Enzo Rossi-Roiss

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VULVAEPISTOLARIUM

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ADDENDA AL LIBRO “VULVAEPISTOLARIUM”

PUBBLICATO NELL’ANNO 2007

Iles Célèbes Geneve Ed.

(copyright Enzo Rossi-Ròiss)

Mia cara,
ho lanciato dadi iconovulvati in Campo San Maurizio a Venezia nei giorni del carnevale, per esiliarti nella memoria di ciò che ho desiderato vanamente e lungamente. E ho cominciato a essere silente e assente, come mai in precedenza, per constatare, ancora una volta, che c’è un ritorno nel buio alla fine di ogni innamoramento: perchè al lutto dei sensi si accompagna quello del discorso.
Poichè la mia jouissance erotica, però, incapace di alimentarsi in proprio, continua a essere una zona a rischio che postula la dipendenza da una vulvofora sana e goduriosa come propria condizione d’esistenza, è necessario che il desiderio di altra vulva sostituisca il desiderio della tua vulva. E necessario che io sia emozionato e stupito dagli sguardi e dai gesti di una vulvofora predisposta a  gratificarsi desiderando la mia compagnia e apprezzando i miei gesti e i miei sguardi. Prospettandomi  l’insorgenza di un rinnovato fervore sentimentale, suscitatore di un nuovo fervore creativo per la concertazione di parole poetate ad libitum come qui di seguito.

Ci sarò se tu mi desidererai.
poiché mi farai esistere col tuo desiderio.
Confonderò i miei confini con i tuoi,

per eliminare ogni barriera tra noi,
ogni volta che ti dirò: Abbracciami!

Mia cara,
non so quanto consapevolmente hai intrapreso il viaggio che ti ha condotta nell’immaginario erotico di un uomo ripetutamente ringiovanito dagli innamoramenti che ha suscitato e continua a suscitare e godere senza remore, presago che un giorno invecchierà di colpo e deciderà di scomparire per sottrarsi a ogni sguardo estraneo inopportuno e a ogni attenzione doverosa. Che non ti accada di scrivere, il giorno in cui dovessi smettere di essere oggetto del suo desiderio: “L’ho più desiderato che amato”. Ti accada, piuttosto, di dare inizio con quest’uomo a uno straordinario rapporto sentimentale e passionale, assumendo il ruolo di musa eccezionale, emblema del suo desiderio sessuale, vulvofora diletta e protetta. Fino a fargli scrivere: “La tua vulva è una prova dell’esistenza di Dio”. Disegna un nuovo profilo sentimentale di quest’uomo con le tue attenzioni e amorosità, sapendo che si è ruolato tuo partner desiderante, e che ti aspetta là dove gli sia consentito continuare a indagare nell’habitat del desiderio il legame tra corpo ed eros, vale a dire tra fisicità e immaginazione, a prescindere dall’età e dall’aspetto fisico di entrambi, col proposito di concretizzare una unità taoista (1+1=1). Scrivo ciò in attesa di notizie tue.

Mia cara,
un uomo della mia età (l’età di molti!) ha cominciato a pensare sia possibile dissodare il tuo podere incolto e seminarlo con perizia perchè il raccolto sia più abbondante, pensando anche di cuocere nel tuo forno caldo la sua carne senz’osso per gustarsela maggiormente e fartela gustare. Pensando ciò si è immaginato pestello nel tuo mortaio, battacchio nella tua campana, spinello nella tua botte e bevitore incontinente di ciò che contiene il tuo bicchiere, versando nella tua bocca di luccio un carico di zucchero gradito. Così che …di sostar possa a lungo dilettarsi nella tua valle ombrosa, ospite privilegiato nella tua rocca e cantore laurenziano di testi polistratificati linguisticamente bisemantici, ricchi di allusività erotico-sessuali.
Quest’uomo ti scriverà una vulvaepistola ogni volta che ti desidererà come fuga dal contingente verso l’ignoto, alternativa all’autoreclusione tra mura di cinta fortificate che proteggono ciò che gli è noto, poiché la sua necessità di un rapporto di coppia totale non è stato ancora soddisfatto da alcuna donna e , perciò, continua nel suo perturbante soliloquio amoroso: poiché l’amore totale per una donna, e per una sola donna, continua a essere al centro della sua meditazione poetica e letteraria. Intendendo l’amore come esperienza totale dei paradossi e dei limiti della condizione umana: una fuga nella irrealtà dell’innamoramento. Cordialmente.

Mia cara,
diletta Fiammetta più di quanto il nomen può significare, mi sei risultata sensuale appena ti ho incontrata in stazione. Il tuo corpo ha sfoggiato senza civetterie ai miei occhi un gioco attraente di forme. Tutti i puntini di sospensione di un tuo sms sono divenuti immediatamente parole comprensibili. E ho pensato: “Mi darebbe una soddisfazione sorprendente abbracciarla e baciarla, per percepire ogni sua vibrazione come riverbero di ogni mia carezza”. Perciò ti ho comparata, poi, conversando, a un violoncello: il più sinuoso tra gli strumenti ad arco, il più evocativo e immaginifico perché il più femmina. Perciò ho cominciato a ipotizzare di stabilire con la tua persona un rapporto intrigante e indefinibile, con l’intenzione di realizzare una sintonia speciale. Siccome il tuo corpo ha un anima è vorrò che mi racconti la sua storia, quando me lo godrò sarò violoncellista e ti stringerò a me con braccia e gambe, per ammansirti e domarti nei momenti in cui dovessi risultare riottosa alle mie carezze: usando l’immaginazione per cercare le tue zone erogene più sensibili, le più reattive ai miei toccamenti. Comunicami dove e quando incontrarci.

