZIONE DI SERVIZIO AD HOC PRO ARCHIVI D’ARTISTA CATALOGATORI

Il 18 dicembre 2014 è stata costituita con atto notarile n. 37692 DI REP. e n. 12118 PROGR., l’Associazione Italiana Archivi d’Artista. ( http://www.aitart.it/ ).

GIA’ ASSOCIATI:Cesare Andreani, Remo Bianco, Bruno Cassinari, Filippo De Pisis, Gianni Dova, Pinot Gallizio, GAM Torino, Giorgio Morandi, Ennio Morlotti, Centro L. Pecci, Pistoletto Onlus, Enrico Prampolini, Carol Rama, Atanasio Soldati. PRESIDENTE: Filippo Tibertelli De Pisis. Archivi e Fondazioni con eterogeneità assimilabili. Ad majorem artisti defunti gloriam et merchandise familistico, pro visibilità esegetica e consulenze artistico-sapienziali monetizzabili. Sotto a chi tocca degli Archivi non associati.

Sproverbiando è possibile scrivere: L’unione (associazione) fa la forza di chi singolarmente è debole! Auspicando l’omologazione di ogni costo relativo alle autenticazioni. Editando libri cartacei di puro servizio catalogatorio pro galleristi, collezionisti, courtiers e case d’asta.

(info@aitart.it) Tel. +39.334.7382992 – c/o Museo del Novecento Via G. Marconi, 1- 20123 Milano.

Published by rossiroiss, on ottobre 28th, 2016 at 5:13 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

DI UN UOMO DELLA MIA ETA’

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(Preambulatoria…mente)

Svelerà la mia interiorità chi mi descriverà

creativo polimorfo scribente anche poeta.

Apro porte sul buio ogni volta che scrivo versi

per attraversare l’inverno e vedere più cose.

I miei versi sono la mia sopravvivenza

il mio vissuto, la mia immortalità.

Fiducioso nelle virtù terapeutiche del poetare

i demoni che albergano dentro me.

L’opposizione della realtà all’immaginazione

è la struttura portante della mia versificazione.

La mia poetica nasce dal dissidio interiore:

dalla necessità di neutralizzarlo poesiato.

Seamus Heaney ha titolato “Sia dato credito alla poesia”

il suo discorso di accettazione del Premio Nobel 1995.

La compaesaneità minimizza.

La concittadinanza ghettizza.

La corregionalità delimita.

La connazionalità connota.

La mondialità globalizza.

Soltanto l’universalità può maximizzare

un uomo della mia età, l’età di molti!

versificatore a futura memoria categoriale.

Un uomo restio a ruolarsi Cavaliere Rusticano,

poiché gli si addice emulare Cirano,

sapendo come e dove toccare giustamente,

alla fine di ogni sua licenza scrittòria,

scoetanizzandosi dai simil-anagrafati.

Published by rossiroiss, on ottobre 12th, 2016 at 10:10 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

Di una expo-spot di Salvador Dalì pro redditività di un palazzo bolognese neo-location per eventi eterogenei


http://www.ilrestodelcarlino.it/…/dali-mostra-palazzo-bello…
—————————-
Dopo (e come) Palazzo Albergati, un altro palazzo bolognese (Palazzo Belloni, in via Combruti angolato con via Barberie) sarà messo a reddito come location espositiva et altro eventabile, a cominciare dal 25 novembre 2016. In 800 mq dei suoi numerosi spazi sarà allestita una esposizione di opere eterogenee di Salvador Dalì per illustrare il suo universo iconico più mercanteggiato. Saranno esposte opere grafiche in grande quantità (eseguite per illustrare testi letterari), sculture multiplicate di grandi dimensioni e gioielli replicati per la cosiddetta bisogna commerciale.Entrance in via Barberie… no free.
Non è stato notiziato come “collaborante” lo spazio espositivo intitolato Salvador Dalì a Parigi e a Londra, né indicato Beniamino Levi come curatore e imprenditore economico Presidente della Fondazione Ambrosiana Beniamino Levi. Lo stesso Levi milanese della fu Galleria Levi di Via Montenapoleone, boss daliniano monetizzatore della attività così webizzata: http://www.thedaliuniverse.com/it/exhibitions/dali-experience.
Come nel 2011 a Venezia in concomitanza con la Biennale, allestita in alcuni spazi della Scola Sant’Apollonia insediata in uno spazio smuseato del Museo Diocesano retrostante San Marco. Entrance con ticket 10 euro.
Come in altri spazi locati ad hoc (perfino in Russia a Mosca) e in fiere dell’arte neonate, non ultima la ArtRiga 2014 in Lettonia.
Sotto a chi tocca con l’uso espositivo di altri Palazzi bolognesi deredditati dalla impossibilità per chi li possiede di ottenere dalle Autorità Competenti l’autorizzazione a progettare e realizzare un loro uso più remunerativo di quello soltanto abitativo.
Docet l’uso espositivo nei (e dei) PALAZZI cittadini (in ordine alfabetico): Albergati, Fava, Montanari, Pepoli Campogrande.

