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	<title>Enzo Rossi-Roiss</title>
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		<title>SOLTANTO LINK AGIOGRAFICI E INGANNEVOLMENTE ENCOMIASTICI PRO DISEGNI DI BACON RAVARINIZZATI NELLA BACHECA FACEBOOK DELL’AVV. BOLOGNESE UMBERTO GUERINI</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 17:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[


L’Avv. Umberto Guerini del foro bolognese ha postato nella sua  Bacheca in Facebook (tra il 12 e il 21 luglio) tutti i link agiografici e  ingannevolmente encomiastici (messuno escluso), tutti di seguito pro expo disegni firmati  Francis Bacon, senza alcun link disagiografico/disagiante frapposto.
Ha postato, così, tutte le notizie web propagandistiche dei disegni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-large;"><br />
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<div>L’Avv. Umberto Guerini del foro bolognese ha postato nella sua  Bacheca in Facebook (tra il 12 e il 21 luglio) tutti i link agiografici e  ingannevolmente encomiastici (messuno escluso), tutti di seguito pro expo disegni firmati  Francis Bacon, senza alcun link disagiografico/disagiante frapposto.<br />
Ha postato, così, tutte le notizie web propagandistiche dei disegni firmati  Francis Bacon esposti a Cento (FE) e Buenos Aires (Argentina), redatte  replicando il già scritto velinato nei comunicati stampa e riassumendo  il già pubblicato nei libri/cataloghi editi da Christian Maretti: senza  alcun commento impertinente postato al seguito da facebookamici  dissidenti, e ignorando la presenza nel web di ciò che ho scritto e  postato in Facebook e nel mio blog, leggibile da chiunque cliccando:<br />
- <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/notes/enzo-rossi-roiss/di-francis-bacon-disegnatore-in-italia-pro-cristiano-ravarino-esposto-a-cento-do/422170098472" target="_blank"><span>http://www.facebook.com/pr</span><span>ofile.php?id=1539771986&amp;re</span><span>f=profile#!/notes/enzo-ros</span><span>si-roiss/di-francis-bacon-</span><span>disegnatore-in-italia-pro-</span><span>cristiano-ravarino-esposto</span>-a-cento-do/422170098472</a><br />
- <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/notes/enzo-rossi-roiss/di-cristiano-ravarino-baconomofilo-dichiarato-beneficato-da-francis-bacon-con-di/423396743472" target="_blank"><span>http://www.facebook.com/pr</span><span>ofile.php?id=1539771986&amp;re</span><span>f=profile#!/notes/enzo-ros</span><span>si-roiss/di-cristiano-rava</span><span>rino-baconomofilo-dichiara</span><span>to-beneficato-da-francis-b</span>acon-con-di/423396743472</a><br />
- <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;1d675&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.iantichi.org/?q=node%2F481" target="_blank"><span>http://www.iantichi.org/?q</span>=node%2F481</a><br />
- <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/note.php?saved&amp;&amp;suggest&amp;note_id=424387238472" target="_blank"><span>http://www.facebook.com/no</span><span>te.php?saved&amp;&amp;suggest&amp;note</span>_id=424387238472</a><br />
- <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/notes/enzo-rossi-roiss/del-baconologo-postumo-nomato-edward-lucie-smith-assoldato-per-accreditare-diseg/425795248472" target="_blank"><span>http://www.facebook.com/pr</span><span>ofile.php?id=1539771986&amp;re</span><span>f=profile#!/notes/enzo-ros</span><span>si-roiss/del-baconologo-po</span><span>stumo-nomato-edward-lucie-</span><span>smith-assoldato-per-accred</span>itare-diseg/425795248472</a><br />
Perchè l’avv. Umberto Guerini ha postato soltanto i link agiografici ingannevoli?<br />
Per non smascherare la millanteria secondo la quale tali disegni “… se  exhibieron en la última edición de la Bienal de Venecia 2009”: sapendo  che nei cataloghi di tale Biennale non risulta pubblicata alcuna notizia  della esibizione – neanche collaterale &#8211; di disegni baconeschi  provenienti da Cristiano Ravarino.<br />
Per non essere chiamato in causa come conoscitore di tutti i disegni  oggetto di una vertenza giudiziaria conclusasi nel 2004 che lo ha  ruolato avvocato difensore del Ravarino: una vertenza durante la quale  non sono stati esaminati e giudicati anche tutti i disegni esposti a  Cento (FE) e Buenos Aires, (73) catalogati (monografati) dal Maretti.<br />
Per non pregiudicare la monetizzazione di tali disegni, presso eventuali  amatori pinocchi allocchi, insediati nei territori marginali (terzi)  dell’artisticità: abitati da collezionisti che ignorano i meccanismi che  attivano e garantiscono (tutelano) la commercializzazione e capitalizzazione delle opere  d’arte.<br />
Per non esporsi a  domande imbarazzanti relative allo stato dei rapporti  più recenti e personali con i baconologi d’ufficio (o di complemento)  assoldati per accreditare le expo già realizzate (Alessandro Riva,  Duccio Trombadori e Alberto Agazzani, in primis), compreso il Massimo  Scaringella, affaccendatosi come tramite per la expo a Buenos Aires  (autoruolandosi baconologo debuttante per grazia curatoriale ricevuta),  quasi certamente redditato per altre prestazioni professionali da un  Ministero della Repubblica Italiana.<br />
Per non rivelarsi leader del trio Ravarino-Guerini- Maretti, inequivocabilmente boss in  faccende organizzative e promozionali per  referenziare, con expo  allestite in locations raggiungibili percorrendo vie faccendierate  amicali, oppure vie pedaggiate trasversali, 100 e più disegni baconeschi  ravarinizzati valutabili 7 milioni di euro (complessivamente):  vagheggiando una vecchiaia dorata nella stagione degli over 60  (sapendosi bolognese nato nel 1947 a Lizzano in Belvedere).<br />
Mi aspetto a questo punto che qualcuno dei neobaconologi si penta e mi  scriva una lettera, come quella che segue, già scritta  da Alberto Agazzani dopo aver “preso atto”  che mi è congeniale scrivere con cognizione di causa.</p>
<p><em>Caro Rossi-Roiss<br />
ho letto con molto interesse il Suo primo intervento in una pagina di  Exibart, nella quale tal Biancardi di Cento, della cui esistenza in  terra ho appreso in quest&#8217;occasione, cerca squallidamente e assurdamente  di tirarmi in ballo dopo le (comprensibili e condivisibili) polemiche  che lo hanno investito. Al di là di questa squallida vicenda, della  quale s&#8217;incaricherà la Procura,visti i risvolti calunniosi nei miei  confronti, mi interessa molto il suo parere sull&#8217;operazione,  considerando che la mostra veneziana dei disegni attribuiti a Bacon di  Cristiano Ravarino è stata curata anche dal sottoscritto, insieme ad  Edward Lucie-Smith.<br />