Mia cara,
sarai la mia Fiammetta diletta quando accarezzerò la tua vulva boccaccescamente a lungo senza fretta abbracciandoti poi stretta stretta per esorcizzare ogni tua diavoleria reietta e dare inizio a una dualità (1+1=1) taoista netta e perfetta nella tua o nella mia cameretta sonorizzati da una musichetta che non ti risulterà scritta per una operetta usa e getta, nutrendo una  mia unica intenzione diretta a farti divenire sinonimo di stupefazione sessuale prediletta fugando ogni pudicizia circospetta perché la nostra unione fisica e spirituale si concretizzi ristretta nel godimento del gioco del vento e della luna, per la produzione di ogni emozione condivisa e reciproca, refrattari o ogni liaisonetta senza eseguire alcuna piroetta, or che mi risulta esiliata e negletta ogni altra vulvofora precedente interdetta.

Mia Cara,
ti ho incontrata casualmente, dopo alcuni anni trascorsi in luoghi diversi e distanti che ci hanno scoraggiato a intraprendere il viaggio per incontrarci e ricordare gli ultimi abbracci nel medesimo paio di lenzuola. Anni trascorsi senza scambiarci alcuna comunicazione. “Considero ogni nostro incontro l’ultimo”. Te l’ho detto alla fine di ogni incontro, fino a chè un incontro è risultato “ultimo” come nelle mie previsioni. Decidi tu, perciò,  quando e dove incontrarci. Considererò “casuale” il nostro incontro, se non mi rivelerai che lo hai desiderato, decidendo quando come e dove: appena hai saputo che ho continuato ad abitare nello stesso luogo e nella stessa casa.

Mia Cara,
scrivo per comunicarti che sei stata oggetto di rimpianto a cominciare dal giorno successivo al nostro ultimo incontro, perchè sei l’unica donna da me incontrata e frequentata, ma non scopata. Una donna della quale non ho mai scritto, ma il cui ricordo fa muovere passi decisi e veloci senza inciampare al mio desiderio di rapporti sessuali straordinari,  ancora oggi dopo anni trascorsi senza averti incontrata, neanche una sola volta e casualmente, e senza aver chiesto tue notizie a nostri comuni conoscenti. Trascorrendo una esistenza nella quale tutto mi risulta legato, e nella quale gli effetti mi risultano sviluppati via via dalle cause, e dove perfino i rapporti che ho considerato effimeri e trascurabili, hanno avuto durata imprevista, non riuscendo a impedirmi di godere l’amore di e con altre donne.
Invio all’indirizzo che ho cercato e trovato via internet,  perché tu sappia che continuo a considerarti la ficofora ideale che ho scopato e mi ha fatto godere ogni volta che ho scopato e goduto, a prescindere dalla partner di turno, testimone ciò che sto scrivendo, deciso a inviartelo come invito a incontrarci, e temendo come una disgrazia apprendere che non accetti. Che buon pro mi faccia questa epistola!

Mia Cara,
scrivo per informarti che ti ho vagheggiata come via di fuga durante ognuna delle ore che abbiamo trascorso insieme, considerandoti nel momento di ogni Arrivederci! portatrice sana di alcune eccellenze parziali, sia fisiche che intellettuali, a me congeniali, con le quali comporre la totalità del cocktail erotico-sentimentale che vagheggio da sempre.
Tre fascinazioni mi hanno intrigato e pervaso d’amblè durante il nostro primo incontro, allorché ti ho scelta come mia partner collaborante nella gestione di un evento artistico.
La prima fascinazione mi è stata emanata dal tuo volto, dotato di un sorriso nel quale ho cominciato ad abitare.
La seconda fascinazione l’ho colta esaminando il tuo busto adolescente dotato di seni bambini forieri di ardori indecifrabili per goduriosità ineffabili.
La terza fascinazione mi è stata rappresentata senza infingimenti dal tuo grembo modello madre mediterranea che ho supposto dotato di una vulva generata per la concretizzazione di amplessi totali, condivisi e reiterati.
Queste fascinazioni mi hanno attivato immediatamente come autore di vulvaespistolae che non ho scritto, ma che scriverò  se assumerò il ruolo di tuo referente particolare, nei momenti in cui la pulsione sessuale attiverà il tuo immaginario, tanto da oscenizzarti piacevolmente vagheggiando le mie mani in concerto sul tuo corpo nudo.
Quando ciò accadrà, le tue vie di fuga saranno le mie, perché la fuga che desidero realizzare si concretizzi come fuga esistenziale risolutiva. Nel frattempo penserò alla fuga in tua compagnia frequentemente, considerandola una impresa da compiere con l’ausilio di ogni mezzo, abbattendo ogni ostacolo e neutralizzando ogni resistenza. In modo che ogni altra fuga mi risulti inutile e inconcepibile diversamente accompagnato. Purchè le tue vie di fuga non si rivelino impraticabili, al di là di ogni ragionevole supposizione, scoraggiandomi tanto da rinunciare a compiere…l’audace impresa concepita, deponendo le armi impugnate e rinunciando alle amorosità concupite. Ti scriverò altra epistola, se me la solleciterai.

Mia cara,
…trovami amor del tutto disarmato ?  (III) / M’è più caro il morir che ‘l viver senza ? / Lo star mi strugge, e ‘l fuggir non m’aita ? (LXXI) / Mi rivedrai….. / Ove l’aura si sente / D’in fresco et odorifero laureto (CXXIX) / L’aura amorosa che rinnova il tempo / E fiorian per le spiagge l’erbe e i rami (CXLII) / Et altro…

Scrivo per comunicarti che non mi ha trovato amor del tutto disarmato, principiando il mio vagheggiamento della tua vulva, perché non può essermi più caro il morir che il viver senza, e lo stare in attesa del tuo arrivo tra le mie braccia non può struggermi, poiché scopo frequentemente altra donna e ciò mi aiuta. L’aura amorosa che presumo possa laurare il mio fallo, rinnovandomi le gioie dell’amore e facendo nuovamente fiorire le erbe e i rami sulle spiagge del mio desiderio, mi vedrà laurainnamorato soltanto allorchè l’aura mi si manifesterà lauramorevolmente ovunque mi accoglierai vogliosa nel calore del tuo laureto. Continuerò, perciò, a desiderarti.

VULVAEPISTOLA MAGNI-FICANTE

Mia Cara,
sei  portatrice di un volto che nel momento in cui sorride apre e muove labbra nelle quali si desidera abitare, considerandole  scrigno per la custodia di goduriosità indicibili. Tanto mi è bastato durante i nostri brevi e collettivi incontri ravvicinati  per  trasferirti nel mio immaginario erotico, dando inizio al cosiddetto processo di cristallizzazione, cosi ben scritto e inimitabilmente descritto da  Stendhal in “De l’amour”. Un processo celebrando il quale mi sono immaginato come eventualmente godermi e farti godere ogni altra zona del tuo corpo, privilegiandomi come partner durante incontri sessuali ravvicinati ed esclusivi, per consentirmi di maximizzare ciò che ti caratterizza mini e abbondare ciò che risulta scarso.
Tra le mie braccia sarai strumento musicale dotato di corde che toccherò con mani virtuose e sperimentate… prive di età: per accarezzarti come ti ho già accarezzata nel mio immaginario, presupponendoti dotata di carica erotica con miccia corta esplosiva in tempi brevi. Raggiungimi là dove sei attesa per essere ospitata come in un’alcova attrezzata per l’attività copulatoria  reale e condivisa. Sei dotata di peso e misure tali che ci sarà agevole sperimentare ogni posizione del Kamasutra, anche la più acrobatica, alternandoci nei ruoli sia attivi sia passivi. Ogni ora sarà per me l’ora giusta per vulvasturbarmi penetrandoti fino in fondo con ogni movimento ritmato dicendo “…dentro e dentro a dovere, fuori e fuori a dovere”: come in una poesia antica d’autore cinese. Ogni volta fino al momento in cui mi dirai “Basta così!”. Magni-ficandoti irreversibilmente come maxi-ficofora,  musa ispiratrice di altri “Carmina vulvae”.
In attesa del tuo arrivo… non scrivo altro.
Postata in:
(http://www.facebook.com/topic.php?topic=21100&uid=191434975963) – http://www.iantichi.org/content/vulvaepistola-magni-ficante

VULVAEPISTOLA DISANAGRAFANTE AD PERSONAM
Mia cara,
ti scrivo per comunicarti che sei divenuta il mio ultimo pensiero quotidiano desiderante prima di addormentarmi e il mio primo pensiero quotidiano desiderante appena sveglio nel principio di ogni mio nuovo giorno superstite, ipotizzando coiti possibili: poiché ti ho ruolata ficofora terminale portatrice di goduriosità totale alla quale relazionarmi senza difese e senza inibizioni.
La scrittura di questa vulvaepistola, perciò, la eseguo per propiziarmi la realizzazione di un progetto che ho elaborato nella mia mente per dare inizio a una nostra relazione creativa di lavoro, durante la quale attivarmi per evolverla in relazione sentimentale e sessuale. Pur sapendo che sarò immediatamente sopraffatto dalla inquietudine, nel momento in cui ti proporrò e illustrerò tale progetto e tu lo prenderai in considerazione.
Ho intenzione di parlarti vis-à-vis durante il nostro primo incontro in luogo appartato per comunicarti che considero possibile progettare una nostra relazione creativa di lavoro, presupponendola come impresa da compiere intenzionati a “fare la differenza” (come suol dirsi) nella vita di entrambi: consigliandoti durante lo stesso incontro di valutare attentamente la mia proposta, però, prima di decidere l’ok definitivo.
Poichè, durante la elaborazione e realizzazione di tale progetto, potrebbe accaderci di coetaneizzare in corso d’opera i nostri dati anagrafici, occupando ogni spazio del desiderio sessuale nel nostro immaginario erotico, malgrado la differenza di età che ci scoetaneizza. E potrebbe accaderti, per esempio, relazionandoti a me frequentemente e ravvicinata, di fare la differenza nella mia esistenza, eccezionalmente trascorsa in buona salute ininterrottamente, come a pochi è accaduto: vissuta tutta anche a modo mio… libero-libertario-libertino plurivulvato, diversamente dalla moltitudine dei miei coetanei monovulvati, suscitando innamoramenti che ho condiviso con ficofore portatrici di straordinarietà soltanto parziale.
La scrittura di questa vulvaepistola la eseguo, perciò, consapevole che se la prenderai in considerazione tanto da assecondare le mie aspirazioni, finirai con l’assumere il ruolo del mio super oggetto di desiderio sessuale tanto agognato, al di là di ogni mia ambizione o aspettativa:  soprattutto a cominciare dal momento in cui dovessi cristallizzarti come ficofora portatrice di stupori a me sconosciuti, connotata da fattezze e movenze che da sempre vagheggio per potenziare e perfezionare la perimetrazione totale della mia vigoria sessuale.
Accadendo a me, nel ruolo di portatore di innamoramento inconsueto coetaneizzante e disanagrafante, durante la relazione creativa di lavoro, di fare la differenza nella tua vita con parole e attenzioni amorose, inusuali tra gli uomini che hai frequentato e tra quelli che frequenti.
Tanto da farmi considerare suscitatore di desiderio copulatorio permanente, con descrizioni intriganti di accarezzamenti manuali privi di età e abbracciamenti condivisibili in ogni luogo: dichiarandomi predisposto a considerare ogni ora l’ora giusta, sia per accarezzarti sia per abbracciarti, prefigurandoti la sperimentazione di amplessi taoisti con esperienza orgasmica tua ogni volta più armonica ed esaustiva.
Intrigati entrambi dalla creazione di una comune circolazione “vedente” di desiderio di rapporti sessuali che potrebbe risultarci lecita, risultandoci circolazione “cieca” di desiderio di rapporti sessuali ogni altra circolazione di desideri precedentemente sperimentata separatamente disarmonizzando Yin e Yang.
Attivi entrambi nel rinunciare a contrastare, conseguentemente, le pulsioni che ci spingeranno a relazionarci sempre più ravvicinati e sessualmente complementari, fino a divenire reciprocamente punti luminosi di un universo sensoriale che decideremo di esplorare: deresponsabilizzandoci rapiti, per arricchirci emotivamente con l’acquisizione di una conoscenza dell’erotismo potenziato in te e ri-animato in me, non più monadi desideranti ma unità taoista (1+1=1) copulante.
Agguerriti entrambi, a questo punto, nell’affrontare con disinvoltura il processo di coetaneizzazione che sentenzierà ininfluente lo scarto anagrafico che ci scoetaneizza: uno scarto che sarà ridotto in progress dalla evoluzione della relazione creativa di lavoro in relazione creativa di corresponsione d’amorosi sensi manifesti, corrisposti e goduti.
Perché accada ciò che in questa vulvaepistola risulta ipotizzato, ovviamente, è necessario che tu mi consideri partner sentimentale e sessuale possibile, però, a cominciare dal momento in cui, durante l’incontro vis-à-vis, sarai consapevole di essere divenuta, inequivocabilmente, mio oggetto di desiderio e mia referente privilegiata, lusingata da alcune mie attenzioni mirate e indiscutibilmente allusive. E che ti impegni in ogni modo per coetaneizzare la mia età anagrafica documentale alla mia età biologica portamentale che la contrasta con ogni postura e azione, stabilizzando uno scarto di anni compatibile con la mia laboriosa efficienza fisica e la mia straordinaria pulsionalità sexuale, supportata da una adeguata esperienza e competenza, che mi favorisce nel momento  del climax durante ogni amplesso.
Concediti ora una pausa di riflessione, rileggi ciò che ho scritto e messaggiami, poi, che cosa farci accadere a cominciare dall’incontro vis-à-vis: concordando come, dove, quando e… perché.
A presto…prima possibile!

VULVAEPISTOLA AD PERSONAM MAXIMIZZANTE

Mia Cara,
sei nei miei pensieri da qualche giorno come maxioggetto di desiderio, inconsapevolmente minimizzato in sul nascere, tanto che ti vagheggio portatrice di eccellenze dotate di carica erotica pesante con miccia corta, foriera di goduriosità maximizzanti carezze intense e reciproche: raggiungimi, oppure ti raggiungo, con l’intenzione di verificare vis à vis ogni possibile rapporto ravvicinato e reiterato per realizzare una corrispondenza totale dei cosiddetti amorosi sensi condivisi… stupefacendoci.
Sei nei miei pensieri perché ti suppongo maxiturbata da accadimenti che hanno ostacolato e continuano a ostacolare la maximizzazione del mini che ti  prefissa anagraficamente e penalizza esistenzialmente. Se mi raggiungerai, la mia unica occupazione sarà maximizzarti, con ogni gesto e in gni modo, per rischiarare ogni oscura inquietudine della tua quotidianità. “Non si deve mai riprendere la stessa esistenza“, ti dirò con parole di Oscar Wilde, presupponendoti pronta a intraprendere insieme una esistenza diversa esistendo io stesso diversamente.
Sei nei miei pensieri, trasloca tra le mie braccia, predisposta a consentire alle mie mani di accarezzarti con toccamenti che non hanno età. Consideriamoci canestri nei quali introdurci reciprocamente per conseguire punteggi massimi.
Postata in:
http://www.facebook.com/topic.php?uid=191434975963&topic=21083,

VULVAEPISTOLA DEPOTENZIANTE

Mia cara,
sei giunta in Italia da una delle repubbliche divenute ex sovietiche dopo la caduta del Muro di Berlino, priva di capitale economico e sociale, con a disposizione soltanto un capitale culturale ed erotico, costituito da un mix di mens brillante in corpore sexy. Dotata di fascino, vitalità, abilità (civetteria disinvolta) nel presentarti e proporti come ficofora (trucco, abiti, stile e competenza sessuale), consapevole che essere attraenti paga e non essere attraenti penalizza.
Ti sei attivata, perciò e in primis, favorendo spregiudicatamente la costruzione di ciò che hai considerato opportuno costruire per aumentare la tua “desiderabilità” e incrementare la redditività della tua personale “bella presenza”: fitnes domestica, cosmetica autarchica, chirurgia estetica per skylinarti senifora. E ti sei fatta valere e desiderare, quindi, apparendo ficofora esotica e disponibile su cosce lunghe rassodate da vestimenta aderenti, sia in posa sia deambulante su tacchi alti. In concorso permanente per un “premio” alla tua avvenenza in ogni luogo o circostanza. Dissimulando promesse di coiti possibili per costituire il network di relazioni eterogenee, sia sociali sia culturali, che ti hanno di volta in volta bene-ficata.
Fino a che il tuo capitale d’immagine pubblica ha cominciato a depauperarsi, rivelandosi meno remunerativo e sempre più insufficiente per finanziare la Pubbliche Relazioni fertili di nuove opportunità: divenuta nel frattempo (inevitabilmente!) “… over 40 con 9 lustri già sommati in marcia di avvicinamento ai 50, dotata di fascinosità destinate a depauperarsi sempre più” (sic! in un commento facebookpostato).
Non me ne volere, sei l’autrice di ciò che scrivo per de-scriverti. Rebus sic stantibus, una diversa vulvaepistola posso scriverla ad hoc e indirizzartela soltanto così principiata: Mia cara bene ficata da madre natura con la data menopausante ravvicinata, sei destinata a relazionarti a dequali ficate e dequali ficanti portatrici sane di diversità disagianti, cicciosità inabbracciabili, transinquitudine conclamata e socializzazione occasionale multidisciplinare della categoria vaniloquiente olistica, festeggiante libertà singletudinizzata in ogni consesso con libagioni inebrianti perché incontinenti…
M’interrompo, però, per non vaticinarti sgradevolezze esistenziali anzitempo.
Melanconicamente…

OTTO VULVAVEPISTOLAE
SFACEBOOKAMICIZIANTI


Mia Cara,
sei una facebookfan quizzarola palermitana militante, autoanalizzatrice in Facebook della propria identità/caratterialità con sottoposizionamenti a test passe-partouts generalisti, resa insonne frequentemente da pulsioni sessuali irreprimibili. Alter-ego di ogni giovane donna siciliana single coetanea, referente inquieta dei versi che trascrivo qui di seguito.
Sula sula ntra stu lettu / li nottati haju a passari; / nuddu giuvini a stu pettu / a mia tocca d’abbrazzari. / Sticchiu miu rispittuseddu, / senza minchia ca ti strigghia! / Sulu sulu un ghiriteddu / ca li labbra ti cattigghia./ Pri tia certu ci vurrìa / un battagghiu di campana, / ca la forma pigghirìa / di nna grossa minchia umana. / Si pulitu e graziusu, / nudda lingua mai t’allicca; / nuddu cazzu impituusu / dintra a tia mai si cc’inficca.
Smetti di rincorrere la realtà che non riesci ad afferrare, né a rappresentare, perché è una realtà complessa, perché vivi la condizione delle trentenni o poco più, in rapporto amicale e ludico con coetanei sexualmente inadeguati: stabilmente sulla soglia della  maturità copulatoria, in attesa di poter fare ingresso nella vita sexuale adulta.
Non continuare a biasimare la tua condizione di single insoddisfatta, insonne e solitaria nel proprio letto alla fine di ogni giornata trascorsa esercitando un’attività professionale obbligata o necessitata, rammemorante in silenzio versi di un poeta corregionale come questi:  Quanti fimmini e stu munnu / cci su’ stati e cci sarannu, / chi minchiati ntra lu cunnu / nn’hannu avutu e nnavirannu! / Ed io sula ventu abbrazzu; / si mi votu e mi stinnicchiu / mai non trovu nuddu cazzu / pri ficcarlu ntra stu sticchiu.
Sappi che, così come per ogni quadro c’è un chiodo al quale sarà appeso, per ogni vulva c’è un fallo che la penetrerà con soddisfazione condivisa.
En Attendant … credici! Spalermitanizzati consultandomi su cosa fare (e con chi) nel frattempo, per la ricerca e la identificazione del fallo su misura per la tua vulva. A bientot bientot!

Mia cara,
nomata come una protagonista del “Tropico del cancro” (quinta pagina), compio questo esercizio scrittòrio presupponendoti interlocutrice fertile milleriana, dopo aver letto in Facebook una tua NOTA personale. Leggilo come invito a smettere di nuotare con bracciate scomposte nell’acqua di giornate incongrue “…vivendo l’ora, il tuo destino, il giorno eterno e il suo risveglio”. Leggilo come invito a non autoritrarti alle prese anche con “… la spesa da comprare (anziché da fare)”, per registrare le variazioni che il tuo corpo è destinato a subire negli anni, appropincuandoti alla frontiera al di là della quale si estende il vasto territorio dei compleanni antaizzati forieri di singletudine conclamata già “… nel tuo presente, nell’imminenza dell’attesa”.
Questa mia vulvaepistola ti stimoli a scrivere allegorizzando, metamorfosando e simbolizzando con analogismi disinibenti ad libitum le tue pulsioni libertine: presupponendomi tuo accompagnatore vulvologo sperimentato (e sperimentabile), anche abile ed erudito, durante una prolungata permanenza a Venezia, intrattenendo rapporti variamente interattivi e ravvicinati.
Comincerai, così, a elaborare positivamente i disagi del tuo  status intellettuale in soggiorno operativo obbligato, giovane ficofora creativa avida di vita altrui, ingegnere annidato in una scrittrice che scrive per se stessa dissimulandosi (travestendosi), eteronomizzandosi, considerando la vita un pregiudizio e privilegiando il “morir di fama”, impegnata a lavorare con acribia nel contesto socio-politico di una città come Catania penalizzata da una crisi economica endemica, vagheggiando notorietà scrittoria e curatorialità artistica senza scimmiottare il vertice…et collateralità subalterna.
Non somigli a nessun’altra donna, perchè a ogni altra donna è inibito simularti, e perché ti suppongo donna straordinariamente unica, ficofora portatrice sana di stupori ineffabili condivisibili.
Attivati in modo tale che la più insospettabile delle tue interrelazioni virtuali griffate Facebook, si sveli e riveli possibile rapporto reale simbiotico e soddisfacente come nei tuoi desideri o bisogni: perchè ti accada ciò che non ti è ancora accaduto. Cordialmente.

Mia cara,
connotato il mini che prefissa il tuo cognome, prima che tu raggiunga la frontiera al di là della quale si estende il vasto territorio dei compleanni antaizzati, forieri di secchezza vaginale in progres fino all’assunzione della condizione singletudinizzante irreversibile delle menopausate, considero opportuno attivarci nel ruolo di referenti reciprocamente privilegiati e vicendevolmente supporters interrelazionati quanto basta per esorcizzare la destinazione profetata dal mini.
Come?
Maximizzando soltanto la intraprendenza che consente l’aumento del capitale personale di conoscenze profique.
Maximizzando le pulsioni che movimentano i tuoi sogni & bisogni più audaci & primari.
Maximizzando il disvelamento totale dei tuoi arcani fascinosi XL pour epater hommes d’esprit sperimentati & sperimentabili.
In modo tale che tu possa non continuare a suscitare mini eco in mini location, nel ruolo di maxificata, star miniorgasmata da mini audience.
Per non continuare a mininteragire smagnificata da minimentori: … minicreando, miniperformando, miniemozionando, ministupefacendo, minicopulando, minigenerando.
Per maximizzare una eventuale intesa operativa straordinaria, maximizzando soltanto attività condivisibili profit.
Per maximizzare ogni eventuale e reciproco desiderio d’instaurare rapporti fertili esclusivi, maximizzando la nostra goduriosità fino a svelarci reciprocamente come persone intriganti, dotate per assumere ruoli totalizzanti durante ogni incontro svirtualizzato.
Scasinando il nostro incasinato personale per casinarlo, intenzionati a ottenere come risultato un 1 sommando 1+1.
Vagheggiando la maximizzazione della tua succosità vaginale e della mia erezione penale, originate da carezze oscenizzanti in sintonia che commenteremo orchestrando parole poetiche, ruolati portatori sani di stupefazione amatoria di volta in volta così nuova da risultarci sconosciuta e mai goduta.

Mia cara,
scrivo per comunicarti che siccome ti sei introdotta e stabilizzata nel mio immaginario erotico facebookamiciziando con post lessicali intriganti e fotoritratti ammiccanti, ho cominciato a prospettarmi la sfacebookamiciziazione del nostro rapporto virtuale, anelando realizzare rapporti reali ravvicinati forieri di abbracciamenti totali e straordinari. Incontriamoci, perciò, prima possibile per soddisfare desideri siamesi. Ti prometto che mi giocherò come un dado sul tuo corpo nudo, considerandolo magico tappeto da preghiera di carne li-yuesco, sul quale volerò incontro a goduriosità ineffabili, predisponendomi alla conoscenza di stupori indicibili.
Se accadrà ciò, poi, ti decanterò come amante per celebrare ogni nostro amplesso con parole scritte destinate a essere considerate eruzione di lava lussuriosa prorompente. Poiché la tua vulva mi sarà sempre più necessaria, di giorno in giorno, come luogo incantevole dove la mia carne possa congiungersi alla tua ogni volta diversamente. In modo tale che il capo di tartaruga del mio kuen-tou (così nomato da chi parla altra lingua) sia condotto dal tuo desiderio sessuale a caccia delle farfalle che lo guideranno fin dentro ciò che nomerò yo-kuan, agognandola come meato adornato di gioielli.
Mi piace il mio corpo quand’è col tuo corpo. E’ una cosa tanto nuova. Muscoli meglio e nervi di più. Mi piace il tuo corpo. Mi piace quel che fa e il come. Mi piace sentir la sua spina dorsale, le sue ossa e il tremolante liscio-sodo che bacerò ancora ancora e… ancora di te mi piace baciare questo e quello. Mi piace lentamente accarezzare il folto elettrico pelo e quel che viene a carne che si separa…E occhi grandi, briciole d’amore, e forse mi piace il brivido di sotto me te così nuova: ti dirò già durante il primo abbraccio, pronunciando parole del poeta Cummings. In modo tale che, a cominciare dal nostro primo rendez-vous, accarezzarci e oscenizzarci sia il nostro solo vero riposo dallo spossante esercizio intellettuale quotidiano compiuto da entrambi per formulare ipotesi che continuano a risultarci irrisolte.
Sia foriera d’innamoramento, quindi, la lettura di questa vulvaepistola. Annunciami il tuo arrivo, oppure fissa l’ora e il giorno della mia partenza per raggiungerti là dove mi indicherai. Non indugiare.

P.S. – Se mi dirai in latino: “Namque te sine nec Venus probatur,  /  Gratiae illepidae, Cupido, Bacchus”, durante il nostro primo incontro ravvicinato; ti dirò più volte in italiano: “Venere senza di te non diletta, / privi di gusto sono Grazie, Cupido e Bacco”

Mia cara,
galeotta fu una comune conoscente a te imparentata e facebookamiciziata, che mi rivelò la tua esistenza, inconsapevole che sarebbe stata da me accantonata come oggetto di desiderio, perché si sarebbe rivelata dotata di carica erotica con miccia allungata e per di più bagnata, refrattaria all’accensione immediata, diversamente da te nomata Renata che ti saresti rivelata dotata di carica erotica con miccia accorciata per favorire l’esplosione subitanea a distanza ravvicinata.
Scrivo ciò fantasticando nostri incontri ravvicinati copulatori, per omaggiarti e lusingarti compiendo un esercizio scrittòrio che privilegia parole suffissate “ata” assonanti il tuo nome…
Per testimoniare a futura memoria che ti ho desiderata e agognata, nel momento in cui ho cominciato a immaginarti sfacebookamiciziata e spalermitanata, straordinaria vulvofora in trasferta amorosa a me abbracciata, denudata per essere accarezzata nello stesso paio di lenzuola, baciata e orgasmata, copulando assatanata, fino alla conclusione di una scopata mai da entrambi effettuata, da me vaticinata come performance dissennata, però, se destinata a non essere replicata e perfezionata, opportunamente variegata, in location diverse garconnierizzata.
Scegli dove e quando sfacebookamiciziarci. Mi basterà spendere pochi centesimi della mia immaginazione per capire cosa e come fare, allorché t’incontrerò per la prima volta a distanza ravvicinata: significando a portata dei miei sguardi e delle mie mani.
Continuando la nostra facebookamiciziazione, altrimenti, continuerò a fantasticarti, fino a fantasmarti e a scriverti un’ultima lettera cosi conclusa: Facebookamiciziando hai dato inizio a un gioco che mi ha intrigato e persuaso a giocarlo fino in fondo, senza lusingarti con ipocrisie e ambiguità, preventivando la sua conclusione causa interruzione voluntas tua.
“Ci ricorderemo, considerandoci il risultato di un gioco che, se non fosse stato giocato, non sarebbe stato gioco che avrebbe potuto non essere gioco” (parafrasando Georges Bataille). Ad majora vulvaepistola !

Mia cara,
meritano di essere campionariati i rapporti “lessicali”, anziché ficali, che intrattieni  col “cazzo”, facebookpostandoli nel tuo Profilo disangelicati dall’uso disinvolto anche di mavaffanculo, rompicoglioni, minkia, trombare, palle e stronzo, e supportati da esercizi di autoanalisi della tua inquietudine angelicata di ficofora malscopata: esercizi che esegui risolvendo quiz e aprendo  Biscotti della Fortuna. Particolarmente quando l’inquietudine  ti risulta generata da rapporti “cazzuali” con cazzofori casuali, inadeguati per  assumere ruoli di chiavatori come nei tuoi bi-sogni.
Diversamente alta, con entrambe le bocche tipiche di chi è ”tuttatana”, nei momenti in cui mandi “…a cagare” tutti quelli ai quali risulti diversamente alta. Diversamente snella, con un eccesso di morbidezze per suscitare desiderio copulatorio straordinario, come quello che fa godere senza fantasticare altre morbidezze angelicate. Diversamente decorativa, anche nel ruolo di pittrice ambiziosa nerudofila, artefice di opere idonee per la decorazione parietale d’interni domestici perbenisti con piatti, bicchieri et regali di nozze vetrinizzati in credenze, tra tante foto (personali e non) in cornici d’argento. Diversamente umana nell’errare, cadere e rialzarti,  confortata e approvata (anche applaudita) soltanto dall’amicalità coetanea e conterranea.
Pronta a facebookamiciziare con gli adepti della L.I.C.R.C. (Lega Italiana Contro i Rompi Coglioni), fondata per centrare un obiettivo unico: “…eliminare i rompicazzo dalla faccia della terra”. Solidale con quelli che pensano che l’Uccellino non si fa mai i cazzi suoi, e che se per ogni coglione ci fosse un lampione…cazzo che illuminazione!
Permanentemente pronta a stigmatizzare tutti quelli che rompono i coglioni proponendo in Facebook adesioni a gruppi del cazzo. Esigendo per ogni volta che dici “Non ho niente”, che non ti  rompano i coglioni, per non costringerti a dire “Amici,… amici il cazzo !”. Oppure “Oggi non mi va di fare un cazzo”. Oppure ancora “…i cazzi tuoi, mai eh?”. E che ti si deve lasciare in pace quando torni a casa stanca e incazzata, rinunciando a farti 100 domande: comprese quelle relative al tuo facebookattivismo narciso e autoreferenziale di over 30 portatrice sana di singletudine irreversibile: anelando d’essere scopata appena sveglia ogni mattina, come ogni sera appena nel tuo letto.
Concludo con un suggerimento: cazzeggia la realtà scazzeggiando in Facebook la virtualità. Predisposto a suggerire altro durante incontri ravvicinati: là dove (e quando) sceglierai d’incontrarmi.

Mia cara,
le visite virtuali nel tuo salotto Facebook non mi si addicono: perché sono diversamente abile nella esplorazione e nell’uso del web, tanto quanto sono  magistralmente abile nella esplorazione e conoscenza fisica sia dei luoghi sia delle persone. Nè mi si addice pazzeggiare affollato in una bacheca o chatteggiare guardando lo schermo di un PC: anelando passeggiare e parlare, invece, in un giardino appartato accompagnato e abbracciato a una donna suscitatrice di desideri sessuali. Asseconderei ogni tuo invito a raggiungerti e “visitarti”, se mi risultassi raggiungibile a piedi o a bordo di un taxi… snerudata o snerudabile e in attesa del mio arrivo… come nel mio immaginario erotico.
Ho visitato, però, le tante foto che ti illustrano sorridente e in compagnia di coetanee: dotata di carica erotica con miccia corta, malcelata da civetterie mirate a sollecitare l’uso dell’accendino: tutte documenti fotografici del cosiddetto erotismo civettuolo “spartnerizzato”.
Comincia a svirtualizzare il nostro rapporto, comunicandomi la tua disponibilità a incontrarci là dove consideri più opportuno dare inizio a un rapporto ravvicinato del tipo che più ti (e ci) si addice: perché abbia termine il vagheggiamento e cominci ad accaderci l’inaccaduto. Ad majorem…

Mia cara,
sei fragile e ininfluente come promoter  dell’artisticità personale e altrui perchè ti sei  autoruolata, operatrice culturale illudendoti di riuscire a modellare autonomamente un mondo su misura per la realizzazione dei tuoi progetti, emula dell’amazzone Pentesilea: siculo-americana in America ospite di parenti siciliani, americana-sicula a Palermo, amazzone soltanto per quanto riguarda l’altezza e le circonferenze del tuo corpo… se comparata alle donne tue coetanee isolane, alle prese con le pulsioni sessuali (conscie e inconscie) di chi ha da festeggiare un residuo di anniversari pre-antaizzati.

Ti sei curricultata, perciò, e  continuerai a curricularti scrittrice d’arte in carriera, sicilianofila autoreferenziale, celebrando la sicilianità agiografica condivisibile soltanto con l’agiografato/a di turno e con i cittadini degli Stati Uniti e di ogni altro Stato, originati in Sicilia o da rapporti di coppia tra siciliani. Prescindendo da ogni possibile interrelazione con chi ti vagheggia come ficofora pentesileafan, partner per imprese intellettual-copulatorie, alla quale dire, nel principio di ogni amplesso: “Ho una verghetta fatta di piombo fino: te la regalerò ma devi essere dolce (con me). /  Amami, chè mi brucia il tizzone dell’amore” (Folengo 632 e 639).
La mia disponibilità a svirtualizzare la nostra amicizia facebookattivata  permane integra nel mio immaginario, comunque, purchè la svirtualizzazione faccia la differenza, però,  nella quotidianità e nella emozionalità di entrambi. Sperimentando ogni possibilità di rapporto straordinario sfacebookamiciziato e ravvicinato in location sfacebookamiciziante.Tra un amplesso e l’altro parleremo di come si concretizza ed assume artisticità ogni oggetto materiale (dipinto, scultura, assemblage, collage, video et altro concepito…creando), quando non  risulta illustrazione, decorazione,  agiografia iconizzata, esercizio accademico, sperimentazione amatoriale ad libitum, et similia. Cerca la soluzione nel tuo inconscio superegoico e comunicamela.

In Artefiera a Bologna

Written by rossiroiss

novembre 1st, 2011 at 7:57 pm

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