Enzo Rossi-Roiss

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QUALCUNO L’AIUTI A RIMETTERLI NEGLI SCAFFALI !!

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Penny Walsh controlla i danni del terremoto in una delle sale della biblioteca di Gisborne, in Nuova Zelanda. Un potente sisma di 6,8 punti sulla scala Richter ha distrutto edifici e causato molti danni nell’area (Gisborne Herald/Afp)

Published by rossiroiss, on dicembre 23rd, 2007 at 1:01 am. Filled under: Agenda, Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

Expo Manù

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MANU’ HA DIPINTO LE SUE ULTIME OPERE
PER SPIEGARE UN REALE FANTASTICO
(dal 17 novembre in esposizione a Verona)

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Le opere che risultano esposte a Verona nelle sale della Galleria La Meridiana le suppongo dipinte da una Manù intenzionata (consapevolmente, oppure inconsapevolmente) a intrattenere con la pittura, nel tempo che verrà, rapporti più fertili che in passato: sempre più ravvicinati, intensi ed esclusivi. Diversamente dai rapporti intrattenuti contemporaneamente anche con l’illustrazione di testi letterari, a cominciare dal principio della sua attività creativa. Preso atto che non ha alimentato vanamente la propria esistenza con più interessi: dipingendo, cantando jazz,  sperimentando innamoramenti, generando due figlie.
Le sue opere dovrebbero essere, perciò, osservate come gemmazione del suo vissuto: resumèe di esperienze esistenziali (emozionali) e sperimentazioni pittoriche (formali) metabolizzate durante i 25 anni trascorsi dalla sua prima esposizione personale datata 1982. Ci risulteranno, così, dotate di una maggiore carica simbolica e agiranno in una più vasta area metaforica: risultandoci concepite, gestite e magistralmente eseguite fantasticando esistenzialità artistica alternativa e più gratificante.

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Ciò premesso, sarà più agevole decriptare la loro iconologia, “visitandole” posizionati su più livelli di significazione. Principalmente su due livelli: quello artistico-letterario e quello metaforico.
Posizionati sul livello della significazione artistica-letteraria osserveremo che l’artista in esposizione ha indiscutibilmente “una bella mano” (come suol dirsi !) e che la usa pensando a ciò che ha letto o a ciò che ha vissuto, e a come ri-narrare o rivivere raffigurando il proprio pensiero, privilegiando la surrealtà più che la realtà e metafisicizzando la fisicità.
Poiché l’ambito poetico in cui è possibile (anche facile) collocarla come pittrice raffinata e sensibile è quello surreale.
Poiché non le è estranea la poetica metafisica che tante radici di pittori surrealisti ha alimentato.
Posizionati sul livello della significazione metaforica osserveremo che Manù privilegia l’oggettistica inanimata, piuttosto che l’antropomorfismo vitale, iconizzando simboli, emblemi e simulacri di una esistenzialità sonorizzata dal silenzio, più che dalla rumorosità, routinizzata da dinamismi usurati divenuti obsoleti.
Poiché ha dipinto e continua dipingere reali soltanto le cose, connotando d’inverosimiglianza le persone o le figure.
Poiché dà forme e colori alle proprie emozioni e ai propri sentimenti (anche desideri) tramite le cose che raffigura sempre pulite, poco usate o come nuove.
Poichè nelle sue opere tutto ciò che è vetro è trasparente, tutto ciò che è superficie è lucido, su tutto ciò che è liquido non galleggia alcun rifiuto, e l’erba dei suoi prati non rivela tracce di calpestio.

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Manù appartiene indiscutibilmente alla categoria degli individui di talento, “teorizzati e schematizzati” dall’ungherese Géza Révész nel suo libro “Talento e Genio” (Garzanti 1956), perché la sua personalità artistica è costituita dalle seguenti qualità: ricchezza di esperienze interiori, fantasia artistica, originalità nella rappresentazione, aspirazione all’optimum in ogni opera finita, costante sviluppo e arricchimento dell’espressione. Qualità che personalmente le ho riconosciuto a cominciare dalla scrittura del mio primo testo esegetico per la sua prima esposizione, riconoscendogliele anche in numerose occasioni successive. Particolarmente allorchè ho scritto: Manù ha aperto uno squarcio nella siepe al di là della quale si celava il suo infinito creativo e vi si è introdotta come Alice decisa a godersi fino in fondo l’avventura artistica, costi quel che costi.
Il 2007 sarebbe stato l’anno anniversario d’argento per il nostro rapporto, se tale rapporto avesse assunto subito connotati sentimentali, anziché intellettuali. Il mio augurio è che sia comunque un anno anniversario, e che questa esposizione dia inizio a un rapporto di Manù con l’attività pittorica e il macro universo dell’artisticità sempre più appagante e totale.

(Le opere da più vicino. Manù con Enzo Rossi-Ròiss a Verona in un cortile del Palazzo Forti. L’interno dell’ex chiesetta San Marco a Marostica/Vicenza con le opere di Manù in esposizione. CLICCA SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE)

Published by rossiroiss, on dicembre 1st, 2007 at 7:42 pm. Filled under: Agenda, Diario, Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati

D’aprés senifora gidugliata

COMPAGNIA DE CALZA „I ANTICHI”

ASSOCIAZIONE CULTURALE PER IL CARNEVALE DI VENEZIA

Campo San Maurizio – 2674 San Marco – Venezia 30124

Tel: 0039 (41) 5234567 – Cell. 347 3726733 / e-mail: info@iantichi.org / web: www.iantichi.org

Titolo dell’esposizione: D’aprés senifora gidugliata

Artista: Enzo Rossi-Ròiss

Vernissage: venerdi 14 settembre 2007, ore 17

Città dell’esposizione: Venezia

Sede: Campo San Maurizio 2674 – San Marco 30124

Organizzazione: Compagnia De Calza “I Antichi”

Curatori e presentatori: Roberto Bianchin e Luca Colferai

“D’aprés senifora gidugliata” è il titolo di una installazione artistica che lo scrittore e poeta Enzo Rossi-Ròiss ha realizzato per la Compagnia De Calza “I Antichi”. E’ sottotitolata “United colored breasts of Ròiss”, perché è costituita da un insieme multicolore di calchi che raffigurano seni muliebri in grandezza naturale “ideale”.

La “giduglia” (gidouille!”) che contrassegna ogni calco è il logo (simbolo) della Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie che tutto ingloba e contiene all’infinito.

Nel 1987, anno cinquantenario della propria nascita, il Rossi-Ròiss fondò e diresse ”Merdre” (antologia periodica semestrale del sapere patafisico, n.5 volumi per 892 pagine complessive).

Con l’installazione “D’aprés senifora gidugliata” intende celebrare il suo 70° compleanno – venerdi 14 settembre 2007, dalle ore 17 in poi – nella sede rinnovata della Compagnia De Calza “I Antichi” a Venezia (Campo San Maurizio 2674 – San Marco 30124).

Presentatore Luca Colferai, autore del testo che segue.

Emulando e parafrasando Ramon Gomez De La Serna, scrivo che Enzo Rossi-Ròiss è un delicato iconizzatore di seni muliebri non siliconati, comprensivo e riconoscente per le piacevolezze che le sue mani senza età si concedono ogni volta che li accarezzano.

Sono numerose le donne che glieli hanno snudati perché li sfiorasse con le dita, li lusingasse con gli sguardi, li eccitasse con toccamenti labiali, li intrattenesse fantasiosamente, ne avesse cura e traducesse in parole poetiche la goduriosità generata ad libitum, sconosciuta agli uomini che li avevano e avrebbero approcciati senza i dovuti riguardi.

E’ possibile scrivere ciò, purchè non si discuta la sua capacità di toccare i seni di una donna con l’intenzione di toccarla nel profondo e d’introdurre una mano nella sua scollatura e agitarla cercando il tesoro.

Poiché ogni donna ha la possibilità di sentirsi a proprio agio con i propri seni, prescindendo dalle loro misure, accompagna a un uomo come il Rossi-Ròiss (più esatto sarebbe scrivere: accoppiata!), accarezzata come mai prima, né dopo, risulterà essere stata accarezzata da altri uomini, assaltatori di seni ciechi come talpe.

Poiché il Rossi-Ròiss tocca i seni come un musicista tocca il suo strumento durante il concerto ufficiale e li suona con mani senza età che non li derubano, ma restituiscono loro il patrimonio che meritano.

Poiché è possibile supporre il Rossi-Ròiss senifago mai brusco quando tocca i seni delle donne, né approssimativo o precipitoso quando se li gode, accarezzandoli con mani alle quali non si addice la stanchezza che ferma anzitempo altre mani.

Scrivo ciò emulando e parafrasando Ramon Gomez De La Serna nel ruolo di senilogo.

(Tramite internet – scritti da Enzo Rossi-Ròiss – sono reperibili i libri: MagniFicaMente – Carmina Vulvae – Vulvaepistolarium – Pendant la fete tu seras la belle)

Published by rossiroiss, on dicembre 1st, 2007 at 7:05 pm. Filled under: Agenda, Enzo Rossi-RòissCommenti disabilitati