Published by rossiroiss, on ottobre 12th, 2016 at 11:00 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

UN GUAZZABUGLIO DI ESERCIZI SCRITTORII INEDITI DI UMBERTO ECO DOCENTE DEL DAMS

Poichè di Umberto Eco non si deve buttare via niente, come da gran tempo si consiglia fare di tutto ciò che insiemizza altra unicità alimentare, ho deciso di anticipare feisbukata l’esistenza di alcuni schizzi sememizzati da Eco nel tempo in cui ha tenuto lezioni nelle aule del Dams in via Guerrazzi a Bologna, già autore de “Il nome della rosa”. Decidendo di fare ciò in data 4 ottobre 2016, giorno in cui inla Repubblica” pubblicizza l’esistenza di 50 piccole graphic novel, disegnate ante litteram da Eco con la stilografica su fogli di quaderno durante le ore di lezione nel liceo Plana di Alessandria, e affidati ufficialmente con l’autorizzazione di utilizzo esclusivo a Mario Garavelli, compagno di studi poi magistrato amico.

I fogli in mio possesso sememizzati da Eco sono formato A4,complessivamente 20 con 7 scritti anche sul retro. Le loro superfici risultano autografate tutte da scrittura eseguita usando penne stilografiche. Tranne un foglio con disegnato un autoritratto, d’apres il ritratto del Pericoli che illustra le “Bustine di minerva. Documentano un guazzabuglio di esercizi scrittorii eseguiti privilegiando la manipolazione lessicale, la parodia giocosa e ironica, la polisignificazione, la enigmaticità anche enigmistica, l’humor goliardico mai domo disanagrafato & disanagrafante. Come e quando io li abbia acquisiti lo rivelerò, eventualmente, eseguendo un esercizio scrittòrio narrativo.

Risultati immagini per umberto eco pericoli

Qui di seguito trascrivo campionariata una silloge di 31+6 strofe ad personam, preceduta da una versificazione omologa giocosa.

Rime dia estremi

Se lei non t’ama, sfodera la lama

(ma punta con garbo, senza tanto sgarbo)

Se ti tradisce – ricorda – in core si punisce

(e non pensare ch’ella non sappia amare)

Se hai prova certa ch’ella non ti pensa

cerca conforto a mensa:

(mens) sana in corpore est

Se parla d’altri con accesi accenti

frena i lamenti (in cor)

e menti

se senti

che al rispetto di lei tu stai mancando

fiuta celiando (fandonia licet)


STROFE  AD PERSONAM

I

Arbia Giancarlo…

ricordo come parlo

giancarlo arbia

quarant’anni in moto e via !

II

Giorgio Baldi

cercava i suoi araldi

baldi giorgio

in silenzio mi forgio

III

Bolchi Sandro era lontano…

lo cercavo con la mano

non ricorda sandro bolchi

ma i ricordi miei son solchi

IV

Binda Lorena,

la notte era piena…

lorena binda

e la casa tua linda

V

Pippo Calò

ladro e macrò

(di) calò pippo

io me ne impippo

VI

Cristina Cano,

insegnante di piano

cano cristina

conservo la stima

VII

Patrizia Cantelli

occhi azzurri e monelli

cantelli patrizia

coltiva l’arguzia

VIII

Patrizia Cantelli

del segno gemelli

cantelli patrizia

coraggio e mestizia

IX

Patrizia Cantelli

in via del Pratello

cantelli patrizia

un restauro inizia

X

Patrizia Casini

lei ama i piccini

casini patrizia

li ama con grazia

XI

Maurizio Colmegna

il ricordo m’impegna

colmegna maurizio

in salita fu l’inizio

XII

Sergio Colomba

è a prova di bomba

colomba sergio

:. Lo stile io smercio

XIII

Marizio Costanzo

an’ vedi che ganzo!

costanzo maurizio

si toglie ogni sfizio

XIV

Degli Esposti Piera

il ricordo vago di una sera

piera degli esposti

Roma. Costi quel che costi !

XV

Marco De Marinis

libri, barba e pedalini

de marinis marco

scocca idee come da un arco

XVI

Chiaretta De Santis,

sfiorata dal lapis

de santis chiaretta

fuggi in tutta fretta

XVII

Guido Ferrarini

affida i suoi destini

ferrarini guido

al critico infido

XVIII

in salita è Floridiana

ci arrivammo una mattina

floridiana va in salita

e a sinistra era l’uscita

XIX

Alessandra Frabetti

con o senza mariti…

frabetti alessandra

lei gli sbocchi rimanda

XX

Pietro Fraticelli

palcoscenico e sportelli

fraticelli pietro

non si può tornare indietro

XXI

Inigo Galante

a volte scostante

galante inigo

che razza d’intrigo !

XXII

Antonio Maria Magro

bruno esile e un po’ agro

magro antonio maria

che si fugge tuttavia…

XXIII

Picchi Arnaldo e vino caldo

arnaldo picchi, ricordo da ricchi

XXIV

Pirazzoli Bianca Maria

stavo bene in casa tua

maria bianca pirazzoli

il ricordo tuo non voli

XXV

Enzo Rossi la prassi

consiglia i più bassi

(di) rossi enzo

è difficile il consenso

XXVI

Seri Annarita

m’aiutò e fu concupita

annarita seri

hai un po’ dei miei pensieri

XXVII

Seri Annarita

Roma è solo una soffitta

annarita seri

e i pensieri desideri

XXVIII

Silvana Strocchi

in cerca di sbocchi

strocchi silvana…

li trova in sordina

XXIX

Antonio Taormina

organizza e propina

taormina antonio

Barthes e Lennon in pinzimonio

XXX

Turcino Annarita

ardente ed ardita

annarita turcino

ritorna un pochino !

XXXI

Claudio Zanasi

dai muscoli bifasi

zanasi claudio

bicipide, de gaudio!

ADDENDA

1

Via delle Medaglie d’Oro

aspettar fu il mio lavoro

delle medaglie d’oro via

la pazienza fu anche  tua

2

nel tuo letto ci fu accordo

però solo mio è il ricordo

ci fu accordo nel tuo letto

la memoria è un po’ difetto

3

Via del Governo Vecchio

un cortile, un pozzo e un secchio

dl governo vecchio via

i ricordi porti via

4

quelle cene consumate

senza sguardi e con ferite

il ricordo non è oltraggio

se affrontato con coraggio

5

la forza del destino

fu il primo zuccherino

del destino la forza

nel ricordo si smorza

6

Castrocaro non credevo

in un cinema sgraffiato

castrocaro non sapevo

che sapere era peccato

Published by rossiroiss, on ottobre 4th, 2016 at 1:21 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

La marcia di avvicinamento mediatico di Gianfranco Calligarich AI PREMI STREGA E CAMPIELLO 2017 ha avuto inizio

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Notiziato, giudicato e promosso ad hoc, domenica 2 ottobre dal “Corriere della Sera” (Ermanno Paccagnini) e lunedì 3 ottobre da “la Repubblica” (Paolo Mauri) il nuovo romanzo di Gianfranco Calligarich edito da Bompiani col titolo “La malinconia dei Crusich” è possibile pronosticarlo concorrente ai premi Strega e Campiello 2017. Come l’ho preconizzato scrivendo il testo che ho webizzato nel blog del mio sito personale il 22 settembre (http://www.rossiroiss.it/blog/?p=1415).
Considerando contentino minore ogni altro Premio letterario italiano.
Considerando tale libro contenitore di un esercizio scrittòrio post Holden sbariccato & sbariccabile.
Anche rieditabile, rivisto e arricchito come è già accaduto al “Posta prioritaria”, con 7 “storie” inedite aggiunte alle storie edite da Garzanti nel 2002. Come è accaduto ai “Promessi Sposi” rieditato più volte dal Manzoni con revisioni & aggiunte.
Il Calligarich ci pensi su e dia inizio, appena possibile, ai lavori di scrittura per farcire il già narrato malinconicamente. Ci narri il Gino Crusich
futuro o già fotografo (letteraturizzazione di se stesso scrittore): nel 1954, l’anno della restituzione di Trieste all’Italia – nel 1956, anno della Ungheria invasa e occupata dalla Unione Sovietica, studente che non ha ancora deciso di “buttare via i libri e la scuola” (un istituto tecnico) – nel 1968 anno storico della rivolta studentesca, docu-fotografo emigrato a Roma – nel 1978 sceneggiatore televisivo trasteverino, durante l’anno dell’Aldo Moro rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Narrazioni assenti nel libro pubblicato.

Paolo Mauri, il medesimo de “Il Cavallo di Troia” trimestrale (1981-1989) ha scritto: “L’intero romanzo è una sorta di caleidoscopio pieno di storie, di luoghi e di personaggi anche misteriosi. Uno di loro, veterinario, verso la fine del libro (pagine dalla 426 alla 438), cura un falco ferito e poi lo libera perché possa tornare a sprigionare la sua immensa forza. E’ una pagina bellissima, la metafora, credo, dell’intera storia”. Concludendo la sua lunga recensione con istruzioni per la degustazione “letturale” della intera narrazione: “Una saga, come quella dei Buddenbrook o dei Buendia”.
Ermanno Paccagnini ha concluso scrivendo
questo explicit: “Romanzo che si distende in una narratività della quale resti felicemente prigioniero, per quel suo portarti dentro, facendoti vedere ciò che racconta”. Dopo aver rammemorato il Fulvio Tomizza autore de “La miglior vita” e Arturo Loria narratore de “Il falco”.

Poichè nella narrazione del Calligarich, “….la presenza umana è ridotta alla funzione dell’occhio di chi narra, a uno sguardo personale passivo che intende avvicinarsi a quello della fotografia o della macchina da presa” (per dirla con parole di chi ha dimestichezza con i narratori della cosiddetta “Scuola dello sguardo”), qualcuno dei prossimi recensori ci evidenzi eventuali tracce del “Nouveau Roman” d’antan.

Published by rossiroiss, on ottobre 3rd, 2016 at 3:09 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

IL POVER-ARTISTA PIER PAOLO CALZOLARI HA CHIESTO E OTTENUTO DI RISULTARE ASSENTE NELLA EXPO “BOLOGNA DOPO MORANDI”

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L’expo BOLOGNA DOPO MORANDI di Renato Barilli non ha piedi con giuste misure per calzare un dittico del 1986 di Pier Paolo Calzolari. Tramite la sua galleria di riferimento (De Foscherari) l’artista ha preteso e ottenuta la sua rimozione nel Palazzo Fava dalla sezione intestata allo Studio Bentivoglio: un bi-salone espositivo bolognese degli Anni Sessanta considerato dal Barilli “scuola” col Bendini nel ruolo di docente. Lo stesso bi-salone divenuto poi mini teatro of, nomato Delle Moline. Una bi-salone/studio personale del Calzolari (dal 1965 inquilino over30 non ancora pover-artista affermato…nella realtà) che ospitò nel settembre 1967 un allestimento espositivo personale polimorfo & polimaterico di Vasco Bendini suo suocero & popartista stagionale inseminato (esteticamente cooptato!?…come altri) dal successo con notorietà conclamata della Pop Art premiata dalla Biennale a Venezia nel 1964.
Renato Barilli ha ritenuto opportuna la rimozione dell’opera dalla esposizione, accontentando il Pier Paolo Calzolari divenuto pover-artista noto: connotato da arredo pilifero facciale sapienziale (Barba ci cova!) over70enne (nato nel 1943), ex genero di Vasco Bendini.

Calzolari per narcisismo e per orgoglio ha deciso di far togliere l’opera. Per il resto l’impianto della mostra resta tale e quale. Lo abbiamo accontentato, ma senza sottoscrivere né condividere in alcun modo la sua richiesta”, ha dichiarato Il critico-Prof.-curatore a una cronista de “la Repubblica-Bologna” datata 1° ottobre 2016.
Per quanto riguarda lo Studio Bentivoglio e il suo uso anche come location espositiva durante gli Anni 60, avendo personalmente partecipato alla inaugurazione della expo di Vasco Bendini nel settembre 1967, con allestimento personale polimorfo & polimaterico et avendo anche tempestivamente pubblicato (più volte variamente ripubblicato) un testo scritto per commentarla “…a botta calda”, considero opportuno riproporlo.

Risultati immaginiVasco Bendini (1922-2015)

CRONACA DIRETTA DELL’INAUGURAZIONE

DI UNA MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA

L’Intelligentia si assiepa intorno a uno scatolone

vuoto impiccato a una cordicella.

I giornalisti traducono in notizia gli arti

inferiori di un manichino posti a cavalcioni di un triregno.

I mercanti stimano l’immagine gigantesca di una pera.

I funzionari della Sovrintendenza alle Antichità e B.A.,

con i direttori di Gallerie d’Arte Moderna,

decifrano le impronte di mani ritagliate nella

gommapiuma in formato gigante, sparse sul pavimento.

Gli artisti si raccontano di avere già visto

cose simili in Rassegne Nazionali e Internazionali.

Gli amici, le compagne degli amici, tutti fingono di capire:

subiscono il ricatto del Nome esposto,

della Firma in calce alla presentazione nel catalogo.

I loro volti rivelano il disagio della

costrizione al giudizio indulgente.

Galleggiano nel mare magnum della incomprensibilità dei

capolavori esposti aggrappati tenacemente a

delle parole natanti salv’addetti-ai-lavori.

La parola capace di significati possibili è

l’ospite d’onore e la valletta.

La parola può ancora essere consumata (fruita, pardon!),

per nostra fortuna.

La parola è suono, è musica, significa.

Se per un prodigio da Mille-e-una-notte o da Vangelo,

i Signori presenti, tutti i Signori presenti,

divenissero all’improvviso muti, nessuno sarebbe capace di

esprimere con gesti il significato della mostra.

Le opere esposte sono gesto,

solo la parola può etichettarlo, ismarlo.

L’ismaizzazione aiuta a provvedere di significati

opere d’arte che altrimenti non significano.

L’Intelligentia s’impegna, perciò, a dissimulare

il proprio imbarazzo, lo stesso imbarazzo che

prova un Cattolico Sofferente nel sostenere con

lo sguardo la presenza di un Prelato che gli sta sugli oni,

Organi Inferiori la cui citazione è disapprovata degli

Organi Superiori.

Si ha rispetto per l’artista.

Ha un curriculum eccellente, una bibliografia nutrita”.

Ha sempre contestato, continua a contestare”.

All’uomo può essere detta la bugia pietosa.

Tutti bugiosi!

(Pierino disse, un giorno, “bugioso”, al suo papà

anziché bugiardo: fu molto espressivo).

Si conoscono i generosi, i curiosi, i golosi,

i lussuriosi, i….:istituiamo i Bugiosi.

Tra costoro cataloghiamo molti addetti-ai-lavori

della critica d’arte.

Mio caro Diderot, maestro Diderot, tu non sarai catalogato:

reduce da una visita a una mostra d’arte

tu usavi riassumerci il racconto appreso dalle opere esposte

prima di servirtene per digressioni e predicozzi

sulle strutture mentali dei tuoi contemporanei.

I Bugiosi, invece, visitano le mostre per contrabbandare

la propria cultura scrivendo critica d’arte.

Hanno un’attenuante, però,

molte delle opere esposte non raccontano loro gran che.

Scritto nel settembre 1967 a Bologna, dopo aver visitato una esposizione di Vasco Bendini allo Studio Bentivoglio; pubblicata in “Qui Bologna”, 14 marzo 1974 a Bologna. In “Poemi Doping”, pag. 34, I Antichi Editori Venezia 2008.

Published by rossiroiss, on ottobre 1st, 2016 at 12:53 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati