Enzo Rossi-Roiss

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AD MAJOREM WOLFANGO GLORIAM FELSINEA

Ad majorem Wolfango gloriam felsinea di un dipintore cognomato Peretti Poggi, today novantenne nato nel 1926, che si è “artisticato” iconizzando nature morte maxidimensionate con tant’altro riprodotto dettagliatamente, autostimandosi meritevole di essere storicizzato col solo nome di battesimo Wolfango: come Michelangelo, Leonardo e Raffaello. Non disdegnando eteronomizzarsi Golpe, Wolf, Anonimo Bolognese, Lupambolo, Golpetto, Vulpes: nel ruolo di illustratore per lettori di narrazioni diverse dalle joyciane, coniugato Pozzati cognato di Concetto nato nel 1935. In dimestichezza con Gulliver più che con Gargantua e Pantagruele. Di-pintore riccominoaccreditato dal 1986, refrattario a ogni umore digressionante sterniano leggendo e rileggendo il Tristram Shandy. Mai esaminato e comparato esegeticamente a di-pintori non disagiati dalla conoscenza del sapere verbo-visivo-teatrale patafisico e degli esercizi scrittòrii targati OuLiPo.

(Parole scritte e webizzate nell’anno 2016 bisesto comprensivo di una Pasqua “marzotica”).

Published by rossiroiss, on aprile 29th, 2016 at 10:52 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

SESSO VIRTUALE VIDEOSKYPEATO NEL WEB CON ESTORSIONE E TRUFFA CHATTATE REALI

«Lei si spoglia, poi mi dice: io distruggerò la tua vita». Facebook, sesso e truffe

Donne disinibite che adottano sempre la stessa tecnica: trovare un uomo disposto a spogliarsi di fronte ad una web-cam e registrare il tutto
di Gabriele Camelo (con la collaborazione di Antonio Crispino)

http://www.corriere.it/inchieste/lei-si-spoglia-poi-mi-dice-io-distruggero-tua-vita-facebook-sesso-truffe/aa4b97bc-69e8-11e4-96be-d4ee9121ff4d.shtml

Sesso e truffe su Facebook, ecco come difendersi
Diario notturno di un tentativo di estorsione in bitcoin preso “con filosofia”
http://www.chefuturo.it/2016/02/difendersi-da-sesso-truffa-online/

LA POLIZIA POSTALE CONSIGLIA COSA FARE AI MALCAPITATI RICEVENDOLI SBRIGATIVAMENTE NELLO SPAZIO DI UN CORRIDOIO, ANZICHE’ DI UN UFFICIO
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ANNOTAZIONE

Un feisbukato ha deciso di assecondare il contatto di una neofeisbukata – nomata Marina Clair (alias Rose Marie Jardim) – per sperimentarlo intenzionato a contrastare e divulgare nel web, poi, ogni richiesta estorsiva. Anche con una narrazione della quale trascrivo qui di seguito l’explicit.

Ti ho vista completamente nuda e ipertatuata, mi hai esibita la tua vagina depilata e i tuoi seni iperdimensionati, mi hai sorriso titillandoti il clitoride, quasi certamente videata e non live. Io ti ho fatto vedere live il mio cazzo, dopo numerose tue richieste, impugnandolo in modo da farti valutare la sua consistenza (o dimensione). Dimentichiamo tutto ciò. Ho manipolato il mio cazzo per dimensionarlo tanto da fartelo apprezzare. L’ho manipolato, però, pensando alla goduriosità di una vulva già goduta e fatta godere da me più volte: non l’ho manipolato e dimensionato eccitato dalle tue nudità tatuate in azione videoskypeate da una webcam: eccitato dalla tua fisicità iperdimensionata soltanto per quanto riguarda il seno siliconato e non le misure relative alla lunghezza delle gambe e delle braccia e del corpo in posizione verticale.

ANNOTAZIONE SUPPLEMENTARE
La nomata Marina Clair (alias Rose Marie Jardim) si è auto-sfeibuskata, consapevole di essere stata smascherata e sottoposta a indagini per la sua identificazione anagrafica.