Il mio saggio in catalogo è stato duramente criticato da Maretti e da  Guerini perchè, a loro dire, lasciava ancora ampio spazio al (doveroso)  dubbio, quando invece s&#8217;aspettavano, come pare abbia fatto Sgarbi,  un&#8217;assoluta certificazione (valida solo nel loro cervello)  dell&#8217;autenticità di quelle carte.<br />
Visti i passi successivi dai quali mi sono subitamente tirato fuori (una  mostra a Milano in uno spazio notoriamente in affitto, Palazzo Durini e  l&#8217;inopportuna mostra a Cento, luogo ameno ma scomodissimo, sopra tutto  con 40° all&#8217;ombra, nonchè il coinvolgimento di un collega tristemente  condannato in due gradi di giudizio per abusi su minori), non ritenendo  opportuni questi passi.<br />
Se i disegni sono autentici, perchè esporli in uno spazio in affitto e  non a Palazzo Reale? Perchè coinvolgere critici per lo più  prezzolatissimi e dall&#8217;autorità baconologica pressoché nulla (compreso  lo scrivente, che però ha prestato la sua opera a titolo totalmente  gratuito) e nessuno, tranne forse Lucie-Smith, internazionalmente  riconosciuto?<br />
Io curerò tre mostre in autunno con questi disegni, ma verranno  chiaramente indicati come &#8220;attribuiti&#8221;: 2 a Berlino ed una a Guastalla  assieme a disegni, quelli autentici e autografi, di Balthus. Ovviamente  senza contatto nè apporto alcuno del duo Maretti &amp; Guerini, sorta di  gatto e di volpe, in quanto i personaggi proprio non mi convincono (e  basterebbe questo per aggiungere altri legittimi dubbi alla storia  narrata da Ravarino).<br />
Ma chi sono questi due personaggi??<br />
Altra domanda: Ravarino ha veramente conosciuto Bacon?<br />
Non ci sono foto assieme, non ci sono testimoni reali e tangibili della  loro frequentazione, non ci sono lettere, biglietti, missive&#8230; Idem per  i disegni, il cui numero cresce a vista d&#8217;occhio&#8230;<br />
Non so francamente che pensare.<br />
Cordialità e complimenti per la lucidità coraggiosa dei suoi interventi.</em><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Postato anche come NOTA in Facebook e in http://lampisterie.ilcannocchiale.it/</p>
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<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=1305235&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=427309998472&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=427309998472&amp;id=1539771986"><img style="width: 460px;" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs110.ash2/38826_1517779914673_1539771986_1305235_1283151_n.jpg" alt="" /></a></div>
<div>L&#8217;avv. Umberto Guerini (a sinistra) con Vittorio Sgarbi e l&#8217;assessore Daniele Biancardi a Cento</div>
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		<title>CAVE LOLITA TIMOFEEVA !!! RISARCITA CON ZERO EURO DA QUATTROVENTI</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 17:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[Al termine di una vertenza giudiziaria intrapresa per danneggiarmi  trasversalmente, danneggiando direttamente la casa editrice QuattroVenti  di Urbino, la pittrice lettone italiana russofona Lolita Timofeeva è  stata risarcita con zero euro, danneggiandosi irreparabilmente, come  risulta scritto nel dispositivo di una sentenza emessa dal Tribunale di  Bologna (n.808/2010).
Un giudice ha sentenziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di una vertenza giudiziaria intrapresa per danneggiarmi  trasversalmente, danneggiando direttamente la casa editrice QuattroVenti  di Urbino, la pittrice lettone italiana russofona Lolita Timofeeva è  stata risarcita con zero euro, danneggiandosi irreparabilmente, come  risulta scritto nel dispositivo di una sentenza emessa dal Tribunale di  Bologna (n.808/2010).<br />
Un giudice ha sentenziato ciò considerando esagerato il risarcimento di  56.000 euro richiesto, poichè è risultato ingannevole e inconsistente  l’internazionalità della sua notorietà artistica, esibita dal suo  avvocato difensore senza adeguati supporti internazionali documentali  relativi al mercanteggiamento delle sue opere (un’opera soltanto venduta  all’asta a Prato nel 1998 dalla casa d’aste Farsetti, mio tramite), ne  alcuna dichiarazione di redditi adeguati alla somma indicata.<br />
Zero euro di risarcimento, quindi, per aver pubblicato nel mio libro  “Mondo lettone made in Italy” un suo “Autoritratto”, senza la sua  autorizzazione: zero euro che costituiscono un bottino vistosamente  magro, comparato al grasso bottino vagheggiato.<br />
La sentenza è stata emessa al termine del cosìddetto Primo Grado, è non è  stata impugnata dalla Timofeeva (termine ultimo il 30 giugno 2010) per  evitarsi il peggio di una sentenza di secondo grado totalmente  favorevole all’editore, con spese legali onerose a carico della parte  ricorrente. Quasi certamente consigliata a far ciò da Annalisa Di  Benedetto, suo avvocato di fiducia, ombra (controfigura) dell’avvocato  Lavinia Savini soggettista e regista dell’impresa giudiziaria.<br />
La casa editrice QuattroVenti ha pagato il costo della vertenza  fatturato dalla Di Benedetto con bonifico bancario del valore di Euro  7.436,66, comprensivo di euro 2.800 per onorari liquidati ed euro  1.154,32 per l’Iva 20%, sommando gli altri euro come spese per diritti  legali vari. Bottino magro anche per le due avvocatesse, perciò.<br />
Una domanda è d’obbligo porla, a questo punto (concludendo): Quali e  quante negatività determinerà tale sentenza nell’attività  interrelazionale della Timofeeva, sempre più in difficoltà per quanto  riguarda l’esposizione delle sue opere in locations dotate di  plus-valore e la loro commercializzazione in fiere dell’arte e gallerie  d’arte manageriali?<br />
Sapendo che la Timofeeva è considerata straniera a Riga, la sua città  natale in Lettonia, dove risulta relazionata soltanto a chi dirige  attualmente il Latvia Museum of Foreign Art, per la cui direzione futura  è in atto una lotta a fil di coltello per conservare l&#8217;incarico, oppure  subentrare all&#8217;incaricata. Sapendo che come artista risulta  misconosciuta o disistimata da ogni altra Istituzione artistica lettone,  inibita a rappresentare la Repubblica di Lettonia all&#8217;estero perché  cittadina italiana dal 1993. Sapendo che può recarsi là dove, di volta  in volta, considera possibile proprorsi e promuoversi soltanto  percorrendo via amicali omologhe. Sapendo che i comportamenti  sleali  generano  accadimenti letali: poichè chi semina slealtà, raccoglie  calamità.<br />
<span> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<div><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span>&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
<span> (Postato anche in: www.lampisterie.ilcannocch</span>iale.it)</div>
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		<title>MILLE OPERE DI BEN VAUTIER A LIONE NEL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 17:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[Si concluderà il 6 luglio la vasta esposizione retrospettiva allestita  da Ben Vautier in cinque spazi tematici del Musée d’Art Contemporain de  Lyon, inaugurata il 3 marzo: su 3.000 mq., 1000 opere concepite e  realizzate durante 50 anni di attività creativa. Commissario lo storico  dell’arte Jon Hendricks.
Chi sia Ben Vautier lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si concluderà il 6 luglio la vasta esposizione retrospettiva allestita  da Ben Vautier in cinque spazi tematici del Musée d’Art Contemporain de  Lyon, inaugurata il 3 marzo: su 3.000 mq., 1000 opere concepite e  realizzate durante 50 anni di attività creativa. Commissario lo storico  dell’arte Jon Hendricks.<br />
Chi sia Ben Vautier lo riassumo brevemente per i meno informati. E’ un  artista-performer complesso ed egotico, tra i più stimati e collezionati  nel mondo dell’arte contemporanea, annoverato tra gli esponenti del  movimento Fluxus presente stabilmente con numerose opere nel Moma di New  York. Popolari i suoi slogan aforismanti, scritti col bianco su fondo  nero mercanteggiati anche riprodotti su vestimenta o oggettistica varia.<br />
E’ nato il 18 luglio 1935 a Napoli da madre turca di orgine irlandese e  occitana cognomata Giraud e padre svizzero francese del Canton de Vaud  con parentela artistica, figlio del pittore Benjamin Vautier. Nel 1939  la madre lo ha sottratto ai disagi della guerra divorziando e  conducendolo con sè in Turchia a Smirne. Finita la guerra è tornato ad  abitare a Napoli. Nel 1948 ha cominciato a risiedere in Svizzera, fino a  che la madre non ha deciso di trasferirsi e trasferirlo a Nizza, dove  si è stabilito. Ha una casa/atelier a Nizza, dove risiede nel verde di  una collina lontano dal centro cittadino. Tant’altro e più  dettagliatamente è possibile leggerlo “autobiografato“ nel sito:  <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;238b6&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.ben-vautier.com/" target="_blank"><span>http://www.ben-vautier.com</span>/</a>.<br />
Sapendo che le sue opere  sono costituite da:<br />
PAROLE singole, oppure SCRITTURE, iconizzate su tele nere e supporti etrogenei, come sulle lavagne o sulle torte;<br />
GESTI compiuti davanti ad apparecchi fotografici e videocamere per  documentarli a futura memoria della propria artisticità e  intellettualità;<br />
CONCETTI visualizzati firmando oggettistica degradata e rifiutata,  destinata ad essere considerata materiale da rottamare o incenerire  perchè residuale: scorie, rovine, relitti.<br />
Sapendo che Ben Vautier ha firmato e continuerà a firmare ovunque e in  ogni modo la materialità e l’immaterialità per autenticare e dotare di  pertinenze estetiche comportamenti e pensieri altrimenti falsi, gesta e  opinioni altrimenti non condivisibili.<br />
Considerando opera d’arte autentica soltanto e in primis la propria  firma: segno apotropaico e magico tracciato per esorcizzare la perdita  della memoria di ciò che all’improvviso non sarà più possibile fare, e  la paura della morte componente inevitabile della vita a cominciare dal  momento della nascita.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-257" title="ben vautier2" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ben-vautier2.jpg" alt="ben vautier2" width="576" height="376" /></p>
<p>Con Ben Vautier nella sua casa/atelier a Nizza.</p>
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		<title>AVVISO CHIUNQUE RISULTI MIO FACEBOOKAMICIZIATO: CAVE THATCHER ! L&#8217;HO DENUNCIATA PER DIFFAMAZIONE</title>
		<link>http://www.rossiroiss.it/blog/?p=246</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 16:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[
AVVISO CHIUNQUE RISULTI MIO FACEBOOKAMICIZIATO che ho sottoscritto in  data odierna una denuncia a carico di tale ELISABETH THATCHER /  KENGARAGS per “diffamazione a mezzo internet e/o quelli che saranno  ravvisati “, indicandola come artefice di post calunniatori e  diffamatori scritti da gost-writer (scrittori ombra) sodali delle  pittrice lettone italiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-245" title="tatcher" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/tatcher.jpg" alt="tatcher" width="336" height="354" /></p>
<p>AVVISO CHIUNQUE RISULTI MIO FACEBOOKAMICIZIATO che ho sottoscritto in  data odierna una denuncia a carico di tale ELISABETH THATCHER /  KENGARAGS per “diffamazione a mezzo internet e/o quelli che saranno  ravvisati “, indicandola come artefice di post calunniatori e  diffamatori scritti da gost-writer (scrittori ombra) sodali delle  pittrice lettone italiana russofona Lolita Timofeeva argomento di alcuni  miei scritti postati in: <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;62643&quot;, event);" rel="nofollow" href="../../blog" target="_blank"><span>http://www.rossiroiss.it/b</span>log</a>, e in: <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;62643&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/" target="_blank"><span>http://www.lampisterie.ilc</span>annocchiale.it</a>.<br />
Siccome molti di voi (d’ambo i sessi) l’hanno sicuramente accettata,  intrigati dalla sua esoticità anagrafica e bulicamente, per averla come  opportunità di conoscenza amicale in più, ignorando la sua reale  intenzione di dare visibilità nella Bacheca comune a testi che mi  denigrano e diffamano, comunico che tale Thatcher mi risulta nota a se  stessa, mai incontrata da me in alcun luogo bolognese né in compagnia di  conoscenze comuni, della quale ignoro altezza, peso e odore naturale.<br />
Alcuni miei amici in FB hanno ignorato la sua richiesta di amicizia  diffidando della sua amicizia con la Timofeeva, della quale ho tanto  scritto e per la quale ho tanto fatto, come si può apprendere cliccando:  <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;62643&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.italo-baltica.it/wordpress/lolita-timofeeva-2.html" target="_blank"><span>http://www.italo-baltica.i</span><span>t/wordpress/lolita-timofee</span>va-2.html</a><br />
Ogni mia amicizia in FB valuti l’opportunità di facebookamiciziare con  tale Thatchher, considerando che giudico inopportuno condividere  qualsiasi rapporto (compreso il virtuale) con tale persona da me  denunciata all’Autorità Giudiziaria… per diffamazione et altro  eventuale.<br />
Per leggere altro cliccare:<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;62643&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://lampisterie.ilcannocchiale.it/" target="_blank"><span>http://lampisterie.ilcanno</span>cchiale.it</a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>ELISABETH THATCHER: CHI E’ COSTEI? (SEQUEL)</strong></span></p>
<p>La Thatcher è la titolare di un blog, strumentalizzato pro causa sua e  senza rischiare alcunchè di personale, da Lolita Timofeeva pittrice  lettone italiana russofona in difficoltà per quanto riguarda  l’esposizione e la promozione dei suoi dipinti.<br />
La Thacher mi ha  calunniato e diffamato sovieticamente come persona (anche come  personaggio!) ignorando che la Timofeeva mi deve molto di ciò che ha e  il meglio di ciò che la curricula e bibliografa (Biennale di Venezia  1997 compresa): inclusi i libri di maggior pregio, le opere d’arte  d’altri autori et altro del decoro oggettistico nella sua casa e nel suo  atelier.<br />
La Thatcher è stata usata  come editore/redattore di un  blog da un sedicente giornalista ombra per la pubblicazione nel web di  un testo mediocre e diffamante.<br />
La Thatcher si è così meritata la  mia denuncia per diffamazione, colpevole di essersi ruolata NUNCIUS,   portatore di dichiarazioni altrui non controllate o verificate,  press-agent divulgatrice autarchica e dilettante di opinioni e  informazioni scritte o espresse da altri, supporter di una pittrice  lettone italiana russofona in età antaizzata con sempre meno occasioni  espositive a disposizione.<br />
Ha nomato &#8220;Kengaragas&#8221; il suo Blog per  dare notorietà virtuale a un anonimo quartiere residenziale proletario  della zona sud di Riga in Lettonia, abitato in prevalenza da cittadini  di lingua russa (<a href="http://wikimapia.org/991515/lt/Kengaragas">http://wikimapia.org/991515/lt/Kengaragas</a>): un quartiere malfamato e marginalizzante, noto alla Timofeeva, sprovvisto di arredo urbano artistico, con nessuna  opportunità d’incontri portatori di promozione sociale in loco   periferico, distante dalla città vecchia 30 minuti di viaggio in tram.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="12" width="500">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IL “CORPUS HERMETICUM” DI LOLITA TIMOFEEVA ESPOSTO IN UNA GALLERIA GREGARIA A RIGA</title>
		<link>http://www.rossiroiss.it/blog/?p=232</link>
		<comments>http://www.rossiroiss.it/blog/?p=232#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 16:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
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LA NOTIZIA – Lolita Timofeeva, la pittrice lettone italiana russofona  che ha la casa e l’atelier a Bologna, si è data visibilità espositiva  allestendo una mostra d’arte nella sua città natale (Riga) capitale di  una repubblica europea (Lettonia) stazionata fuori dall’eurozona perché  sorvegliata speciale a rischio default  con bancarotta. L’ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-230" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="DSC_0045" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/DSC_0045.jpg" alt="DSC_0045" width="355" height="238" /><img class="size-full wp-image-231 alignnone" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="DSC_0053-2" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/DSC_0053-2.jpg" alt="DSC_0053-2" width="355" height="238" /></p>
<p>LA NOTIZIA – Lolita Timofeeva, la pittrice lettone italiana russofona  che ha la casa e l’atelier a Bologna, si è data visibilità espositiva  allestendo una mostra d’arte nella sua città natale (Riga) capitale di  una repubblica europea (Lettonia) stazionata fuori dall’eurozona perché  sorvegliata speciale a rischio default  con bancarotta. L’ha allestita  esponendo 39 disegni (cm. 50&#215;35) eseguiti durante il 2008 su carta  acquerellata con fondi di caffè  diluiti: tutti proposti come “bozzetti”  di altrettanti dipinti di un ciclo intitolato Corpus Hermeticum; tutti  concepiti e realizzati rispettando le costanti materiche, formali e  poetiche con eleganza e perizia compositiva, proprie di ogni  individualità creativa capace ed eclettica, dotata di versatilità  istintiva e connaturata.<br />
“ Una  piccola  anteprima  di  una  grande mostra sulla  quale (più  corretto “per la quale”)  sto  lavorando  ormai  da  più  di  tre anni”,  ha scritto: auto-eventizzandola nel blog personale.<br />
L’ha allestita nel monovano espositivo della Tifana Gallery (<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;ad939&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.tifanagallery.com/" target="_blank"><span>http://www.tifanagallery.c</span>om</a>), inaugurandola il 27 aprile (durata  fino al 26 giugno). Con famigli e conoscenti ruolati figuranti e  animatori di un vernissage disertato dall’establishement artistico e  culturale righese. Presente al momento dell’inaugurazione soltanto il  pittore Janis Andris, ex rettore dell’Accademia di Belle Arti.<br />
Assente Solvita Krese, director del Latvian Centre for Contemporary Art,  che continua a contestare la Timofeeva come rappresentante artistica  della Repubblica di Lettonia nella Biennale di  venezia 1997,  considerandola straniera perchè cittadina italiana dal 1993: solidale in  ciò con Helena Demakova, critico d’arte lettone militante ed ex  ministro della cultura. Assente anche Inga Steimane, editor in chief del  settimanale Kulturas Forum, e qualche redattore della rivista Studia.  Assenti in gran numero perfino gli artisti lettoni esposti nella  Artefiera 1995, anche per suo merito. Assenti le rappresentanze delle  Istituzioni italiane insediate a Riga e del Latvia Museum of Foreign Art  nel quale difficilmente tornerà in esposizione come star “straniera”  protagonista.<br />
IL COMMENTO – L’esposizione è risultata griffata dall’autarchia per  quanto riguarda la organizzazione, la promozione, la sponsorizzazione,  la “esegesi” e la masmediatizzazione sia web sia cartacea, non  supportata da un catalogo o una brochure, allestita in una galleria  d’arte gregaria, poco ambita come spazio espositivo dalle “firme”  artistiche lettoni, imparagonabile (per es.) alle gallerie Rigas,  Daugava, Bastejs: ognuna diversamente leader e diversamente attiva sia  in patria sia all&#8217;estero. Risultando anche connotata come una  rimpatriata organizzata dall’artista, per curricularsi protagonista di  un evento espositivo personale nella città natia. Una Timofeeva in  difficoltà per quanto riguarda la organizzazione di expo personali in  Italia e altrove (nessuna personale allestita durante gli anni  2006-2009), perché priva di mentori influenti e di promoter  adeguatamente relazionati, detentori di potere organizzativo e dotati di  supporters personali.<br />
Sconveniente ogni esame comparativo dell’esposizione nella Tifana  Gallery con le tre esposizioni precedenti allestite dalla stessa  pittrice a Riga in altre location, a cominciare dalla prima  (memorabile!) datata 1996 nello spazio della Rigas Vini,  iper-massmediatizzata in più lingue (italiana, lettone e russa), che fu  inaugurata da Umberto Pestalozzi Ambasciatore d’Italia in Lettonia,  presente Indulis Zarins, storico e prestigioso rettore dell’Accademia di  Belle Arti, con al seguito alcuni docenti subalterni, e un folto gruppo  di italiani appositamente giunti con un volo charter Rimini-Riga,  durante il quale Emanuele Viscuso improvvisò a 11.000 metri di  altitudine l’esposizione di alcune sue mini sculture in legno in viaggio  per essere esposte a Riga.<br />
IL GIUDIZIO – Una esposizione personale spadrinata e spresidentata  (anche disassesorata), allestita, dove e come è stato possibile, per  interrompere un prolungato periodo di astinenza espositiva, destinata a  suscitare una flebile eco massmediatica in ogni lingua. Una performance  approvata in primis (e soltanto) dall’amicalità indulgente di conoscenze  d’ambo i sessi in tutt’altre faccende egotiche affaccendate, sia in  Lettonia sia in Italia. Hortus conclusus (… giardino chiuso tu sei,  sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata), di un creativa  polimorfa lettone italiana, sedicente “ibrida”, self-promoter in  trasferta nel loco natio. Un esperimento eseguito prospettandosi  l’eventuale ritorno nell’alveo esistenziale originario dove scorrono e  continueranno a scorrere le sue affettuosità parentelali,  benefit  provvidenziali e previdenziali, nel momento in cui dovesse decidere di  trascorrere in compagnia badante e rassicurante il tempo residuo della  sua esistenza: dovesse rivelarsi disagevole continuare a festeggiare in  Italia genetliaci antaizzati tra conoscenti trovati e smarriti, di puro  servizio contingente, in gran numero convenzionali o provvisori. (dal  Blog: <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;ad939&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/" target="_blank"><span>http://www.lampisterie.ilc</span>annocchiale.it</a>)</p>
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		<title>CAVE LOLITAM !!! à la guerre comme à la guerre</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 18:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossiroiss</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[Considero  calunniosa o ingiuriosa (conseguentemente reato) una notizia  postata in: http://kengaragsit.blogspot.com/2010/04/lolita-timofeeva-ha-vinto-la-causa.html, perchè imprecisa e ambiguante così  intitolata: L’ARTISTA LETTONE LOLITA TIMOFEEVA HA VINTO LA CAUSA CONTRO EDIZIONI   QUATTROVENTI DI URBINO &#8211; 12 mila euro è costato alla casa editrice “lo   scherzo” architettato da Enzo Rossi Roiss, il danno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Considero  calunniosa o ingiuriosa (conseguentemente reato) una notizia  postata in:</span><a href="http://kengaragsit.blogspot.com/2010/04/lolita-timofeeva-ha-vinto-la-causa.html"> http://kengaragsit.blogspot.com/2010/04/lolita-timofeeva-ha-vinto-la-causa.html</a><span style="font-size: medium;">, perchè imprecisa e ambiguante così  intitolata: L’ARTISTA LETTONE LOLITA TIMOFEEVA HA VINTO LA CAUSA CONTRO EDIZIONI   QUATTROVENTI DI URBINO &#8211; 12 mila euro è costato alla casa editrice “lo   scherzo” architettato da Enzo Rossi Roiss, il danno poteva essere minore   se la casa editrice, palesemente rea, avesse proposto una transazione   evitando così la causa.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></p>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"> NESSUN RISARCIMENTO PERSONALE SARA&#8217; PAGATO A LOLITA TIMOFEEVA DALLE   EDIZIONI QUATTROVENTI DI URBINO PER IL &#8220;MONDO LETTONE MADE IN ITALY&#8221;   SCRITTO DA ENZO ROSSI-ROISS: è il titolo di un testo leggibile in uno   dei miei blog (<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this),   &quot;615a19f32e0e012ec03b23f39e4a3e3f&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/" target="_blank">http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/</a>)<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Ho conosciuto Lolita Timofeeva nel marzo 1993 a Bologna curriculata   dallo zero: zero esposizioni &#8211; zero dipinti meritevoli di attenzioni   esegetiche &#8211; zero bibliografia &#8211; zero eco massmediatica, sia cartacea   che web &#8211; zero relazioni col mondo dell’arte &#8211; zero notorietà e   redditività artistica. Da questa condizione di zero è pervenuta in mia   compagnia (ruolato Commissario e critico presentatore nel catalogo   ufficiale) alla esposizione nella Biennale d’Arte 1997 a Venezia e alla   ricca bibliografia giornalistica ed esegetica ante e post Biennale &#8211;    elencata nel suo sito web senza il mio nome, ma da me fatta produrre e   prodotta (anche) variamente firmata &#8211; sia col mio nome di scrittore che   con eteronomi italiani e stranieri – oltre agli annessi e connessi   indotti e collateralizzati  dal mio capitale personale di conoscenza e   conoscenze.</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"><img class="alignnone size-large wp-image-249" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="foto personali 147" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/foto-personali-147-1024x799.jpg" alt="foto personali 147" width="638" height="496" /><br />
</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">I giudici di un Tribunale hanno emesso una sentenza di primo grado   “impugnabile”.<br />
- La Timofeeva potrà dichiarare di aver vinto la causa soltanto dopo che   una sentenza definitiva l&#8217;avrà documentata &#8220;vinta&#8221; ,eventualmente,  alla  fine dei giudizi successivi.<br />
- Lo &#8220;scherzo&#8221; non è ancora costato allcunchè alle Edizioni QuattrVenti   di Urbino, perchè costerà quanto sarà  precisato nel dispositivo della   sentenza definitiva.<br />
- E&#8217; stata respinta, perchè considerata estorsiva e infondata, la   transazione proposta dall&#8217;avvocato della Timofeeva (voce leguleia   karaokizzante accompagnata da sonorità concertate da altro avvocato   dotato di competenza specifica per la gestione della disputa legale   intrapresa).<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Tant’altro di ciò che ho scritto si può apprendere da Google cliccando:<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this),   &quot;615a19f32e0e012ec03b23f39e4a3e3f&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.italo-baltica.it/wordpress/lolita-timofeeva-2.html" target="_blank">http://www.italo-baltica.it/wordpress/lolita-timofeeva-2.html</a><br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this),   &quot;615a19f32e0e012ec03b23f39e4a3e3f&quot;, event)" rel="nofollow" href="../" target="_blank">http://www.rossiroiss.it/blog/</a><br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this),   &quot;615a19f32e0e012ec03b23f39e4a3e3f&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://immobilmente.blogspot.com/2008/11/bologna-case-agli-amici-degli-amici.html" target="_blank">http://immobilmente.blogspot.com/2008/11/bologna-case-agli-amici-degli-amici.html</a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
DICHIARAZIONE &#8211; Le Edizioni QuattroVenti di Urbino hanno respinto ogni   proposta di transazione &#8220;avanzata&#8221; dalla Timofeeva per incassare   qualcosa dei cosiddetti &#8220;pochi-maledetti-ma subito&#8221;, perchè sono state   garantite con apposita fideiussione bancaria che il costo della lite   giudiziaria sarebbe stato pagato interamente da me in caso di sentenza   sfavorevole definitiva.</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"><img class="aligncenter size-full wp-image-222" title="foto personali 057" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/foto-personali-057.jpg" alt="foto personali 057" width="662" height="829" /></span></div>
<div style="text-align: left;">
<p>Ultima “esibizione“ di Lolita Timofeeva in Artefiera nel 1999, seduta tra Giorgio Celli presentatore e Enzo Rossi-Ròiss, ideatore, organizzatore, promotore e sponsor della performance espositiva ed editoriale. Del libro d’artista “presentato“ furono prodotti soltanto pochissimi esemplari (meno di 5) poichè i ricavi presunti furono valutati e giudicati insufficienti per il conseguimento di un bilancio finale in pareggio con i costi di produzione e promozione.</p></div></p>
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		<title>L&#8217;AFFAIRE MARESCALCHI</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 15:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;"></span></div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-210" title="lettonia 3 031" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/lettonia-3-031-877x1024.jpg" alt="lettonia 3 031" width="800" height="558" /><img class="aligncenter size-full wp-image-207" title="lettonia 3 032" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/lettonia-3-032.jpg" alt="lettonia 3 032" width="800" height="558" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-208" title="lettonia 3 033" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/lettonia-3-033.jpg" alt="lettonia 3 033" width="800" height="558" /><img src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/lettonia-3-030.jpg" border="0" alt="lettonia 3 030.jpg" width="800" height="558" /></p>
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		<title>LA PITTRICE LOLITA TIMOFEEVA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HA PAURA DI GOOGLE COME I CINESI

Lolita Timofeeva ha paura di Google come i cinesi: lo esplora e scandaglia ogni giorno in cerca dei link che la riguardano come pittrice lettone italiana russofona, sempre meno esposta e celebrata dal cosiddetto „sistema dell’arte“ (gallerie, fiere, locations museali, case d’asta, editoria e magazine settoriali). Pronta full-time a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><font size="3" face="Verdana">HA PAURA DI GOOGLE COME I CINESI</font></b></p>
</p>
<p><font size="3" face="Verdana">Lolita Timofeeva ha paura di Google come i cinesi: lo esplora e scandaglia ogni giorno in cerca dei link che la riguardano come pittrice lettone italiana russofona, sempre meno esposta e celebrata dal cosiddetto „sistema dell’arte“ (gallerie, fiere, locations museali, case d’asta, editoria e magazine settoriali). Pronta full-time a scrivere lettere per intimare a Aruba SPA, Word Press, Facebook et similia la rimozione di ciò che disapprova, perchè le risulta disagiografico e disagiante. Particolarmente e specificatamente (anche esclusivamente!) ciò che risulta webizzato da me, Enzo Rossi-Roiss: il suo ex proto-esegeta e proto-promotor multiruolato in tutt’altra promozione (poi) affaccendatomi.      <br />Non ha ancora indirizzato alcuna mail a Eric Schmid, chief executive di Google domiciliato negli USA, ma lo farà appena considererà opportuno (necessario) fare ciò: sponte sua,&#160; oppure consigliata dall’avvocato Lavinia Savini che l’assiste per quanto riguarda la tutela del suo „buon nome“ con copyright.       <br />Io, però, non sono scrittore facile da intimidire, nè blogger disponibile ad autocensurarmi come opinionista critico, in dimestichezza col giornalismo legittimato dalla legislazione che tutela la libertà di espressione del pensiero personale e la notiziazione con commento e illustrazioni di fatti e accadimenti incontrovertibili.       <br />Rebus sic stantibus, perciò, la Timofeeva prenda atto che si autodanneggia, persistendo nella scrittura di mail finalizzate a ottenere la rimozione di ciò che scrivo e illustro in websiti e blog, per notiziarla come ex star di performance espositive „clamorose“, artista eclettica in età antaizzata poco massmediatizzata, creatrice di opere connotate dal nomadismo sia formale sia contenutistico, con sempre meno esposizioni „clamorose“&#160; curriculabili a cominciare dal 2005: docet il webizzato nel suo sito personale&#160; www.lolitatimofeeva.it       <br />(già postato nel Blog www.lampisterie.ilcannocchiale.it e come NOTA in Facebook)</font></p>
<p><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/lettonia3027.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="lettonia 3 027" border="0" alt="lettonia 3 027" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/lettonia3027_thumb.jpg" width="679" height="446" /></a></p>
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		<title>DELLA &quot;PRIAPEIDE VETROSA&quot; DI ILZE JAUNBERGA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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		<description><![CDATA[     
REALIZZATA A MURANO PER LA BERENGO COLLECTION        EVENTO DI &#34;CARNASCIAL ART ESCA 2010&#34; A VENEZIA 
Molti dei visitatori Della expo “Priapeide Vetrosa”, allestita nella sede della Berengo Collection a Venezia (San Marco 412/413), in concomitanza col Carnevale 2010 e col patrocinio della Compagnia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24701.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2470[1]" border="0" alt="IMG_2470[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24701_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24721.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2472[1]" border="0" alt="IMG_2472[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24721_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24741.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2474[1]" border="0" alt="IMG_2474[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24741_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24761.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2476[1]" border="0" alt="IMG_2476[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24761_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24771.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2477[1]" border="0" alt="IMG_2477[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24771_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24351.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2435[1]" border="0" alt="IMG_2435[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24351_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24401.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2440[1]" border="0" alt="IMG_2440[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24401_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24471.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2447[1]" border="0" alt="IMG_2447[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24471_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24541.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2454[1]" border="0" alt="IMG_2454[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24541_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a> <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24501.jpg"><img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="IMG_2450[1]" border="0" alt="IMG_2450[1]" src="http://www.rossiroiss.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_24501_thumb.jpg" width="244" height="184" /></a></p>
<p><font size="3"><strong>REALIZZATA A MURANO PER LA BERENGO COLLECTION        <br />EVENTO DI &quot;CARNASCIAL ART ESCA 2010&quot; A VENEZIA</strong> </font></p>
<p><font size="3">Molti dei visitatori Della expo “Priapeide Vetrosa”, allestita nella sede della Berengo Collection a Venezia (San Marco 412/413), in concomitanza col Carnevale 2010 e col patrocinio della Compagnia De Calza “I Antichi”, coglieranno l’occasione per improvvisarsi poeti priapei, oppure per dissertare intorno alla carica simbolica del flauto diritto o dolce che da sempre simbolizza il fallo nell’immaginario erotico: particolarmente quando risulta suonato da flautiste che rammemorano i tempi antichi romani, durante i quali suonare con arte il flauto ha sottinteso praticare con arte la fellatio come le “ambubaie” siriane, rappresentando una categoria di prostitute signorili e ballerine raffinate (docet Petronio col suo Satyricon: Quid enim, inquit, ambubaia non me misit?). Tanto che nell’odierno dialetto romanesco, l’espressione “suona stò ciufolo” sta a designare la medesima pratica erotica, poiché il “ciufolo” da suonare è il “ciufolo a pelle”, ovvero il membro maschile. Derivando i risvolti erotici del flauto anche dalla pratica e dall’insegnamento dello strumento, con l’implicazione dello studio della cavità orale e dell’esercizio della lingua ( i così detti “colpi di lingua”), con tutto ciò che ne consegue nell’immaginario erotico maschile…soprattutto.      <br />I più eruditi improvviseranno dialoghi licenziosi, del genere fescennino antico, con riferimenti alla “Dionisie”, le feste annuali celebrate nell’antica Grecia in onore di Dioniso (dio del vino) e di Hybris (l’ebbrezza smisurata): feste durante le quali, in città come in campagna, si formavano lunghi cortei, detti “Falloforie”, all&#8217;interno dei quali ogni famiglia brandiva un fallo e mo&#8217; di cero, scambiando motteggi osceni rituali e cantando canzoni falliche e inni licenziosi. Tra le più famose le feste della città dorica di Sicione. Del testo di una canzone è noto questo frammento: “Ritiratevi, fate posto / al dio! Perché egli vuole / enorme, retto, turgido, / procedere nel mezzo”.       <br />Sapendo che ad Atene, le principali feste di Dionisio erano le “Lenee”, nel mese di Gamelione (dicembre-gennaio) e le grandi Dionisie nel mese di Elafebolione (febbraio-marzo). E che in ciascuna di queste occasioni, nei tre giorni successivi alla cerimonia si svolgevano rappresentazioni drammatiche.       <br />Aristofane, negli “Acarnesi”, teatralizza Diceopoli che va alle Dionisie con la moglie, la figlia in qualità di canefora (portatrice sul capo di un canestro con gli strumenti del sacrificio) e due schiavi che portano il fallo. “Xantia, voi due dovete tenere il fallo ritto dietro la canefora: io seguirò cantando l&#8217;inno fallico&#8230;Avanti”, dice Deceopoli. (Negli scritti di Aristofane il fallo è nomato cece, chicco d&#8217;orzo, chiodo, toro).       <br />Ai visitatori giapponesi, le scarpe in vetro di Murano, creazioni di Ilze Jaunberga calzate da piedi fallomorfi di cristallo trasparente, rammemoreranno le Falloforie di Komaki a sud di Tokio dove hanno nome “Hounen Maturi”, celebrate il 15 marzo di ogni anno: con sciamannati d’ambo i sessi euforizzati dal sakè, nel ruolo di portatori di sculture legnose fallomorfe (ex-voto) di ogni peso e dimensione (3 quintali la più pesante, ricavata da un tronco di cedro), all’antico santuario di Tagata. (</font><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eXh3UUwn1_I&amp;feature=fvw)"><font size="3">http://www.youtube.com/watch?v=eXh3UUwn1_I&amp;feature=fvw)</font></a>     <br /><font size="3">Ai conoscitori informati di ciò che si può creare modellando artisticamente la materia vetrosa, infine (finalmente!), e ai collezionisti di sculture in vetro che non raffigurano, diversamente dimensionato e colorato, il solito abbraccio frontale di amanti in piedi e la stereotipia varia decorativa, modellata per clienti turisti massificati, “Priapeide Vetrosa” risulterà meritevole di essere esaminata cominciando con l’accertamento delle dimensioni dell’area metaforica nelle quale fare esplodere la carica simbolica delle opere che la costituiscono.      <br />Approcciando, così, ognuna delle sculture dell’artista lettone come oggetto materiale scultoreo dotato di pertinenze estetiche, degno di essere esaminato da estetologi più che da pseudo e simil esegeti maldicenti.       <br />Perché di “Priapeide Vetrosa” si parli e si scriva con cognizione di causa…come suol dirsi!</font></p>
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		<title>DI CARLA LEONELLI VULVOICONOLOGA</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 19:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enzo Rossi-Ròiss]]></category>

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Ne ha modellate abbastanza. Possono essere collettivizzate singolarmente oppure esposte in toto come calchi memoriali e memorabili. Ognuna uguale a se stessa e diversa da ogni altra. Dischiuse, aperte, spalancate. Con inclusioni materiche “autre” sopra, dentro, fuori, attraverso.      Possono essere installate sulle pareti di una galleria d’arte una accanto [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.vulvario.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/immagine0031.jpg"><img title="immagine-0031" style="border-top-width: 0px; display: inline; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="273" alt="immagine-0031" src="http://www.vulvario.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/immagine0031_thumb.jpg" width="270" border="0" /></a> <a href="http://www.vulvario.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lettonia3023.jpg"><img title="lettonia 3 023" style="border-top-width: 0px; display: inline; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="274" alt="lettonia 3 023" src="http://www.vulvario.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lettonia3023_thumb.jpg" width="254" border="0" /></a></p>
<p><font face="Verdana" size="3">Ne ha modellate abbastanza. Possono essere collettivizzate singolarmente oppure esposte in toto come calchi memoriali e memorabili. Ognuna uguale a se stessa e diversa da ogni altra. Dischiuse, aperte, spalancate. Con inclusioni materiche “autre” sopra, dentro, fuori, attraverso.      <br />Possono essere installate sulle pareti di una galleria d’arte una accanto all’altra, oppure di seguito come fotogrammi di una pellicola cinematografica.       <br />Nel momento in cui sono stato invitato a visionarle, mi è stato detto subito che dovevo prenderle in considerazione come opere d’arte plastica modellate da mani di donna. Per impedirmi di supporre come Artefice un uomo e di pensarlo emulo di Giacomo Casanova, collezionista d’innamoramenti e rapporti intimi subitanei con ciò che distingue la donna dall’uomo inequivocabilmente.       <br />Non sono tavolette assiro-babilonesi, illustrazioni millenarie per poemi erotici mesopotamici, ma due versi del “Gilgamesh” li ho immediatamente ricordati appena le ho viste nella casa atelier della loro creatrice la bolognese Carla Leonelli. Li trascrivo “pour les amateurs”: Oh mio Ishullanu fammi godere della tua virilità,&#160; /&#160; stendi la tua mano, portala alla mia vulva.       <br />Perché di vulve si tratta, in alto e basso rilievo su tavolette d’argilla. Una collezione di vulve della quali Apollinaire redivivo distinguerebbe i più sottili viticci del vello e li canterebbe, decantandoli come quelli di Madeleine, presenti come rilievi e graffiti.       <br />Si tratta di vulve che nelle narrazioni del cinese Li Yu (1611 &#8211; 1680) sono grotte nelle quali è possibile praticare il gioco del vento e della luna per procurare l’indicibile piacere della nuvola che scoppia.       <br />Si tratta di aperture attraverso le quali l’uomo può introdursi nei castelli della goduria panica che non fa incanutire prematuramente e dove è consentito ringiovanire durante più anni della propria vita.       <br />“Ci si perde, ci s’inabissa, ci si annienta nell’esaminare una vulva quando è graziosa, si vorrebbe non essere altro che un fallo per poter farsi inghiottire”, ha scritto Henry Miller.       <br />Si tratta di avvallamenti coperti da rada erbetta o fitti cespugli.       <br />Si tratta di labbra per il suono di strumenti ancialati.       <br />Si tratta di solchi tracciati tra cosce nei quali possiamo seminarci e germogliare.       <br />Si tratta di crateri che possiamo fare eruttare.       <br />Si tratta di panieri donneschi nei quali l’uomo può radunare tutta la sua mascolinità.</font></p>
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