IL SUO ULTIMO MESSAGGIO SKYPECHATTATO

Voglio solo di pagare me una somma di denaro e questo denaro sarà utilizzato per prendersi cura di mia sorella perite 18 anni che soffre di cancro, anche se non è possibile pagare nel 1500 di quanto hai di aiutarmi a guardare dopo la mia sorella.

Published by rossiroiss, on aprile 19th, 2016 at 9:06 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

DEL POTENZIAMENTO E SOVRADIMENSIONAMENTO DESTINATO AL DEPOTENZIAMENTO E AL… RIDIMENZIONAMENTO

Più volte ho conferito alla mia passione amorosa una realtà che in breve tempo è divenuta superiore e incontrovertibile: al di là di ogni ambizione iniziale e desiderio costante di rapporti sessuali.
Più volte mi sono incaricato subito di bruciare tutta le legna in mio possesso, per produrre calore ininterrottamente.
Fino a che la passione amorosa non ha assunto le caratteristiche di una passione a tre, con la mia scrittura poetica che è divenuta la pietra di paragone dell’autenticità della passione stessa: assumendo un ruolo tutt’altro che artificiale, sempre più invasivo e preponderante.
Tutto ha avuto il suo principio ogni volta, perciò, nel momento in cui il mio fervore creativo ha cominciato a coincidere con un nuovo fervore sentimentale che ho considerato senza precedenti.
Con la mia scrittura poetica, però, ho potenziato e sovradimensionato ogni volta la donna oggetto del mio desiderio collocandola in uno spazio eccessivo per le reali dimensioni delle sue virtù amatorie e dei suoi sentimenti. Uno spazio più ridotto l’avrebbe contenuta, comunque, con ciò che costituiva l’insieme delle emozioni prodotte e consumate durante ogni nostro incontro ravvicinato.
Fino a che, dopo aver tanto scritto e in parte pubblicato per “cantare” le stupefazioni e “sublimare” le delusioni del rapporto, non ho deciso ogni volta di rinunciare a bruciare altra legna per scaldare una passione amorosa che cominciava a risultarmi mal corrisposta.
Iniziando a depotenziare e ridimensionare le “qualità” della donna oggetto del mio desiderio, dopo aver rammemorato una mia “lampisteria” d’antan che merita di essere memorizzata: Durante l’azione di depotenziamento e ridimensionamento di ciò che abbiamo potenziato e sovradimensionato è consigliabile sostenersi sperimentando intollerabilità e degrado progressivo del rapporto, in modo tale da non alimentare rammarichi e rimpianti successivi.

Published by rossiroiss, on aprile 10th, 2016 at 1:09 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

DELLA PITTRICE FICOFORA NON ANCORA ANTAIZZATA

Durante ogni festa in case private, la pittrice ficofora in età non ancora antaizzata, è presenza e arredo sexy, più che presenza e arredo artistico: sollecita convenzionalità e banalità, stimola curiosità che non hanno niente a che fare con la sua creatività. Ai suoi nuovi interlocutori non interessa la sua interiorità, ma la sua sessualità. Il desiderio di approfondire la sua intelligenza è fagocitato dal desiderio d’introdurre il fallo nella sua vagina e di abbracciarla nuda per coniugare in latino i verbi pedicare e inrumare. L’approssimazione e la superficialità connotano ogni discorso relativo ai suoi dipinti.

Se la pittrice ficofora esibisce i cataloghi che illustrano le sue esposizioni, molti uomini li sfogliano come album di figurine: ignorando i testi e guardando frettolosamente le immagini. Tutti le spalancano soltanto le porte del proprio immaginario erotico: ogni altro accesso alla privacy personale gliel’ostacolano, prudentemente, rinviando confidenze ulteriori all’incontro successivo. Dopo ogni festa in case private, ogni nuovo conosciuto cita la pittrice ficofora come suscitatrice di desideri sessuali, più che come artista meritevole di attenzioni e considerazioni. E’ ficofora e nient’altro che ficofora la giovane artista piacente che si propone alle attenzioni di collezionisti, critici d’arte, galleristi e amatori varii, abbigliata da aderenze totali o parziali che scolpiscono o evidenziano le sue rotondità naturali e artificiali.
Mi è stato raccontato di una giovane pittrice, potenziata e sovradimenzionata in primis da un uomo col quale ha realizzato un rapporto di coppia artistica e sessuale, totale e totalizzante, destinato a rivelarsi ineguagliabile. Da ogni altro uomo, la stessa pittrice, sarà occasionalmente potenziata e sovradimensionata soltanto come ficofora, con l’intenzione malcelata di realizzare, prima o poi, un rapporto ficale. Desterà interesse e sarà ambita, perciò, soltanto come ficofora: fino a che non risulterà indiscutibilmente antaizzata. L’essere anche artista sarà sempre più un optional, che la distinguerà da altre ficofore e giustificherà il pagamento di alcuni “costi” aggiunti, per certi suoi “consumi” voluttuari alla Osteria del Gambero Rosso.
In rapporto di coppia “totale” con l’uomo autore del suo potenziamento e sovradimensionamento artistico primigenio, in ogni luogo e circostanza, tale pittrice ha condiviso conversari dotti e conoscenze intellettuali divenute, poi, con profitto, relazioni sue personali. In rapporto di coppia con ogni altro uomo, in ogni luogo e circostanza, è destinata a condividere soltanto conversari effimeri vulgati, vivande saporose e liete libagioni abbondanti, con qualche scopata conclusiva doverosa, frettolosa, strategica, finalizzata, o semplicemente riconoscente.
Tutto ciò mi è stato detto da tanti ammiratori di pittrici in età non ancora antaizzata, ficofore full-time, velleitarie talentate quanto può bastare. Mi è stato detto da uomini di ogni età, refrattari all’artisticità, chaperons vacanzieri cicisbei e ufficiali pagatori pinocchieschi di consumi all’Osteria del Gambero Rosso. Dicendomi, nella stessa occasione, del sotterramento con poco profitto di zecchini d’oro nel Campo dei Miracoli, mirato a fare allargare le gambe a pittrici ficofore: interessate a darsi redditività e visibilità artistica con opportune relazioni pubbliche e private (anche clandestine eventualmente!) a prescindere dalla redditività intellettuale del partner di turno.

Published by rossiroiss, on aprile 9th, 2016 at 11:32 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

DI UNA INDAGINE PATAFISICA RELATIVA A QUATTRO EPISTOLE INEDITE SCRITTE DA GABRIELE D’ANNUNZIO

(trafugate nel centocinquantenario della sua nascita)


* Cara M. perdonatemi se vi do un fastidio in questi giorni che sono per voi pieni di [...]. Avrei voluto vedervi e parlarvi, ma, temendo di essere inopportuno, ho poi rinunciato; e vi scrivo. Vi rammentate i bei giorni? La primavera non può risorgere e ricominciare a vivere senza la vostra benevolenza. Datemi un rigo, il vostro nome. Abbiate la bontà di rispondermi una parola. Sarà sempre un dono, una specie di talismano. Io spero che non mi negherete quel che vi chiedo. Addio. Vi stringo la mano con reverenza affettuosissima. Vostro Gabriele d’Annunzio * Cara M. ieri non osai venire a casa Sua temendo di recarLe disturbo. Attesi fino alle prime ore del pomeriggio un Suo cenno. Poi, la sera, un amico mi disse di Ella desiderava di vedermi. E il mio rammarico fu grande. So che fui cercato, ed ero fuori della città. Verrò tra le undici e mezzogiorno. E spero ch’Ella potrà ricevermi per qualche minuto. Vorrei stamani mandarLe tutti i fiori della primavera. Il Suo devoto e sempre fedele Gabriele d’Annunzio – 11 aprile 1901 * Cara M. Non dimenticherò mai l’ora piena che ho passato al Suo fianco. L’abbraccio anche una volta con la più profonda tenerezza. Gabriele d’Annunzio * Gentilissima amica Le scrivo con grande furia. La prego caldissimamente di mandare una sua cosa come meglio piacerà. Posso contarci? Io Le sarei gratitissimo. Le scriverò più a lungo appena sarò a Roma. Con affettuoso rispetto Suo dev.mo G. d’Annunzio – Villa del Fuoco 18 Novembre


Trattasi di quattro lettere inedite scritte dal Vate, delle quali cercasi gli originali trafugati con altri documenti in borsa di cuoio color marrone, modello diplomatico, da una mano lesta e ignota che ha operato, mediante effrazione, all’interno di un’auto parcheggiata nell’abitato di Costermano in provincia di Verona. Il proprietario di tali epistole si è recato a Costermano per svolgere indagini archivistiche e sopralluoghi mirati, intenzionato a identificare la destinataria e documentare con testimonianze il suo insediamento nel territorio gardesano: supponendole indirizzate a una aristocratica veneziana con residenza estiva avita edificata alle pendici del Monte Baldo, ben relazionata con le Istituzioni Comunali costermanesi, divenuta poi nell’agosto 1912 madre di una bambina nomata Pia. Una bambina alla quale fu donato un album (formato cm.11,5×18,5, collezionato da un amatore) nel quale parenti e amici scrissero lodi e laudi con auspici e raccomandazioni, illustrato manu proprio da conoscenti creativi coevi (veneziani e foresti), dei quali considero opportuno trascrivere qui di seguito alcuni nomi e cognomi leggibili in calce a disegni e acquerelli: Rosa Donà, L. Fontana, Rita Colonnello, Ginevra Magnifichi, Adolfo Bianchi, Anna Olivieri (datati: maggio 1913 – maggio 1916). Oltre alle quattro lettere del D’Annunzio, è stato trafugato anche un dossier di documenti e appunti autografi di un parroco gardesano ottocentesco, relativi all’origine del toponimo Costermano, prescelto come iperluogo narrativo da Costanza Savini per l’ambientazione del romanzo Il lago in soffitta edito da Mursia nel 2007. Gli appunti inediti comprendono il brano che trascrivo qui di seguito: «La prima parte del nome deriva da Coster, appellativo olandese derivante dalla funzione di sacrestano del primo costermanese, aggiunto alla parola mano. Costermano, quindi, per significare per mano di Coster. Come per l’ipotesi formulata per spiegare il Coster olandese di Haarlem, precursore di Gutenberg nella invenzione della stampa, noto come Coster Laurens e anagrafato Laurens Janszoon Coster (o Laurens Jansz Koster, ca. 1370 – ca. 1440) nelle enciclopedie. Altra ipotesi è quella secondo la quale il nome Costermano sia stato costituito da Cost, che in inglese significa costo o spesa e ermanno divenuto nel tempo ermano». «I documenti personali della persona proprietaria delle lettere autografe dannunziane trafugate, supportano l’ipotesi che Costermansville, nella regione Bukavi dello Zaire, sia stata così nomata perché generata in Africa da (o per mano di) un costermanese». Una generosa ricompensa è disponibile per essere elargita patafisicamente a chi favorirà il recupero della borsa di cuoio col suo contenuto. (http://www.ilridotto.info/it/content/di-quattro-epistole-inedite-scritte-da-gabriele-d%E2%80%99annunzio)
Published by rossiroiss, on aprile 8th, 2016 at 11:53 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

DI UNA CENA ULTIMA & SILENZIOSA

Remo Brindisi ritrae Eno Rossi Ròiss

Lui fu invitato a cena da lei, che stabilì l’ora e il luogo: ore 20 nella sua casa. Alle ore 19 del giorno prefissato lei telefonò a lui per dire che l’appuntamento poteva essere anticipato, poiché aveva fame. Lui la raggiunse immediatamente, dopo averle detto: “Mi raccomando il cerimoniale e il look”.
Appena arrivato, lui disapprovò subito sia il cerimoniale che il look di lei che si giustificò dicendo: “Ti accolgo come uno di famiglia”.
Lui pensò: “Senza tante cerimonie e rispettosità o riguardi… però!”. Un angolo del tavolo gli risultò apparecchiato approssimativamente per la cosiddetta “bisogna”.
Lei gli servì un’abbondante razione di tagliatelle cotte e condite in fretta e furia, una doppia razione di tagliatelle in un unico piatto, con tutto il condimento sulla superficie da mescolare con una forchetta unica. Lui chiese un cucchiaio, gli fu data un’altra forchetta. Mescolando le tagliatelle con le due forchette, il piatto che le conteneva assunse ai suoi occhi le caratteristiche e la funzione di una terrina per gatti.
Lui mangiò tutte le tagliatelle. Lei ne mangiò una forchettata soltanto, prima di mangiare una porzione d’insalata di pollo, residuo di un pasto precedente. Anche a lui fu data da mangiare carne di pollo in insalata, dopo le tagliatelle. Pochissimo il pane a disposizione, e per di più raffermo.
Tutto ciò in religioso silenzio o mutismo condiviso, avendo per colonna sonora la musica leggera trasmessa da un apparecchio radio.
Niente frutta sul tavolo. Quando lui manifestò il desiderio di mangiare una mela, lei gliela servì con un coltello inadatto a sbucciarla.
Lei mangiò pochissimo, malgrado la fame comunicata telefonicamente. Bevve un’intera bottiglia di vino rosso, però. Lui disse che non voleva bere un caffè, quando gli fu chiesto se lo desiderava. Poi, cominciò a ispezionare il livello della piena d’intollerabilità della sua presenza in quella casa, deciso ad andar via nel momento in cui lo avrebbe considerato eccessivamente vicino alla linea rossa.
Allora, lei gli mise in mano il catalogo di una esposizione estiva d’arte collettiva, allestita con opere di “artisti stranieri in Italia” (senza gloria e senza infamia, sia l’esposizione che gli artisti), a cura di un critico d’arte della categoria “critico squillo”, disponibile a darsi visibilità e ruolo esegetico feriale “laudando”anche l’inlaudabile.
Lui sfogliò in silenzio il catalogo. Non disse a lei: “Sei straniera in Italia: ciò ti basterà vita-natural-durante per essere invitata a partecipare ogni volta con un’opera a esposizioni collettive organizzate una-tantum annualmente nel luogo natio, da organizzatori stanziali che prescindono dall’artisticità dei manu-dipinti o manu-modellati inviati dagli artisti partecipanti”.
Lei e lui si tennero compagnia silenziosi e seduti su sedie distanti, per il tempo di un’ora o poco più: un tempo che a lui risultò lungo più ore.
Il livello della linea d’intollerabilità della sua presenza nella casa di lei, raggiunse la linea rossa nel momento in cui lui disse “No”, rispondendo alla domanda “Vuoi vedere i disegni che ho preparato per il libro di un poeta amico mio?”, pronunciata da lei.
Non guardò i disegni proposti, per negarsi come interlocutore provvisto di conoscenza specifica, pensando: “Sono stato invitato a consumare una cena frugale, mediocremente costituita e servita da una donna interessata soltanto a ricevere attenzioni come creativa e opinioni pertinenti relative all’artisticità delle sue creazioni”.
Poi disse: “Il fuoco è spento nel tuo camino. Io non ho portato legna da ardere. Tu non ce l’hai. Fa freddo. Tu non hai niente da dare e meno ancora da dire. Ciò che ho da dire non lo dico, perché mi manca l’interlocutrice. Ciò che ho da dare, lo darò a qualcun’altra. Vado via!”.
E andò via, chiedendosi più volte, strada facendo: “In quali circostanze (come e perché) ci si connota portatori sani o portatrici sane di mediocrità?”.
Fu quella sera che lei uscì fuori dall’universo di lui e si avviò sul percorso esistenziale che l’avrebbe condotta là dove avrebbe completato la sua desertificazione sentimentale, destinandosi a essere connotata come persona la cui vita sarà ricordata perchè è stata una lei interamente legata per alcuni anni alla vita di un lui eccezionale, tanto da fallire successivamente ogni altro legame con altri lui facsimili.

Published by rossiroiss, on aprile 8th, 2016 at 9:11 am. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

MESSAGGIO VERSIFICATO


Il tempo breve trascorso insieme,
esseri felici e complici in tutto,

sarà una finestra sul passato:
ciò che siamo stati e non saremo più.

Ci penseremo esperienza irripetibile.
Della vita continueremo a percepire
ciò che non sappiamo né sapremo mai.


Published by rossiroiss, on aprile 3rd, 2016 at 7:23 pm. Filled under: Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati